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Massaggio

Linfodrenaggio. Al bando liquidi e tossine. 3a parte

A cura di Piero Sampieri

Pubblicato il 10/08/2006

Il linfodrenaggio manuale (LDM) è una tipologia di massaggio dolce e sfiorante che agendo sulla circolazione linfatica drena i liquidi in eccesso dai tessuti, smuove ed elimina le tossine, riduce l'edema. Per questo trova indicazione sia a livello estetico, per contrastare la cellulite e rimodellare, che terapeutico come preparazione e assistenza nel periodo degli interventi chirurgici e plastici.

La tecnica.

"Piacevole e desiderato dalle persone con edema dopo interventi chirurgici, specie quelli che necessitano dell'asportazione di linfonodi, la tecnica del linfodrenaggio manuale è anche costosa e difficile da imparare" spiega Gemma Martino, direttore di Metis a Milano e docente nei Master di Senologia all'Università di Medicina di Siena. " Il tocco sapiente e neutro del terapeuta ed il fluire della linfa in aspirazione evocano sensazioni profonde nella persona in trattamento. Se i terapeuti fossero formati sul versante delle tecniche manuali, della psicoterapia relazionale e dell'oncologia ci sarebbe davvero spazio durante la seduta di LDM per elaborare i traumi subiti e valutare le risorse a disposizione nei momenti di difficoltà o di stress".
Terapia in silenzio. Durante la terapia è indispensabile il silenzio e l'ascolto dei ritmi interni e del dialogo tonico che si instaura nella relazione corporea. Il massaggio consiste in movimenti circolari eseguiti con pressioni leggere poichè il drenaggio della linfa deve avvenire senza traumatismi sulla rete capillare e la corrente linfatica deve defluire con meccanismi di aspirazione attraverso manovre iniziali di decompressione delle stazioni linfatiche a monte della stasi.
Come funziona. "Per un gioco di pressioni colloido-osmotiche - spiega Martino - i prodotti di degradazione vengono riassorbiti dai capillari venosi e dalla rete linfatica. La progressione della linfa nei collettori è facilitata inoltre dalla pressione esercitata dalla contrazione muscolare, dalla pulsazione delle arterie, dallo spostamento dei diversi piani tissutali durante il movimento del corpo, dalla respirazione. Le controindicazioni sono rare e riguardano gli stati infiammatori locali, la idiosincrasia a farsi toccare, una relazione incongrua tra chi fa il massaggio e chi ne usufruisce". Il LDM va ripetuto nel tempo: una volta iniziato con una certa intensità (giornaliera, a giorni alterni, due volte alla settimana a seconda del problema specifico) richiede delle sedute di richiamo per qualche mese (una volta alla settimana , una volta ogni quindici giorni o una volta al mese).

Ayurvedica
Si distende anche il pensiero

L'Ayurveda, in sanscrito Scienza della vita, è una medicina che affonda le sue radici negli antichi testi sacri, i Veda. Scienza medica sacra dunque che non mira solo a curare, ma anche a prevenire, preservare e soprattutto alimentare lo stretto legame che esiste tra mente e corpo. Anche il massaggio ayurvedico riflette questa visione olistica: l'obiettivo non è solo quello di tonificare i muscoli o di drenare la linfa ma di ripristinare l'equilibrio generale dell'organismo.
Impiego di oli medicati. "Il massaggio è una parte dei variegati trattamenti fisici previsti dalla Medicina Ayurvedica - spiega Carmen Tosto, responsabile dei corsi di formazione della Scuola di Medicina Ayurvedica Ayurvedic Point di Milano - e le sue modalità di applicazione variano in relazione alle caratteristiche del paziente, al suo stato di salute ma anche in funzione delle stagioni. E' quindi un trattamento personalizzato, eseguito da uno o più operatori, che prevede l'impiego di oli medicati: ai benefici del massaggio si unisce dunque l'azione curativa delle sostanze contenute nell'olio che vengono assorbite attraverso la pelle. Lo scopo primario è quello di riportare in equilibrio i tre "dosha" o umori del corpo chiamati Vata, Pitta e Kapha, vere e proprie espressioni dinamiche dell'unità psicosomatica dell'uomo. Ogni dosha domina in modo differente le funzioni psicofisiche dell'organismo ed è dal loro disequilibrio che secondo l'Ayurveda nasce la malattia. Attraverso le varie manualità del massaggio (pressioni, pizzicottamenti, movimenti circolari, tocchi ritmici, leggere trazioni, ecc.) si agisce anche su un sistema complesso di punti energetici, detti Marma, che vengono stimolati o pacificati". Il massaggio ayurvedico rilassa il corpo e la mente, migliora l'elasticità e il tono di muscoli e pelle, stimola la circolazione, allenta le tensioni della colonna vertebrale e delle articolazioni.
Quando può servire. Alcuni trattamenti, come in particolare il massaggio alla testa, agiscono anche sul piano psichico riappacificando la mente, migliorando il rapporto veglia/sonno e donando quindi calma e serenità. Sono molte dunque le situazioni in cui è possibile utilizzare il massaggio ayurvedico e proprio per il loro profondo effetto terapeutico alcune tecniche richiedono un'attenta valutazione da parte del medico ayurvedico. Le controindicazioni sono stati febbrili, estrema debolezza, infiammazioni cutanee severe e tutte le condizioni che richiedono una valutazione medica al fine di stabilire il trattamento più appropriato. "Solitamente vengono proposti cicli di trattamenti ed alcuni sono eseguiti al cambio stagionale affinché l'organismo possa integrarsi al meglio con i ritmi della natura. Ma anche un solo massaggio può risvegliare nel complesso corpo/mente la coscienza di un nuovo stato di equilibrio".

Fine della 3a parte.

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