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Curiosità
70 Argomenti
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RAI: LITE VELTRONI-D'ALEMA BLOCCA TUTTO
- ...Tutto in alto mare sul fronte Rai. L'ennessimo rinvio dell'elezione dei vertici della Commissione di Vigilanza comporta, a cascata, tempi lunghi anche per la rivoluzione ai piani alti della televisione di Stato. Una fonte interna a Viale Mazzini (massimi livelli) spiega, intevistata, ...........
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G8: CARUSO, "MOLOTOV? RUBATE DA AMICI DEI POLIZIOTTI"
- "carino.........che bel rappresentante al Governo!
"E' una situazione da Repubblica delle banane. Come fanno a scomparire due molotov dal blindatissimo ufficio reperti del tribunale di Genova? Ci deve essere un'indignazione generale, e' una cosa assurda". Francesco Caruso torna a denunciare il caso delle molotov scomparse: "Io un'ipotesi ce l'ho... Sono stati gli amici dei poliziotti inquisiti per il pestaggio alla scuola Diaz. Senza quelle molotov non si possono fare i rilievi. Sono stati i fascisti...". L'esponente del Prc poi torna sulla sua 'provocazione': "Stamane ne ho trovate due nel cortile della Camera. Mi sa che sono proprio quelle degli uffici reperti del tribunale di Genova... Forse bisognerebbe andare a chiedere agli esponenti di An...".
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Noi gay, pericolosi per la sinistra
- tratto da Arcigay -
Un articolo del Segretario nazionale Aurelio Mancuso, pubblicato dal Riformista, in risposta alle esternazioni della senatrice Anna Serafini, moglie del leader DS Fassino
Così la coppia Fassino – Serafini continua a raccontarci cosa ne pensa dei Pacs e di tutti gli altri temi che dilaniano l’Unione, con uno stile davvero nuovo.
Splendida la frase “L’importante è non caricare di ideologia la richiesta contenuta nel programma elettorale.
E’ dannoso e antiriformista enfatizzare la battaglia omosessuale o trasformarla nella carta d’identità della legge.” Eccola qui la politica con la P maiuscola, quella che arriva, dopo che per decenni movimenti come quello gay si sono dannati per ottenere che perlomeno si discutesse di uno straccio di quadro legislativo a tutela delle coppie e delle persone, arrivano i professionisti, quelli che medieranno e avvertono: ora state calmi e ritiratevi in buon ordine.
Chissà dov’era la senatrice Serafini in tutti questi anni? Da nessuna parte, perché non l’abbiamo mai vista ad un’iniziativa di sostegno delle nostre battaglie e non ce la ricordiamo ad ascoltare i drammi delle convivenze etero ed omosessuali. I gay, quindi, sono pericolosi perché, dopo aver svegliato la politica italiano dal torpore medioevale in cui è sprofondata
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Si chiama Demian: un fumetto già cult (a destra e dintorni)
- dal Secolo di oggi - Questo cavaliere
è già un cult...
Alto gradimento Demian
Sta in sella a una motocicletta e non a un destriero,
ma l’ultimo eroe esoterico a fumetti è riuscito
ad accendere l’immaginario di molti lettori a destra
Cavalca una motocicletta
e non un destriero, ma ha
conquistato l’immaginario
di molti lettori. E la Bonelli
lancia anche “Il Legionario”
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Le ha dette Prodi
- da parte di Salvatore Balducci - Presidente Azione Giovani di Corato
portavoce Federazione Provinciale di Azione Giovani di terra di Bari
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Napoli: Santoro e Diodato: «Inopportuna la presenza del COMABA
- ....Troviamo singolare che ad una importante riunione istituzionale convocata dall’Assessore all’Ambiente del Comune di Napoli per fare il punto sulla vicenda del divieto di balneazione di Bagnoli e Coroglio partecipi anche un soggetto privato quale il presidente del COMABA....
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Nuovi guai per Grillo: «Ci garantiva il Tar»
- " E noi poverini qui a cercare di far quadrare l'Euro, tirali di qua, tirali di la, ma sempre pochi sono. Visto come si fa a diventare ricchi?" tratto da la Stampa: L’INCHIESTA ANTONVENETA: L’EX AD DI LODI HA PARLATO DELLA SENTENZA CHE BOCCIO’ IL RICORSO DEGLI OLANDESI CONTRO IL VIA LIBERA DI BANKITALIA
Nuovi guai per Grillo: «Ci garantiva il Tar»
I pm riaccendono un faro sulla scalata Telecom: è il punto di saldatura tra Fiorani, Gnutti e Consorte
MILANO. Ha detto molte cose ma non tutto. Per questo il calendario degli interrogatori per Gianpiero Fiorani potrebbe essere più lungo del previsto, ricominciando forse oggi stesso per non dare tregua nemmeno nel periodo festivo, che sicuramente l’ex padre padrone di Bpi passerà a San Vittore.
Dove, ieri pomeriggio fino a tarda sera, è toccato al suo ex braccio destro, Gianfranco Boni, tornare ad affrontare i magistrati per spiegare i retroscena delle operazioni finanziarie dell’associazione per delinquere che allignava nella banca lodigiana. Gli inquirenti vogliono inoltre fugare ogni dubbio sul fatto che Gianpiero Fiorani avrebbe potuto cercare di utilizzare gli interrogatori per lanciare messaggi e capire come uscire dalla situazione difficile in cui si trova.
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ROMA: ANDREOTTI A PRODI, NON DEMONIZZARE I SALOTTI
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Roma, 22 dicembre — Giulio Andreotti mette in guardia il leader dell'Unione: Romano Prodi non snobbi i salotti, anche perchè qualche precedente storico dimostra che non porta bene. «Come Roma non si è mai scomposta per le invettive padane di Umberto Bossi, così è avvenuto anche per la sorprendente dichiarazione di Romano Prodi; che però ha chiarito e si è voltata presto pagina». Lo scrive il senatore a vita nella sua rubrica 'Seriamente sorridendò sul 'Tempò a proposito del rapporto tra Prodi e la capitale, fonte di polemiche e precisazioni dopo le parole del Professore a Cinisello Balsamo. «Bisogna —spiega Andreotti, rispondendo ad una lettrice— non demonizzare nemmeno i salotti. Sono spesso occasione per fare incontrare nuovi arrivati (vedi gli ambasciatori dei tre accrediti: Stato, Santa Sede, Fao) e non c'è motivo di denigrarli». «Mussolini —ricorda ancora il sette volte presidente del Consiglio— non frequentò mai salotti, facendo solo il tragitto piazza Venezia—via Nomentana, senza alcuna deviazione. Forse qualche contatto fuori ufficio non sarebbe stato per lui inutile».
Fonte : adnkronos
Autore : redazione
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"Rime sinistre"
- Ricevo dal circolo G. D'Annunzio - Bertinotti in gran divisa d’altolocato
ascolta sempre la folla inferocita
della borghesia è il miglior candidato
e per il popolo la sua erre è ben farcita
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Andreotti e la Cia: i diari dell'ex Presidente
- tratto da La Stampa - I DIARI DELL’EX PRESIDENTE: CHIESI PIÙ VOLTE CHE FOSSE FATTA LUCE SUI SOSPETTI
Andreotti e la Cia «Qualcuno dei miei mi tese una trappola»
«Circolava la voce che Washington pagasse la Dc ma certo quel denaro non lo presi io» - 9/12/2005 di Paolo Mastrolilli e Maurizio Molinari
ROMA. L'appuntamento è alle 10 del mattino nel suo studio al primo piano di Palazzo Giustiniani. Giulio Andreotti ha preparato sulla scrivania alcune cartelline di documenti con sopra scritto, a penna blu, «C.I.A. - Lettere, Telegrammi, Interviste, Corrispondenza». Il fascicolo «Central Intelligence Agency» che le contiene è il numero 323/33. L'ex presidente del Consiglio, dopo aver abbassato il volume della tv a circuito chiuso che trasmette in diretta i lavori del Senato, lo apre, passando di foglio in foglio per mettere assieme i tasselli della memoria che riguardano i servizi segreti americani. Il primo è un telegramma all'ambasciatore Usa a Roma, Graham Martin, datato 11 maggio 1970.
Il secondo è la traduzione di un articolo di Seymour Hersh, pubblicato dal quotidiano militare «The Stars and Stripes» del 14 maggio 1973, nel quale si racconta che proprio il rappresentante diplomatico americano aveva chiesto nel 1970 di «rinnovare i finanziamenti segreti al maggiore partito politico italiano», ovvero la Democrazia Cristiana. Quelle accuse di Martin, su fondi per sei milioni di dollari arrivati ad una cinquantina di politici democristiani, si ritrovano in una miriade di ritagli di giornali conservati dentro le cartelline, assieme ai documenti con le contromosse di Andreotti. La più importante è una lettera all'ambasciatore degli Stati Uniti a Roma John Volpe, il 26 gennaio 1976, nella quale il leader Dc informava Washington di aver fatto approvare alla direzione del suo patito una richiesta al presidente americano affinché «non si serva del veto per impedire che vengano pubblicati dal Congresso documenti relativi ad attività della Cia in Italia e in Angola».
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Bush contro gli Ufo: dalla base Luna una guerra segreta
- tratto da La Stampa - PAUL HELLYER ALL’UNIVERSITÀ DI TORONTO: «È COMINCIATO TUTTO NEL 1947...»
Un ex ministro canadese rivela: «Gli Usa stanno preparando la difesa intergalattica
26/11/2005 NEW YORK. Gli Ufo volano da oltre mezzo secolo in totale libertà sui cieli del nostro pianeta, il governo degli Stati Uniti sviluppa armi segrete per fronteggiare possibili attacchi provenienti dal cosmo, da un giorno all'altro potrebbe scoppiare una guerra intergalattica e il vero motivo per cui è stato ordinato alla Nasa di realizzare una base sulla Luna entro il 2020 è la volontà della Casa Bianca di monitorare da vicino i velivoli extraterrestri che vanno e vengono dalla Terra. Non si tratta della trama di un libro di fantascienza ma di quanto ha affermato Paul Hellyer di fronte a un pubblico di studenti all'Università di Toronto durante un simposio sulla «Exopolitics».
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AUTONOMIA DELLO SPERPERO
- da Il Giornale di oggi - Allegria, si continua a sperperare. Guardateli come sono contenti. Ma sì, loro, i sindaci, i presidenti di Regione e alcuni esponenti di quella sinistra passata senza batter ciglio dallo sventolio della bandiera rossa alla difesa dell'auto blu. Sprizzano gioia da tutti i pori delle loro mani bucate: hanno interpretato la sentenza pronunciata l'altro giorno dalla Corte Costituzionale come una specie di via libera al bengodi della spesa pazza. Un lasciapassare dello sperpero d'oro. Un semaforo verde sulla strada delle consulenze multiple, che arriva a pagare ricchi gettoni a esperti di sardine (regione Emilia Romagna), esperti in contemplazione del paesaggio (regione Toscana), esperti di rastrelliere per biciclette (comune di Firenze) ed esperti per l'abbronzatura (comune di Roma). Del resto il principio è noto: non fare previsioni, lasciale fare agli esperti che le sbagliano meglio. L'importante, si capisce, è che l'assessore abbia la tintarella giusta.
La Corte Costituzionale non ha detto esattamente questo, ma a loro che importa?
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Vendola, 345mila euro per una gita di 4 giorni
- da Il Giornale - Giuseppe Salvaggiulo
da Milano
«La sentenza della Consulta è di grande rilievo, mette in mora questo governo rispetto a insopportabili e continue invasioni di campo e lesioni democratiche dell'autonomia regionale. (...) Vengono stigmatizzate la sicumera e l'arroganza supponente di Berlusconi e Tremonti che hanno preteso e continuano a pretendere di definire le scelte degli enti locali». Il governatore pugliese Nichi Vendola esulta per la sentenza della Corte costituzionale che lunedì ha bocciato i limiti alle spese delle Regioni per consulenze,convegni e missioni all'estero, stabiliti da governo e Parlamento un anno fa.
Eppure la trincea democratica delle missioni all'estero organizzate dalle Regioni costa. E Vendola lo sa. Per il viaggio negli Stati Uniti a cui il governatore ha partecipato un mese fa, la sua giunta ha stanziato 345mila euro. Cioè più di 86mila euro per ciascuno dei quattro giorni di durata.
La missione a Washington, era prevista nel «Programma di internazionalizzazione e marketing territoriale 2005» approvato dalla precedente giunta Fitto.
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FINI È ROCK, PRODI È LENTO
- Prendiamo a prestito il tormentone di Adriano Celentano per commentare la dichiarazione televisiva con la quale il leader di Alleanza Nazionale ha definito le condizioni politiche ed elettorali che potrebbero portare alla scelta della sua persona come presidente del Consiglio dei Ministri. Una dichiarazione lineare e di assoluto buon senso, come è nello stile di Fini, che ci pare abbia anche realizzato un “effetto Andersen”. Come il bambino della celebre favola che con il suo candore svela l’inganno dei vestiti nuovi dell’imperatore, il nostro vicepremier ha chiarito l’artificiosità e la natura propagandistica delle primarie dell’Unione, legando ancora una volta le questioni della governabilità e della rappresentatività in quel rapporto necessario di cui vivono le grandi democrazie.
Cosa ha detto Fini? Che grazie alla legge elettorale proporzionale e allo schema bipolare garantito dal premio di maggioranza alla coalizione più suffragata (e sta in questo la novità assoluta rispetto alla Prima Repubblica) l’indicazione del Presidente del Consiglio può essere decisa direttamente dagli elettori senza alcun gioco di prestigio ambiguo o confusionario. Perché è di palese evidenza, se Alleanza Nazionale dovesse ottenere più voti di Forza Italia è ad essa che spetterebbe la prima parola sulla premiership (e lo stesso vale per l’Udc), salvo l’assenso delle altre forze della coalizione e le prerogative del Capo dello Stato.
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FINI È ROCK, PRODI È LENTO
- Prendiamo a prestito il tormentone di Adriano Celentano per commentare la dichiarazione televisiva con la quale il leader di Alleanza Nazionale ha definito le condizioni politiche ed elettorali che potrebbero portare alla scelta della sua persona come presidente del Consiglio dei Ministri. Una dichiarazione lineare e di assoluto buon senso, come è nello stile di Fini, che ci pare abbia anche realizzato un “effetto Andersen”. Come il bambino della celebre favola che con il suo candore svela l’inganno dei vestiti nuovi dell’imperatore, il nostro vicepremier ha chiarito l’artificiosità e la natura propagandistica delle primarie dell’Unione, legando ancora una volta le questioni della governabilità e della rappresentatività in quel rapporto necessario di cui vivono le grandi democrazie.
Cosa ha detto Fini? Che grazie alla legge elettorale proporzionale e allo schema bipolare garantito dal premio di maggioranza alla coalizione più suffragata (e sta in questo la novità assoluta rispetto alla Prima Repubblica) l’indicazione del Presidente del Consiglio può essere decisa direttamente dagli elettori senza alcun gioco di prestigio ambiguo o confusionario. Perché è di palese evidenza, se Alleanza Nazionale dovesse ottenere più voti di Forza Italia è ad essa che spetterebbe la prima parola sulla premiership (e lo stesso vale per l’Udc), salvo l’assenso delle altre forze della coalizione e le prerogative del Capo dello Stato.
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FINI È ROCK, PRODI È LENTO
- Prendiamo a prestito il tormentone di Adriano Celentano per commentare la dichiarazione televisiva con la quale il leader di Alleanza Nazionale ha definito le condizioni politiche ed elettorali che potrebbero portare alla scelta della sua persona come presidente del Consiglio dei Ministri. Una dichiarazione lineare e di assoluto buon senso, come è nello stile di Fini, che ci pare abbia anche realizzato un “effetto Andersen”. Come il bambino della celebre favola che con il suo candore svela l’inganno dei vestiti nuovi dell’imperatore, il nostro vicepremier ha chiarito l’artificiosità e la natura propagandistica delle primarie dell’Unione, legando ancora una volta le questioni della governabilità e della rappresentatività in quel rapporto necessario di cui vivono le grandi democrazie.
Cosa ha detto Fini? Che grazie alla legge elettorale proporzionale e allo schema bipolare garantito dal premio di maggioranza alla coalizione più suffragata (e sta in questo la novità assoluta rispetto alla Prima Repubblica) l’indicazione del Presidente del Consiglio può essere decisa direttamente dagli elettori senza alcun gioco di prestigio ambiguo o confusionario. Perché è di palese evidenza, se Alleanza Nazionale dovesse ottenere più voti di Forza Italia è ad essa che spetterebbe la prima parola sulla premiership (e lo stesso vale per l’Udc), salvo l’assenso delle altre forze della coalizione e le prerogative del Capo dello Stato.
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Partiti in rete, “leganord.org” tra i più visitati
- da La Padania : classifica internazionale
"Attivamoci, dobbiamo batterla, non siete d'accordo?"
Abbiamo provato a verificare la “credibilità” dei siti dei partiti politici italiani nella rete e per farlo abbiamo cercato di capire qual è il loro grado di “performance” tra i navigatori internet. Ad aiutarci ci ha pensato Alexa.com, un sito collegato con Amazon.com che consente di verificare il “traffico” delle pagine web tra gli utenti. Una cosa va precisata: sebbene i risultati di Alexa non possano essere considerati come una misura assoluta della popolarità, della credibilità e della classifica di un sito, possono essere un indicatore utile per misurare le performance di un sito nel tempo. Si sa che i risultati di Alexa possono essere falsati e influenzati con delle tecniche poco corrette. Fatta questa distinzione va precisato che non devono essere confusi i risultati della classifica dei siti internet nel ranking internazionale con la popolarità dei partiti politici nell’elettorato. Infatti, non si può confondere il corpo elettorale con gli utenti della rete. Un’altra precisazione. Fino a pochi mesi fa, molti siti di partiti politici italiani avevano una posizione migliore prima del boom di internet in Cina. Questo exploit ha determinato il crollo di molte pagine web italiane nel ranking internazionale. Inoltre, è frequente che i partiti di maggioranza possano contare meno presenze nei loro siti ufficiali. Il caso degli Stati Uniti è calzante: il partito democratico è al 30.188esimo posto, mentre il Partito Repubblicano è al 132.425esimo. Il rapporto da uno a quattro nella rete differisce da quello elettorale. Fatte queste doverose precisazioni nessuno deve restare sorpreso se il primo partito politico italiano che appare nel ranking internazionale è quello dei Radicali italiani, situato nella 145.953esima posizione. Il sito del partito di Daniele Capezzone precede di molto quello della Margherita di Francesco Rutelli che si piazza al posto numero 227.618. Ma è bene sottolineare che l’indirizzo web è in netta ripresa.
Il primo partito della Cdl nel ranking internazionale è invece quello della Lega Nord. Il sito leganord.org, si piazza alla 367.143esima postazione e al terzo posto tra i partiti italiani. Rifondazione.it è al 513.240esimo posto e in grave flessione. Peggio che mai per il partito virtuale di riferimento di Romano Prodi. Ulivo.it si attesta quinto tra i partiti italiani dietro il sito di Rifondazione comunista nella 551.495esima posizione. Alleanza nazionale (al sesto posto tra i partiti italiani) resta lontana rispetto al sito dell'’Ulivo. Nel “calderone” web dei partiti politici italiani troviamo poi il partito di Alfonso Pecoraro Scanio che ha grande dimestichezza con la natura, ma un po’ meno con la rete. Il suo sito si attesta al 1.205.498esimo posto ed è in continu discesa. Per i partiti di centro c’è un attenzione particolare da parte dei navigatori degli altri partiti politici.
Da “Il Velino”
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I consiglieri regionali non sono onorevoli
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COMUNICATO STAMPA Azione Giovani: «I consiglieri regionali non sono onorevoli, basta con il millantato credito» «Non perdono occasione i neo eletti consiglieri regionali per fregiarsi del titolo di "onorevole". Peccato che è un titolo che a loro non spetta, visto che viene riconosciuto dalla Legge italiana solo ai parlamentari nazionali ed agli amministratori locali della Capitale». In una nota inviata alla stampa il coordinamento cittadino di Azione Giovani accende i riflettori su una cattiva abitudine che sta dilagando tra i novelli consiglieri regionali. «Si notano in strada manifesti, con in grassetto e bella evidenza l' "on." che precede il nome, ma basta ascoltare anche per telefono le segretarie dei consiglieri regionali: "segreteria dell'onorevole..........., chi è al telefono?". A rendere ancora più goffa la cosa è che questa pratica, che prefigura un vero e proprio reato di millantato credito, è diffusa in maniera ampia e trasversale tra tutte le forze politiche». «Ci auguriamo -conclude la nota di Azione Giovani- che il presidente Bassolino e il leader dell'opposizione Bocchino si uniscano in un appello ad una maggiore responsabilizzazione. Almeno loro due, "onorevoli" lo sono per davvero...». ------------------------
il coordinatore cittadino di AG Pasquale Spina
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Nozze di classe per Bertinotti jr
- Duccio sposa figlia di consigliere An
Per il pullover di cachemire facave un po' caldo. Ma alle nozze del figlio il leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti non ha rinunciato alle Church, due gioielli da 700 euro ai piedi, e a una raffinatezza quasi stucchevole. In fondo nella Sala Rossa del Campidoglio Duccio Bertinotti ha sposato Simona Olive, figlia di Amerigo uno degli esponenti più in vista di Alleanza Nazionale e non era davvero il caso di sfigurare...
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Sms, ovvero Solo Messaggi di Sinistra
- dal Secolo di oggi
MASSIMILIANO MAZZANTI : CHE COSA significa l’acronimo
sms? Luigi Mariani, giovane aspirante giornalista bolognese, non ha dubbi: lo
Messaggi di Sinistra! Provare per credere, dice il ragazzo, autore della
simpatica scoperta: il cosiddetto T9 – il sistema di vocabolario automatico veloce che consente di ricostruire le parole di senso compiuto quando inviano sms ad amici e conoscenti – scrive perfettamente tutti i nomi dei politici e dei giornalisti dell’Unione, anche quando ai nomi non corrisponde un stantivo o un aggettivo.
Ecco, allora, che, qualora ce ne sia bisogno,non bisognerà perdere nemmeno un
secondo per scrivere Fassino, D’Alema, Rutelli,Bertinotti, Cossutta, Salvi, Franceschini, Veltroni, Berlinguer, Bersani, Angius, Occhetto. Al contrario, sarà necessario ricorrere al “tradizionale” – cioè, la composizione lettera per lettera – per i politici di centrodestra, eccezion fatta per Berlusconi (il premier è stato salvato), per Fini e Casini (i cui cognomi, però, hanno
anche significato comune) e per Gasparri (l’autore del T9, evidentemente, ha ben pensato di non suscitare le eventuali ire del ministro delle comunicazioni). Non provateci neppure, insomma, a scrivere Schifani, Alemanno, Follini, Storace, Calderoli o Cicchitto: il vostro cellulare vi risponderà che non esistono. E non è solo la politica ad albergare tabilmente nel taschino delle nostre giacche: in ogni istante,via telefono, siamo accompagnati da noti e “rossi” magistrati quali Violante, Boccassini; da giornalisti come Santoro,Biagi, Scalfari, Sposini e finanche la Gruber,ma mai da Socci o Belpietro; non mancano, infine, filosofi come Cacciari Vattimo e politologi come Sartori. Ah, per altro, il T9 è aggiornatissimo, almeno fino
alle due ultime e recenti tornate amministrative: conosce benissimo Bassolino
sa, anche il cellulare è stato comprato prima del giugno 2004, che il nuovo sindaco di Bologna è Cofferati. E il suo predecessore,Guazzoloca? Se provate a scriverlo,vi comparirà sul mini-monitor Guazza poi, quando digiterete la L, interromperà la lettura della parola. Non c’è speranza,quindi, almeno sul cellulare, l’ultima parola ce l’avrà sempre l’Ulivo!
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