PPE Il problema di Fini è il partito
A cura di Giuseppina
Pubblicato il 14/10/2002
dovevamo rimuovere più dirigenti"
(Da Il Messaggero di lunedì 14 ottobre 2002)
ROMA - Learco Saporito, sottosegretario alla Funzione pubblica (e possibile futuro ministro) parla al telefono da New York.
"A nome dell'Italia ho appena consegnato una medaglia a un vigile del fuoco di Manhattan".
Senatore Saporito, negli uffici pubblici si lamentano. Dicono che non si sa a chi far firmare gli atti.
"E' un problema inesistente. L'abbiamo già chiarito nella circolare interpretativa. I vecchi direttori generali possono procedere tranquillamente. Poi le decisioni che non rientrano nell'ordinaria amministrazione dovranno essere ratificate dai loro eventuali successori".
Sì, questo nella fase di transizione, i famosi sessanta giorni che precedevano la scadenza dell'8 ottobre. Dopo quella data, però, i vecchi dirigenti sono decaduti automaticamente, lo dice la legge.
"E allora? In attesa che arrivi il nuovo dirigente, quello vecchio può firmare gli atti. Anche se non è stato confermato resta comunque un dirigente dell'amministrazione"
Ma i dirigenti non confermati spesso non hanno più neppure una stanza...
"Adesso magari uno mi viene a dire che non può lavorare perché non ha più l'autorità: ma se non hai mai lavorato! Ma non facciamo ridere i polli.
Sappiamo tutti cosa è stata la pubblica amministrazione italiana fino a oggi.
Sa cosa penso?"
No.
"Che ormai tutti hanno visto che non abbiamo cambiato quasi niente.
I dirigenti sostituiti, in base ai dati che ho, sono appena il 6-7%.
Perciò non sanno più cosa dire.
E dicono frescacce".
Con chi ce l'ha?
"Ho letto sui giornali argomentazioni non degne di Sabino Cassese. Dovrebbe fare il professore, non l'uomo di parte. Ma ormai anche le persone di parte non sanno più che dire. La verità è che si è agito con molta cautela.
In molti ministeri si sarebbe dovuto fare molto di più".
Si dovevano rimuovere più dirigenti?
"Soprattutto in alcuni ministeri un esame serio per vedere quali sono i punti di debolezza non è stato fatto".
Quali ministeri?
"Per esempio quelli nati dall'accorpamento di più dicasteri".
L'Economia?
"I grandi ministeri: l'Economia, le Infrastrutture... E i Beni culturali: che ha cambiato Urbani? Praticamente niente. Ma in quel caso una ragione c'è".
Quale?
"Perché quel ministero sarà riformato e allora verrà ridisegnata tutta l'organizzazione del personale".
Pietro Piovani