PPE Il problema di Fini è il partito
A cura di Giuseppina
Pubblicato il 22/10/2002
"Dal sito della Federazione Romana" Presidente, in questi giorni piovono attacchi sulla maggioranza di governo per la legge Fini-Bossi sull'immigrazione. Il Lazio è una delle Regioni che ha il più alto tasso di immigrati: lei che giudizio dà di questo provvedimento?....
"Un giudizio assolutamente positivo. Con la Bossi-Fini, infatti, si vuole
intraprendere una linea che porti i Paesi da cui partono i disperati ad
assumersi le proprie responsabilità. La sinistra, che ora parla tanto, quando
era al governo non ha fatto praticamente nulla sul tema dell'immigrazione.
Questi signori si limitavano a dire: venite qui, poi si vedrà. Questo
significa abbagliare i disperati. In Italia deve venire chi ha un lavoro e una
casa".
Cosa cambia per le Regioni con questa legge?
"Potrei dire che per la Regione Lazio cambia poco, visto che, in sostanza, noi
abbiamo anticipato questo aspetto della legge, con progetti di cooperazione e
formazione in Tunisia. La legge, infatti, dà alle Regioni la possibilità di
fare politiche che si possono riassumere nello slogan aiutiamoli a casa loro.
Un articolo del provvedimento prevede, infatti, la formazione nei Paesi
d'origine su tre linee: formare gli stranieri per lavorare in imprese
italiane, formarli per lavorare nella terra d'origine con imprese italiane;
formarli per aiutarli a costruire imprese proprie".
Lei diceva che la Regione Lazio ha anticipato questo aspetto della legge.
Ci può spiegare?
"Nel 2001 la Regione Lazio ha aperto in Tunisia due scuole di istruzione
integrata, dove 120 ragazzi tra i 18 e i 25 anni sono stati istruiti su
elementi di lingua e diritto italiano, per poi venire a lavorare in Italia, ma
anche in Francia e in Germania. Oggi quasi tutti questi ragazzi hanno un
contratto di lavoro a tempo indeterminato. Questo mi pare sia un esempio di
buona immigrazione. Nel 2002, peraltro, altri 22 ragazzi saranno formati in
Tunisia e poi verranno a lavorare nel nostro Paese e nel 2003 è previsto
l'arrivo di altri 97 giovani, mentre è al vaglio l'ipotesi, di cui la Regione
sta discutendo con il ministero degli Esteri, di coinvolgere anche le donne".
Certo, per un presidente di Regione l'immigrazione è quasi un diversivo.
Con pensieri come la Sanità c'è da sentirsi male…
"Sì, soprattutto se chi ti ha preceduto ti lascia un deficit, solo nel
comparto sanitario, di 7.400 miliardi di vecchie lire. Un debito da far
tremare i polsi e paralizzare qualsiasi iniziativa. Ma noi non ci siamo
spaventati e oggi, dopo due anni di lavoro, questo deficit è quasi azzerato. E
non siamo stati certo a guardare la malasanità che avevamo ereditato. Al
contrario, abbiamo aperto nuovi ospedali, ne abbiamo ristrutturati altri,
abbiamo drasticamente ridotto le liste d'attesa. Insomma, abbiamo rivoltato il
pianeta Sanità, approvando, peraltro, per la prima volta il Piano sanitario
regionale. Ovviamente, questo non vuol dire che tutti i problemi siano
risolti: al contrario, ogni giorno dobbiamo confrontarci con i guai di questo
comparto, che tocca da vicino tutti i cittadini. Ma stiamo lavorando per dare
risposte concrete alle legittime attese del cittadino-utente".
Uno dei tormentoni dell'estate è stato il ticket. La Giunta regionale
avrebbe allo studio un nuovo ticket. E' vero?
"Si tratta delle solite notizie diffuse ad arte dall'opposizione, per creare
apprensione tra i cittadini. Noi abbiamo applicato il ticket sulle ricette
perché la spesa sanitaria cresceva in modo esponenziale. Le cifre ci hanno
dato subito ragione, perché con l'introduzione del ticket la spesa sanitaria
ha registrato una brusca frenata. Ma non ci è mai passato per la testa di
introdurre, ad esempio, il ticket sul pronto soccorso, di cui tanto ho letto
quest'estate su certa stampa".
Altro tema caldo è quello delle infrastrutture. Il sistema viario della
nostra regione è assolutamente insufficiente. Cosa sta facendo la Regione?
"Se vogliamo rilanciare davvero la nostra economia, se vogliamo renderla
competitiva, non possiamo che colmare i ritardi decennali del sistema
infrastrutturale della nostra regione. In primavera abbiamo firmato un'intesa
col governo, che indica le opere prioritarie da realizzare, per le quali
arriverà il finanziamento dello Stato. Tra queste, ricordo, in particolare la
Metro C di Roma, ma anche l'adeguamento della Cassia da Roma a Viterbo e il
raddoppio della Pontina da Latina a Roma. Si tratta di opere decisive, per le
quali sono stati indicati, nell'intesa con l'esecutivo, tempi certi sia per la
progettazione che per la realizzazione. Non più vaghe promesse, dunque, ma
date precise entro le quali le opere saranno realizzate".