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Personaggi

Marco Visconti: "una politica al servizio della gente"

A cura di Giuseppina

Pubblicato il 01/11/2002

Marco Visconti, trentasei anni, nato a Roma, residente alla Balduina, iscritto sin da giovane nelle liste del MSI-DN, confluito in Alleanza nazionale dopo la svolta di Fiuggi, eletto Consigliere della XIX Circoscrizione nel 1994, Vice Presidente del Consiglio della XIX Circoscrizione dal 1994...

al 1995, Presidente del Consiglio della XIX Circoscrizione dal 1995 al 1997. Rieletto nelle liste di Alleanza Nazionale nel 1998. Eletto Presidente del Municipio Roma 19 il 27 giugno 2001. Vanta un Diploma di Istruzione secondaria di II° grado ed è un libero professionista, grande tifoso della Lazio.
E' trascorso poco più di un anno da quando sono stato eletto Presidente del Municipio Roma 19, dopo una dura competizione elettorale che ha premiato lo spirito della militanza e l'idea dell'affermazione di una politica che sia realmente vicina ai bisogni della gente e completamente votata alla soluzione dei problemi quotidiani. Quella stessa volontà che mi ha visto presentare, insieme alla coalizione che sosteneva la mia candidatura, un programma elettorale concreto e vincente, anima il mio impegno giornaliero, teso a voler risolvere le innumerevoli questioni legate al vasto territorio municipale. Difatti, quando i cittadini mi hanno eletto Presidente del Municipio, hanno visto ben stampato il mio nome sulla scheda elettorale. Ritengo fondamentale sottolineare questo aspetto che contraddistingue questo mio nuovo mandato politico che pertanto risente molto della novità elettorale della scelta diretta del Presidente, perché i cittadini vogliono da quelli che individuano come i loro primi interlocutori territoriali, soluzioni celeri ed esaustive. Se però, tale nuovo metodo elettorale, mi responsabilizza in maniera più pressante, è altrettanto vero che le difficoltà per poter svolgere al meglio il mandato di Presidente non mancano.
Perché il tanto sbandierato decentramento, tarda a venire completato, ripercuotendosi in modo negativo sul pragmatismo che invece contraddistingue la mia personalità e la mia condotta politica. In questo mio modo di interpretare la "Politica", con la P maiuscola, devo lasciarmi andare ai ricordi - ed ai rimpianti per non averlo più qui ancora tra noi a lavorare incessantemente come era abituato - ed ai ringraziamenti per avermi mostrato "il cammino in mezzo al Bosco".
Tutti noi, almeno quelli di una certa parte politica (ma spero non solo questi ultimi), dobbiamo tanto al compianto Tony Augello che per l'inesauribile forza d'animo e l'instancabile energia, rimane la mia "stella polare". Io credo fortemente in una politica che sia servizio verso la gente e non un "servirsi dei bisogni e delle aspettative" degli elettori ma, come accennavo in precedenza, con la situazione ibrida in cui si trovano i Municipi, diventa più difficile poter realizzare, nei tempi e nei modi che voglio poter imprimere al mio agire quotidiano, le tante cose che intendo portare a compimento. Perché il ruolo Istituzionale che ricopro è di una importanza strategico-politica che forse alcuni sottostimano; basti pensare a quali e quanti risvolti positivi può incamerare l'intero centro-destra grazie al buon operato di un Amministratore pubblico territoriale di riferimento. Senza dunque, quel completo e definito decentramento di cui c'è bisogno nei Municipi, Roma non può essere governata al meglio come invece si attendono i cittadini che vedono nel Presidente del Municipio il loro primo interlocutore "di prossimità". In alcuni casi, purtroppo, a causa di alcune macroscopiche ed incomprensibili discrasie legislative e regolamentari, diventa difficile anche solo poter far comprendere alla gente - che molte volte ci ha anche onorato del loro voto! - che il Municipio non ha le necessarie competenze.
Il Comune dunque deve porre mano, con decisione e senza titubanze, a questa situazione perché solamente con maggiori poteri i "governi di prossimità" possono divenire strumento utile, non alle ambizioni di chicchessia, ma per migliorare la vita di tutti i cittadini romani. Nei prossimi mesi sapremo se il Comune di Roma, e gli organi democratici che lo governano, sapranno venire incontro ad una esigenza di sussidiarietà, tanto attesa quanto dovuta.
Se il decentramento attuale mi vede quindi fortemente critico per i problemi suesposti, l'incomprensibile atteggiamento di alcuni politici (dell'opposizione municipale e della maggioranza capitolina, appartenenti allo stesso schieramento "di sinistra") mi amareggia perché colpisce direttamente gli utenti e i cittadini che quotidianamente si rivolgono ai nostri uffici. E si ripercuote sui circa 270 lavoratori che sono costretti a prestare la loro opera in locali fatiscenti e senza la benché minima norma di sicurezza. Chi ha avuto modo di seguire le vicende dalle cronache giornalistiche, sa che sto parlando dell'annosa vicenda dello spostamento dell'attuale sede municipale. Giunto ad un passo dallo storico trasloco presso 4 padiglioni dell'ex Ospedale Psichiatrico sito nel comprensorio di S. Maria della pietà, mi sono visto osteggiare tale mirabile operazione, con argomentazioni a dir poco incredibili e di dubbia validità. Questo, in una logica certamente bipolare ma non per questo connotata da un ostracismo aprioristico, è ciò che mi addolora maggiormente perché comunque sia, la lealtà e lo spirito di fattiva collaborazione, non deve mai venir meno quando a poter venir beneficiati, sono i cittadini. Noi tutti.
Marco Visconti
Presidente XIX Municipio

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