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L'Opinione della Sinistra

Conversazione con Massimo D'Alema

A cura di Giuseppina

Pubblicato il 06/12/2002

In una conversazione con Il Riformista Massimo D’Alema sostiene che "è in atto un conflitto aperto tra le istituzioni della Repubblica. Ed è imprevedibile l’epilogo di questa sfida. L’attacco di Bossi al Capo dello Stato si accompagna all’autocandidatura di Berlusconi al Quirinale in chiave presidenzialista.

Questo è tipico del Cavaliere. Di fronte alle difficoltà lui non arretra, rilancia. La sua esperienza di governo sta fallendo clamorosamente e quindi vuole ribaltare la situazione trasmettendo il seguente messaggio: io ce la sto mettendo tutta ma l’Italia è ingovernabile. Dunque ci vuole il presidenzialismo". Secondo D’Alema il premier sa che perderebbe un referendum sulla devolution, e dunque sarà tentato di accoppiarvi la parola d’ordine del presidenzialismo.
Per D’Alema l’Ulivo dovrebbe opporsi al presidenzialismo ma non limitarsi a dire dei no: "Nella passata legislatura l’errore non fu fare la Bicamerale, ma non fare le riforme. Ci lasciammo prendere da un riflesso di conservatorismo costituzionale, magari nobile ma che non dava risposte ai problemi della transizione incompleta". Il presidente dei Ds elenca le sue quattro proposte all’Ulivo: riforma del Parlamento; Senato delle Regioni; Statuto dell’opposizione; rafforzamento dei poteri del premier.
Le riforme, dice D’Alema, andrebbero fatte in Parlamento: "tavoli, convenzioni, disgeli e dialoghi sono fregnacce, esercizi di politichese".

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