PPE Il problema di Fini è il partito
A cura di Giuseppina
Pubblicato il 22/04/2003
Un profilo di Storace: Politico, nato a Cassino (Fr), il 25 gennaio 1959 ....
nasce politicamente nelle organizzazioni giovanili del Movimento Sociale Italiano. Negli anni Settanta è uno dei leader del Fuan, l’associazione degli universitari missini. Giornalista professionista, lavora per anni al Secolo d’Italia, l’organo del partito.
Quando Gianfranco Fini diventa segretario, Storace è capo ufficio stampa. Cattolico praticante, un carattere sanguigno e poco incline a compromessi, incarna l’anima sociale della destra. E’ lontano dall’ala "movimentista" di Pino Rauti, ma anche dallo stile aggressivo di Teodoro Buontempo. Partecipa con convinzione alla trasformazione dell'Msi in Alleanza Nazionale al Congresso di Fiuggi del gennaio 1995.
Eletto alla Camera per il Polo nel collegio Aurelio-Balduina a Roma, diventa presidente della Commissione di Vigilanza Rai. E’ in questa veste che si procura il soprannome di "epurator" per i suoi attacchi ai dirigenti dell’azienda sospettati di essere faziosi. In seguito fa parte anche della Commissione Cultura e della Commissione Antimafia. Come presidente della federazione romana di An, è il principale sostenitore della candidatura di Silvano Moffa alla provincia nel 1998. La vittoria del "suo" candidato contro Pasqualina Napoletano segna l’inizio della riscossa del centrodestra nel Lazio.
Due anni dopo (16 aprile 2000)è lo stesso Storace a vincere le regionali contro Piero Badaloni. Un sucesso eccezionale per differenza di voti (circa 200 mila), per quantità di voti ricevuti (quasi un milion e mezzo), per preferenze personali (centomila in più rispetto alla coalizione politica che lo sosteneva) ma soprattutto per capacità di "recupero": i sondaggi all'inizio della campagna davano Badaloni vincente con un margine di quasi il 30 per cento di voti. Una volta eletto “governatore” del Lazio, Storace presta grande attenzione alla comunicazione, affidando la "promozione" del suo governo ad un team di esperti che già lo avevano aiutato durante la campagna elettorale. Cambia anche il suo soprannome: da "epuretor" a "moderetor".
Storace ama anche cambiare spesso look, facendosi crescere la barba e alternando la montatura degli occhiali. In occasione del World Gay Pride 2000 si schiera contro la manifestazione di Roma. Tifoso giallorosso, ama polemizzare con la moglie di Fini, supporter laziale.
Luciano De Crescenzo:
“Socrate, pure essendo l’anagramma preciso di Storace, in materia di omosessualità la pensava in modo del tutto diverso dall’attuale presidente della Regione Lazio”.
tratto da: Grandinotizie.it/ 15/aprile/2002