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Interviste

La Russa: «Non voglio che Carraro la butti in politica»

A cura di Giuseppina

Pubblicato il 14/08/2003

Roma. «Di Carraro non voglio più parlare, ma per una semplice ragione: non voglio che lui la butti in politica...». Il coordinatore di An Ignazio La Russa conferma così la sua intenzione di mantenere il «silenzio stampa» sul presidente della Figc. (segue)

E non conferma nè smentisce di aver avuto una telefonata con Berlusconi sulla vicenda Carraro, come riferito da alcuni giornali: «Se anche ci fosse stata questa telefonata - dichiara - non sono stato io a parlarne. E se ci fosse stata non è stata in quei termini...». La Russa però ci tiene a precisare che ormai il terremoto che ha investito la Figc «non è più nelle mani della politica, ma in quelle della magistratura e degli organi amministrativi responsabili».
«Quello che è sicuro - sottolinea La Russa - è che An su Carraro ha già detto tutto. Adesso la parola non tocca più a noi, ma agli organi amministrativi e giudiziari che seguono questa vicenda».
«Di fronte a tutto questo disastro che c'è nel mondo dello sport - aggiunge - quello che avevamo da dire lo abbiamo già detto. Da almeno cinque giorni vado dicendo che su questa storia voglio mantenere una sorta di silenzio stampa perchè sarebbe troppo comodo per Carraro cercare, per lui, di buttarla in politica. E ci ha già provato quando ha detto che era una manovra di An».
Ma è vero che Berlusconi continua a difenderlo?
«Beh' - risponde La Russa - ormai lo ha fatto pubblicamente. E le sue parole superano tutte le altre dichiarazioni che ha fatto anche in privato...».
Il coordinatore di An comunque non crede alla tesi secondo la quale il premier prenderebbe le difese di Carraro per evitare di far «cadere nelle mani della sinistra» la Figc, magari con una presidenza di Gianni Rivera
«Questa - spiega - è la cosa a cui credo meno. Non mi sembra proprio un buon argomento. Non credo che sia quello il motivo. Credo piuttosto che Berlusconi sia preoccupato anche lui per la situazione sportiva. Magari le sue preoccupazioni sono di taglio non identico alle nostre, ma la preoccupazione è comune».
Ma il problema è Carraro?
«No, non è un “problema Carraro”. Se qualcuno pensa che la nostra è una vicenda “anti-Carraro” si sbaglia. Io in passato ho avuto anche rapporti amichevoli con lui, con suo figlio e con tutta la famiglia. Mi dispiace che si sia personalizzata la vicenda».
Ma allora qual è il problema?
«Il dramma vero è lo sport italiano. E di questo bisogna che tutti se ne rendano conto. Non è pensabile infatti che l'entusiasmo enorme che lo sport più popolare del mondo suscita, possa essere tradito da meccanismi assai poco professionali e da comportamenti, non riferibili solo a Carraro, come quelli ai quali abbiamo assistito in questi giorni».
«Quindi basta! - conclude - Sulla questione Carraro, dimissioni o non dimissioni, non dico più una parola.Spero comunque, questo da sportivo lasciatemelo dire, che il Catania giochi in serie B».

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