economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Personaggi

Giorgio Cirelli:

A cura di Giuseppina

Pubblicato il 24/05/2004

Edmondo Cirielli è nato a Nocera Inferiore il 22 maggio 1964. E' laureato in giurisprudenza e prima di dedicarsi alla politica si è dedicato alla carriera militare come ufficiale dei carabinieri ricoprendo il grado di maggiore. E' stato eletto con il sistema maggioritario nella Circoscrizione XX (Campania 2) nel Collegio: 18 di Nocera Inferiore. E' stato proclamato il 21 maggio del 2001, mentre l'elezione è stata convalidata il 9 maggio 2002. Al Parlamento è componente della II Commissione Giustizia all'interno della quale riopre l'icarico di Capogruppo (dal 21 giugno2001) ed è stato componente della IV Commissione Difesa. E' iscritto al Gruppo Parlamentare di Alleanza Nazionale dal 4 giugno 2001. La sua esperienza politica è legata all'ex Movimento Sociale Italiano in cui tra le fila del Fronte della Gioventù Cirielli si è formato. E' stato Consigliere Regionale per due volte ottenendo 16.000 preferenze ricoprendo l'incarico di Questore al personale. E' Dirigente Nazionale del Partito. E' coordinatore nazionale di"Area Destra Europea". Vive a Cava dei Tirreni dove ha sempre riscosso un notevole consenso dell'elettorato locale e dove è attiva una sua segreteria

«Il Centro destra salverà il Mezzogiorno»
Edmondo Cirielli si racconta Un carabiniere prestato ad An
''L'elettorato è con noi De Luca ha vinto per lo stile sud americano'' 

 

Tratto dal quotidiano "La Città" dell' 11 dicembre 2002


«La cosa che adoro di più della mia terra è lo stile di vita, la dolcezza dell'esistere che forse ci viene dai luoghi, dal mare, dalle due costiere. Qui si realizza, o almeno è possibile, un qualcosa che è unico: diamo del tu alla vita, è la nostra cultura e il nostro habitat. Ma c'è anche una cosa che odio.» «Forse odio è una parola troppo forte ma rappresenta un sentimento che è di ripulsa. Non apprezzo, anzi non sopporto la furberia grassa e miope da cui siamo afflitti. Quella furberia, quella sedicente astuzia per cui tutto, proprio tutto, viene ridotto e ricondotto alla dimensione piccola e angusta dell'interesse personale. Sul mercato dell'opinione, e spesso anche su quello dei comportamenti, basso è il valore di ogni cosa che sia sociale, collettiva. Non è facile qui fare politica intesa come ricerca dell'interesse generale, soffocante è la richiesta del favore personale, frustrante è la mancanza di senso civile. Insomma, siamo grandi uomini e donne e pessimi cittadini». Per sua fortuna Edmondo Cirielli è sincero. Deputato, non si nasconde come molti suoi colleghi dietro il paravento di una società civile che lo avrebbe mandato in missione evangelizzatrice sul pianeta della politica. Lui sa e riconosce che la politica è specchio della società e che anzi talvolta ne riflette il peggio. Cirielli viene dalla politica militante, oggi ha 38 anni, da ragazzo era nel Fronte della Gioventù, l'organizzazione del Msi, del suo passato non rinnega nulla e neanche rimpiange qualcosa. Potesse disegnare un futuro politico a suo piacimento, vedrebbe un'Italia con due partiti, l'uno di centro-destra, l'altro di centro-sinistra, entrambi costruiti e gestiti con criteri e valori, gruppo dirigente e programmi genuinamente politici. Non proprio quello che ha oggi davanti agli occhi. Insomma, il centro destra che c'è lo rifarebbe e non certo uguale, ma della maggioranza guidata da Berlusconi e da Fini Cirielli è un buon ''soldato''. «Sul piano dei sentimenti, diciamo anche dei valori, di fronte alla devolution dovreiprovare immediata contrarietà, come italiano prima ancora che come meridionale. Ma non mi sto preparando, io nazionalista moderno, a ingoiare il rospo di una dissoluzione nazionale. Alla fine, dopo tutti i passaggi e le correzioni parlamentari, la legge che uscirà non sarà quella che la sinistra denuncia esagerando e inventando, dimentica di aver inseguito anch'essa strumentalmente la moda federalista. E neanche quella che forse hanno in animo i nostri alleati di governo della Lega. Ne uscirà qualcosa che darà poteri ai Comuni, ai cittadini organizzati sul territorio. Niente venti Stati diversi, ma un solo Stato, più efficiente e più umano». Proprio sicuro? Sicuro quanto basta per non raccontare frottole. Io non le racconto, c'è una diversità tra noi e la Lega sul concetto e sulla sostanza della devolution. L'accordo elettorale tra noi impone di realizzarla e noi manteniamo fede all'accordo. Quale devolution però dipende da tutti, non la scriveremo sotto dettatura di Bossi. Già, altrimenti sarebbe un'impresa spiegarla ai salernitani. In città e in provincia l'elettorato è ampiamente di centro destra e non sarà una campagna propagandistica a far cambiare idea alla gente. Questa è una provincia per certi versi anomala rispetto alla tradizionale immagine del Sud, rispetto alla media c'è più impresa, efficienza e ricchezza. Non mancano povertà, disoccupazione e criminalità organizzata. Ma, fatto salvo l'agro nocerino-sarnese, anche questa piaga è relativamente circoscritta. Come mai questo elettorato di centro destra premia nel capoluogo le amministrazioni di segno opposto? Perchè il centro destra non aveva classe dirigente. E prevengo la sua domanda, ora ce l'ha. E perchè il centro sinistra ha saputo a suo tempo presentare almeno l'immagine di una classe dirigente. Salvo il fatto che il sindaco De Luca non ha fatto una politica di centro sinistra. Ha puntato sull'efficienza, sul decisionismo. Guardi che efficienza e decisionismo non sono patrimonio privato della Casa delle Libertà. Quanto alla carenza di classe dirigente, è un problemino su scala nazionale, basta dare un'occhiatina in Parlamento, alla Rai. Il centro destra forse ha bisogno di tempo, per ora non ha molto da mettere in campo. Vince, convince, poi comanda e non governa. Deve essere un difetto bipartisan. A Salerno De Luca ha messo in piedi un'amministrazione peronista che ha dissestato le condizioni economiche del Comune. Ora il sindaco attuale, sì insomma la controfigura di De Luca, non sa a che santo votarsi per ripianare i bilanci delle aziende municipalizzate travolte dagli scandali. Scandali o deficit? Scandali e non dico altro altrimenti ci querelano. Comunque le amministrazioni di centro sinistra non hanno mai deciso cosa Salerno debba essere: turismo, industria, servizi... E cosa deve essere, lei lo sa? Impresa, imprese che vanno aiutate non con finanziamenti elemosina ma con infrastrutture. Ricordo anche a lei che non c'è una lira. Destra o sinistra, parlate tutti di porti, strade, autostrade, aeroporti. Ma, appunto, non c'è una lira. La crisi a livello nazionale e internazionale è evidente, ma non è certo colpa nostra. Sono state sbagliate le previsioni macroeconomiche, le ha sbagliate la sinistra, quella sinistra che non aveva i fondi per il credito di imposta. Sono diciotto mesi che governate voi della destra, non vorrete mica impiegare tutti i cinque anni della legislatura a lamentare la cattiva eredità? Alla lunga l'argomento diventa debole, quasi un boomerang, si espone alla domanda: e voi che ci state a fare? Il possibile, nel migliore dei modi possibile: la legge-obiettivo che consentirà di spendere per opere pubbliche quello che c'è senza restare paralizzati dalla burocrazia e dai veti. La sottovalutata e sottaciuta, anche dalla stampa, operazione fiscale che riconsegna nelle mani delle famiglie reddito da tradurre in consumi. Maggiore capacità di spesa a partire da gennaio. Intanto a Natale si sta sul freddino, i consumi caleranno del sette per cento circa rispetto allo scorso anno. Con lo 0,6 per cento di crescita è facile dipingere un'Italia in affanno quanto ad andamento dell'economia. Qualunque governo con questo andamento del Pil avrebbe incontrato grandi difficoltà, anzi molti governi avrebbero chiesto ai cittadini, nuove tasse. Probabile, resta il fatto che il vostro governo, quello che ha vinto le elezioni, aveva promesso, anzi garantito che non avrebbe fatto solo il possibile, ma di sicuro avrebbe realizzato il meglio, il miracolo. Diciamolo chiaro, tutti si aspettavano più soldi per tutti. Ora che i soldi non si vedono, pochi, pochissimi stanno pensando di aver votato male. Però molti si consentono il dubbio di essere stati, se non ingannati, almeno illusi. Ed è forse questo il problema vero, del paese e della nostra coalizione. Abbiamo la sfortuna di operare all'interno di un ciclo sfavorevole dell'economia, l'attuazione del nostro programma subisce ritardi, ma non siamo al dramma economico nè alla crisi politica. Niente panico da parte nostra, d'altra parte, e l'elettorato lo sa, l'alternativa messa in campo dalle opposizioni significherebbe sommare disastro a difficoltà. Comunque, per quel che riguarda Salerno e provincia, i fondi per qualcuna delle infrastrutture necessarie ci sono già, basta volerli e saperli spendere. Cantieri, cantieri e l'economia va? Ci vorrebbe qualcosa di altro, di ancora più impegnativo. La qualità dell'ambiente è la cosa peggiore e più trascurata della nostra vita collettiva. A fronte di una natura meravigliosa, l'abbiamo quasi devastata: i fiumi inquinati, le discariche abusive fanno della nostra provincia una vera e propria bomba ecologica. La politica, la magistratura e le forze dell'ordine dovrebbero fare di più in questo campo dove la difficoltà di muoversi non può essere la scusa per non fare nulla. Se non fosse deputato? Strana domanda, o forse no. Cosa sarò non so dirle. So cosa sono: un ufficiale dei carabinieri. Ufficiale come mio padre, diventato generale, mi piace ricordare il suo lavoro all'aeroporto di Pontecagnano, sua anche l'idea dell'uso di quello scalo per voli civili. Ufficiale come lo sono stati tutti i miei tre fratelli, qualcuno lo è ancora. Ufficiale come il padre di mia moglie. Gente con il senso dello Stato. Mi perdoni un'impertinenza: a casa, in famiglia, vi mettete mai in borghese o vi salutate sull'attenti? Impertinenza per impertinenza: c'è una divisa che non smettiamo mai, neanche quando siamo in pigiama, quella della misura e della serietà, quella delle regole da rispettare. Non tutti in tutte le professioni e schieramenti possono vantare una simile abitudine. Le altre divise che lei forse sospetta, quelle dell'immobilismo, quelle dell'ideologia, ce le siamo tolte da un pezzo. 
 

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS