PPE Il problema di Fini è il partito
A cura di Giuseppina
Pubblicato il 19/07/2006
tratto da Sanità Lazio - Varato il piano per coprire il buco della Sanità. Ora deve decidere il Governo
Intanto scattano le nuove norme anti-liste di attesa. Ma nessuno lo ha spiegato agli utenti
La giunta Marrazzo le prova tutte per far rientrare il Lazio nella
pattuglia delle regioni virtuose. Il governo si è già dimostrato
tollerante e di manica larga, ma la disponibilità del ministro
Livia Turco non basta e il responsabile del Tesoro Padoa
Schioppa, che ha tante gatte da pelare, ha affidato il documento
ai suoi tecnici. Ci vorranno giorni, forse settimane, per conoscere
il verdetto, e qualche esponente di spicco della Margherita locale
pensa che si possa convincere il ministro a congelare gli aumenti
previsti per chi ha sforato i tetti di spesa sanitaria. Sul progetto-
bis anti deficit c’è poco da scoprire: prevede risparmi fino a
1.465 milioni di euro. Le misure sono quelle di sempre, tagli di
posti letto, ristrutturazione ospedaliera, controllo della appropriatezza,
risparmio nella spesa farmaceutica. Il documento indica
cifre precise, 200 milioni per quel capitolo, 500 per quell’altro, 360
per quell’altro ancora. Come si faccia ad indicare con precisione
la quota di milioni risparmiati sul capitolo appropriatezza, francamente,
è un mistero. Più facile tagliare un certo numero di auto
blu, di autisti, di segretarie: il conto, in questo caso, sarebbe facile,
al millesimo. Insomma noi siamo dalla parte del governatore
Marrazzo e apprezziamo la sua buona volontà, il suo coraggio,
ma sembra che qualcuno dia i numeri, sembra di vedere un
film dei tempi andati. Anni fa i governi nazionali mettevano tra le
voci della finanziaria il capitolo “privatizzazioni” e quello “lotta all’evasione
fiscale”, indicando quanto si ritenesse di poter trarre
da quelle voci. Non risulta che quelle buone intenzioni abbiamo
mai compiutamente portato ai risultati desiderati. Ci auguriamo
che Marrazzo sappia fare di meglio. In ogni caso il suo piano comprende
la voce generica "altri interventi". Dentro ci può stare di tutto. Un punto a favore del presidente: i direttori generali delle Asl hanno consegnato il 30 giugno i bilanci. È un fatto storico. E magari è un primo passo verso pulizie generali più approfondite. Ma il governatore ha anche proposto un’altra iniziativa: nel Lazio ci sono 150mila residenti in più, quindi ci spetta un aumento di 350 milioni di euro all’anno nelle quote dal fondo sanitario. In tre anni la Regione potrebbe eliminare il debito della sanità senza colpo ferire. Bravo Marrazzo, peccato che la risposta dal Tesoro tardi ad arrivare e temiamo di sapere quale sarà. Intanto i sindacati sono sul piede di guerra, chiedono misure drastiche ma chiedono anche che la Regione paghi i fornitori e la ospedalità privata, temono forti ripercussioni sul piano occupazionale. Infine due riflessioni, che svilupperemo in questo fascicolo e in quello successivo. Una riguarda la normativa sulle liste d’attesa varata dal governo precedente e che è scattata formalmente dal primo luglio. Se le Asl non saranno reattive nei confronti delle liste d’attesa i cittadini potranno fare valere i loro diritti altrove a spese dell’amministrazione. Ne avete letto da qualche parte? Qualcuno ha informato gli utenti? Silenzio di tomba. Qualcosa proviamo a raccontarvi noi. Seconda riflessione, sui farmaci generici. Oggi si annunciano campagne di sensibilizzazione, con i generici si risparmia. Ma esiste già una legge dell’estate scorsa che obbliga medici di base e farmacisti ad incentivare la scelta dei pazienti in questa direzione. Mai stata pubblicizzata, mai sanzionate le infrazioni. Qualcuno ci sta prendendo in giro? (Giu. Ter.)