
Sul territorio, almeno per quanto riguarda il fronte laziale, il messaggio non sembra essere arrivato, per lo meno non in modo chiaro e diretto. Le Asl infatti procedono in ordine sparso: interpellate da Sanità Lazio alcune glissano o non rispondono proprio, altre ritardano la risposta. Magari saranno pronte, al massimo ell’efficienza, ma il dubbio è consistente e rimane. Parliamo ad esempio della RmB, della RmD, della RmA. Arrancano significativamente Frosinone, Latina e Roma H, che pure assicurano tutto l’impegno possibile per ottemperare al dettato del provvedimento. Unica pronta sicuramente a partire è l’azienda sanitaria sanitaria di Tivol i , ( R m G ) . Dove «È tutto sotto controllo -assicura il d i r e t t o r e generale, Giovanni Di Pilla - da tempo ho redatto un elenco di presidi per recepire ogni tipo di istanza . Del resto non abbiamo problemi con le liste d’attesa. La stragrande maggioranza degli utenti, in ogni caso, si rivolge ai servizi della capitale - aggiunge il manager – lì ci sono gli specialisti. A noi mancano anche alcune attrezzature».
Tant’è che secondo un’indagine interna l’85 per cento delle prestazioni è effettuata nei tempi previsti. Aria diversa si respira a Frosinone nell’azienda di Giancarlo Zotti, pur sollecito nel risponderci: «Le criticità riguardano due tipologie di esami per quattro sedi. Tutte nel centro nord, in particolare Ferentino, Anagni e Alatri -rivela il direttore generale - il caso è Alatri, dove ci vogliono 8 mesi per un esame. E poi Frosinone, dove per una Tac ne servono due. È difficile nel giro di poco tempo cambiare lo stato delle cose. Perché servono macchinari destinati all’abbattimentodelle liste di attesa. Che attingono ad un fondo speciale di circa 2 milioni di euro - spiega il manager - abbiamo avanzato le nostre richieste più di un mese fa. E siamo ancora in attesa dell’assegnazione». Ma Zotti è pronto ad affrontare la nuova legge: «Dal primo luglio per la Tac risolviamo con quella di Cassino. Poi metteremo una Tac nuova a Ceccano, ma questo dopo l’estate.
A quel punto potremo dedicare quella stazione radiologica per gli esami ambulatoriali, e quella di Frosinone per gli esami interni dell’ospedale. I frusinati in sostanza potranno andare a Ceccano, mentre per le mammografie abbiamo messo in preventivo due nuovi macchinari aumentandone l’utilizzo e acquistando un nuovo monte ore con lo straordinario dei nostri radiologi, ingaggiandoli a prestazione da altre Usl, da fuori regione e soprattutto il sabato». E avverte: «Entro due settimane saremo operativi sei giorni su sette. In questo modo le liste di attesa scenderanno sotto i 60 giorni». È il piano di battaglia di Zotti. Che punta ad un aumento dell’offerta nel lungo termine: «Con un progetto progetto di ristrutturazione già pronto. Avremo tre grossi ospedali: Frosinone, Cassino e Sora. E due ai limiti della definizione di ospedale con 250 posti letto. Anagni e Alatri in realtà hanno 120 posticiascuno, ma li riuniremo in un unico polo senza doppioni. Pontecorvo diventerà il polmone per i post-acuti di tutta l’azienda sanitaria, sarà un grande centro di assistenza diurna e post diurna. Inoltre saremo i primi a fare le Utap (Unità Territoriali di Assistenza Primaria, ndr)». Intanto Latina gioca d’anticipo: a Natale era già pronto un dossier sulle misure da adottare il primo luglio. «La direzione ha approvato una delibera che fissa con urgenza le priorità in tema di prestazioni specialistiche - rivela il direttore sanitario, Carlo Saitto - la Tac cerebrale, la risonanza magnetica della colonna, l’Ecocolor- doppler per i vasi sopraortici e periferici, gli esami per cardiologia e per oculistica; la gastroduodeno-scopia dell’esofago e l’ecografia dell’addome sono stati considerati gli esami diagnostici.Insomma stiamo preparando una vera e propria task-force per ridurre i tempi d’attesa delle visite specialistiche. Un progetto che rappresenta una novità assoluta nel mondo della sanità laziale varato già da metà giugno ». E pensa di aumentare le prestazioni anche il direttore generale dell’Asl Roma H: «Abbiamo fatto la contrattazione sul budget per le strutture aziendali prevedendo un incremento pari al 40-50 per cento - promette Luciano Mingiacchi - dal prossimo mese recuperiamo anche alcune situazioni scarsamente produttive, come la cardiologia e la radiologia. Puntiamo ad un aumento della produttività sia specialistica che ambulatoriale. Entro luglio saremo nei tempi previsti dal programma regionale». Insomma le Asl “virtuose” rispondono in coro con un’ampia offerta specialistica: cercando di aumentare le strutture e di migliorare i servizi. Ma le altre? Intanto il ministro della salute Livia Turco, lancia proclami e propone – misura efficace sul piano mediatico - di punire chi non cancella per tempo le prenotazioni e non usufruisce delle prestazioni. Secondo il Recup la cifra è consistente, circa il 20% del totale. Ma attorno alla sanità c’è gran confusione, a livello nazionale prevale l’approssimazione (del resto nel programma Prodi al tema erano dedicate poche frettolose righe) e sul piano locale si improvvisa.
Impietoso il recente dossier di Confesercenti che mette a nudo i drammaticilimiti del sistema, la cui crisi finisce per pesare sui conti generali dello Stato e delle singole regioni. Sprechi, ospedali mai ultimati, spesa farmaceutica abnorme (ma la legge dell’agosto scorso che imponeva serie regole a farmacisti e medici di base sui farmaci generici che fine ha fatto?). E intanto manco a dirlo, pagano gli utenti.
(1 – continua)
(hanno collaborato Danilo
Barbagallo, Daniele
Camilli, Alessandra
De Luca, Fabiana Ferri,
Alina Pinelli)
Giuseppina









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