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Italiani all'estero

Cari lettori de L’Italiano, vi chiedo perdono

A cura di Giuseppina

Pubblicato il 14/12/2006

di PERO FORMICA
Cari lettori de L’Italiano, vi chiedo perdono. Ho sbagliato e ora, rendendomene conto, amaramente mi pento.Mi perdoni soprattutto Melo Cicala. Lui aveva ragione e io torto. Lui il saggio, io lo stolto. Amia parziale discolpa, devo dire che in parte fui fuorviato daRicky Filosa, a sua volta reso cieco dalla sua insana attrazione fisica per Silvana Mangione, e in parte dalla speranza che finalmente lo spirito del buon senso sarebbe calato sull’assemblea del Cgie. Invece nisba. Quelli che gli dei vogliono perdere, prima li fanno impazzire. Pazzi o faziosi o ipocriti che siano, i sinistri hanno okkupato tutto il Cgie. Re degli ipocriti è senza dubbio Lorenzo Losi, eletto vice segretario generale per l’Europa. Leggetevi una sua intervista a News Italia Press il 6 dicembre dove dice: “C’è stato del malumore tra il centrosinistra e il centrodestra; c’è stato un tentativo di fare degli accordi, soprattutto allargare e per rendere più visibile la presenza del centrodestra, in particolare nel Comitato di presidenza; però quello che loro hanno chiesto ci è sembrato un po’ troppo, ad esempio un vicesegretario di area.” Capito? Si potevano fare degli accordi. Forse potevano permettere che qualcuno del centrodestra ogni tanto facesse capolino durante le riunioni del Comitato di presidenza, così per rendersi visibile. Oppure che sul tavolo ci fosse una sua fotografia. Ma, perbacco, dare una delle quattro icesegreterie, cioè il 25 per cento delle stesse, questo proprio no. Questo al Losi è sembrato francamente “un po’ troppo”. Lui e i suoi sodali vanno dicendo che siamo noi ad aver rifiutato un accordo. Premi Nobel per la bugia, Oscar per lamenzogna. Fino all’ultimo ha tentato quel sant’uomo di Ferretti. Dopo che erano sfumate segue a pagina 2

 

cioè il 25 per cento delle stesse, questo proprio no. Questo al Losi è sembrato francamente "un po’ troppo".

Lui e i suoi sodali vanno dicendo che siamo noi ad aver rifiutato un accordo. Premi Nobel per la bugia, Oscar per lamenzogna. Fino all’ultimo ha tentato quel sant’uomo di Ferretti. Dopo che erano sfumate segue a pagina 2 tutte le cariche, c’era da designare due rappresentanti del consiglio a una commissione ministeriale per la lingua e la cultura. Una cosina minore, non un posto di vicesegretario, neppure di membro del Comitato di presidenza. Ferretti si è alzato ed ha candidato ontanari dell’Udc. I "volenterosi della trattativa" imperterriti hanno eletto due dei loro. E allora, come dicono a Roma: "De che stamo a parlà, aho?". Molto più sincero, fino alla brutalità, Eugenio Marino, vice responsabile nazionale dei Ds per gli italiani all’estero, la cui reazione a caldo è stata: "Il neo segretario generale Elio Carozza è uomo di parte". Ho sbagliato e sto male. Mi sento come chi è stato a lungo innamorato perdutamente di una donna bellissima con la quale sognava di passare il resto della sua vita e un giorno si rende improvvisamente conto che in realtà è un mostro orripilante abilmente camuffato. Il Cgie non è che una creatura posseduta del demonio comunista. Va esorcizzato. Mi rendo ormai conto che solo con la mia scomparsa potrà rinascere la speranza, dacché, anteponendo l’esse privativa al mio nome, si ottiene "spero". Pero lascia il campo a Melo. Pero è un personaggio che può andar bene per la commedia, non per la tragedia in cui è piombato il Cgie. Melo perlomeno è più consono al melo-dramma. Continui lui. Forza Melo, tocca a te: picchia duro. E voi, amici lettori, aiutatelo. ¡No pasarán!

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