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Appuntamenti

Ungheria 1956: i fatti, le interpretazioni, la lezione

A cura di Giuseppina

Pubblicato il 26/01/2007

Ricevo e pubblico -
Cari amici, sono Lieto di invitarVi al convegno organizzato da Area Blu e Alleanza Cattolica intitolato: UNGHERIA 1956:
I FATTI, LE INTERPRETAZIONI, LA "LEZIONE"

 
Introdotti dall'avv. Formicola -reggente regionale di Alleanza Cattolica e segretario di Area Blu-
interverranno:
-Victor Zaslasvsky
  professore di sociologia politica alla LUISS "Guido Carli" di Roma, storico e scrittore
 
- Giovanni Cantoni
  reggente nazionale di Alleanza cattolica, direttore di Cristianità, storico
 
-Gaetano Quagliariello
 professore di storia contemporanea alla Luiss "Guido Carli", senatore di Forza Italia
 
Presenterà il convegno Pietro Diodato, presidente dell'associazione Area Blu e consigliere regionale, estensore dell'invito che mi pregio di divulgarVi e che quì di seguito trascrivo:
 
 " In Ungheria -si diceva subito dopo la fine della 2°à Guerra mondiale-  abbiamo avuto tre grandi tragedie: la conquista dei tartari nel 13° secolo, i centocinquanta anni di occupazione turca e la "liberazione" sovietica". eppure che cosa avrebbe recato con sè questa "liberazione", cioè l'esportazione del potere sovietico in terra magiara, l'aveva annuncitao Lenin  nel suo Saluto agli operai ungheresi del 27 maggio 1919: << La rivoluzione proletaria ungherese aiuta anche i ciechi a recuperare la vista  ... L'essenza del potere sovietico si rivela ... chiaramente  : la dittatura del proletariato. Questa dittatura presuppone l'uso implacabilmente duro, rapido e deciso della violenza per schiacciare la resistenza>>.  La promessa sarebbe stata mantenuta solo dopo qualche decennio, ma fu mantenuta. con violenza implacabilmente dura, rapida e decisa, fu schiacciato sotto i carri armati comunisti il desiderio di libertà del popolo ungherese. Il bilancio fu di migliaia di uccisi, feriti e deportati in URSS in oltre cinque mesi di resistenza; duecentomila profughi versoi l'Occidente.
I carri, che schiacciavano le ossa dei giovani ungheresi, furono applauditi dai comunisti di tutto il mondo, soprattutto da quelli italiani. I quali solo oggi, a cinquant'anni dai fatti che culminarono nell'invasione dell'Ungheria da parte delle truppe comuniste nella notte tra il 3 e il 4 novembre 1956, non senza eccezioni (p.es., tra gli alleati di Prodi, i comunisti italiani Diliberto, Cossutta e Rizzo rivendicano ancora orgogliosamente il loro plauso ai carri armati), si scoprono solidali con le vittime.  Ma in realtà, i conti con la verità e le ragioni di quei tragici accadimenti non sono stati ancora fatti del tutto.
Il convegno che Diodato presenta, vuole essere un piccolo contributo ad una più completa elaborazione dei <<fatti d'Ungheria>> , affinchè non siano cancellati dalla memoria, e costituiscano un memento perenne delle conseguenze di quella versione armata dell'utopia anti-umana che fu il comunismo, che troppi tribunali vogliono assolvere e che ancora opprime -non necessariamente con i carri armati, non disdegnando allo scopo, fra gli altri mezzi, la leva fiscale- i popoli.
 
Il convegno si terrà a Napoli, presso l'Hotel Mediterraneo, in via ponte di Tappia 26, venerdì  26 gennaio alle ore 18.
 
Per agevolare l'afflusso degli ospiti, non solo è stata stipulata una convenzione col parcheggio posto sotto l'Hotel, ma sarà anche possibile parcheggiare gratuitamente  negli spazi antistanti il Municipio di Napoli, chiusi al pubblico con le transenne, ai cui varchi basterà avvisare la polizia municipale che ci si sta recando al Convegno di Area Blu.

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