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  • 16-02-2005 - Lollo getta fango sui cadaveri di Primavalle

    "Che vergogna!!" Ieri sera, intervenuto alla tramsissione “Porta a Porta” di Bruno Vespa ha ipotizzato che il rogo sia stato appiccato dagli stessi Mattei. Achille Lollo parla al telefono con Bruno Vespa e alla domanda: "lei sta dicendo che i Mattei si sono incendiati da soli la casa, tentando di simulare un attentato per poi rivenderselo politicamente", in principio risponde: "e' lei che sta cercando di ricostruire questa cosa", ma poi a Vespa risponde ancora: "si' evidentemente. Perche' se io non avessi questa convinzione, non sarei qui ne' a fare questa intervista ne' a fare l'intervista con il Corriere della Sera". E ancora: "non posso piu' accontentarmi della prescrizione. C'e' una verita' controversa. Ed e' per questo che ho detto tutto coinvolgendo anche altre persone". Poi, quanto al fatto che non abbia mai rivolto parole di comprensione e solidarieta' ad una famiglia che, 32 anni fa, ha perso fra l'altro un bimbo di soli 8 anni, Lollo dice anche: "ho rispetto per tutte le vittime, non soltanto per la famiglia Mattei. Lo voglio chiarire. Soltanto che questa storia e' stata cosi' ideologizzata... il problema che si pone non e' solo quello di un contatto personale con i Mattei, non c'e' stata minimamente la possibilita' di discutere di quello che e' successo realmente". Lollo: l'incendio fu colpa dei Mattei

  • Lollo: l'incendio fu colpa dei Mattei

    Roma, 16 febbraio 2005 Achille Lollo racconta un'altra sua verità: furono gli stessi Mattei a dare fuoco 32 anni fa al loro appartamento nel quartiere di Primavalle a Roma, dove poi morirono i due fratelli Stefano e Virgilio. La rivelazione è arrivata ieri sera durante un'intervista a 'Porta a Porta'.

  • Primavalle. L'indagine è per «strage»

    da Panorama Elisabetta Lecco, Diana Perrone e Paolo Gaeta sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura di Roma dopo le dichiarazioni del latitante Lollo al Corsera. Un reato che non si prescrive mai. Mentre, nei confronti dei presunti «mandanti» Pace, Morucci, e Piperno, la magistratura sta valutando se aprire un'inchiesta Sono indagati per «strage» i tre militanti di PotOp indicati da Achille Lollo quali «complici» del rogo di Primavalle del '73 a Roma a seguito del quale morirono bruciati, nella loro abitazione, i due figli del locale segretario del Msi Mario Mattei. L'iniziativa della procura di Roma nei confronti di Elisabetta Lecco, Diana Perrone e Paolo Gaeta, ora cinquantenni, è successiva a un vertice tenutosi nell'ufficio del procuratore capo Giovanni Ferrara con il capo del pool antiterrorismo Franco Ionta e il pm Salvatore Vitello. Il reato di «strage», del quale dovranno rispondere i tre indagati, salvo eventuale archiviazione, è l'unico che nel nostro ordinamento non si prescrive. Achille Lollo, considerato invece il cervello di quella che avrebbe dovuto essere, secondo la sentenza del processo di 30 anni fa che lo condannò a 18 anni di reclusione, solo un'azione punitiva è invece oggi un libero cittadino, a seguito della prescrizione del reato.

  • PARTECIPAZIONE DI JAROSLAV NOVAK NELLA CAMPAGNA ELETTORALE

    COMUNICATO STAMPA ROGO DI PRIMAVALLE, BENVENUTI (AN): CHIAREZZA SULLA PARTECIPAZIONE DI JAROSLAV NOVAK NELLA CAMPAGNA ELETTORALE DI PALAZZO VALENTINI “Che i responsabili del rogo di Primavalle siano ancora in libertà, episodio terribile che causò la morte dei fratelli Mattei, figli dell’allora segretario del MSI di Primavalle e successivamente Consigliere Provinciale Mario Mattei, ci fa inorridire. Ma vorrei saperne di più, soprattutto vorrei sapere la verità circa una interrogazione presentata dal deputato di AN Enzo Fragalà che chiede di conoscere se è la verità che il signor Dario Perrone, che secondo Lollo pur non essendo presente a Primavalle, avrebbe partecipato all’operazione, probabilmente collabora ad un progetto del Comune di Roma denominato “le trame dell’ingegno”, in programma con l’Assessorato alle Pari opportunità.

  • ROGO PRIMAVALLE: ANNA MATTEI, RIAPERTURA INDAGINI ONORA MEMORIA

    ROGO PRIMAVALLE: ANNA MATTEI, RIAPERTURA INDAGINI ONORA MEMORIA DEI MIEI FIGLI Roma, 10 febbraio — «La riapertura delle indagini da parte della Procura di Roma onora la memoria dei miei figli, uccisi senza motivo per l'odio viscerale che caratterizzava quei tempi». Queste le prime parole di Anna Maria Mattei, che commenta così l'acquisizione agli atti, da parte del pubblico ministero Maria Monteleone, dell'intervista ad Achille Lollo apparsa oggi sul 'Corriere della Serà. Nell'intervista l'ex di 'potere operaiò rivela la partecipazione di altre tre persone al rogo che costò la vita, ormai nel 1973, a Stefano e Virgilio Mattei, e per il quale Achille Lollo e gli altri due complici, Marino Clavo e Manlio Grillo, furono condannati a 18 anni per omicidio colposo e incendio doloso, condanna recentemente caduta in prescrizione. «Sicuramente verranno individuati i mandanti —continua Anna Mattei— che in questo momento non dormono sonni tranquilli. Sono 30 anni che non riesco a dormire, né a perdonare». Uno dei fratelli sopravvissuti alla strage, Giampaolo Mattei, afferma che la famiglia non ha nessun sospetto concreto circa i mandanti, ma che attende fiduciosa che la giustizia faccia il suo corso. «Paradossalmente — spiega Giampaolo Mattei — è proprio da interviste come questa a Lollo che ricaviamo qualche informazione in più su quanto accaduto quella notte di 32 anni fa». Rogo Primavalle, Procura di Roma riaprirà le indagini

  • Rogo Primavalle, Procura di Roma riaprirà le indagini

    Probabile che venga ipotizzato il reato di strage Rogo Primavalle, Procura di Roma riaprirà le indagini Achille Lollo al 'Corriere': ''Non siamo stati in tre ad organizzare l'attentato. Eravamo in sei. Ho rispettato un silenzio di oltre trent'anni''

  • Foibe, 'il giorno del ricordo' tra accuse e fischi

    Notizia del 10 febbraio 2005 - 14:32 Il ministro Tremaglia: ''Palmiro Togliatti ha detto ammazzateli''. Gianfranco Fini contestato da esponenti di associazioni degli esuli (Adnkronos) - Si e' aperto all'insegna delle accuse e delle contestazioni, ma anche delle esortazioni ad evitare le divisioni, il Giorno del Ricordo delle foibe. Stamane sono iniziate a Trieste le cerimonie ufficiali per e degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Mentre, a Roma, l'assemblea di Montecitorio ha osservato un minuto di silenzio. Il presidente della Camera Pierferdinando Casini ha detto che la Giornata del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale e' ''una doverosa operazione di verita''' che aiuta a superare ''ipocrisie e reticenze''. La memoria pero', ha sottolineato Casini, non deve ''alimentare divisioni''. Alla cerimonia di Trieste hanno partecipato il vicepremier Gianfranco Fini, il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, il presidente della regione Friuli Venezia-Giulia, Riccardo Illy. Tremaglia ha lanciato accuse ad uno dei principali esponenti del comunismo, Palmiro Togliatti, definendolo ''carnefice numero uno'' e affermando: ''C'e' un personaggio che ha detto ammazzateli e che si chiama Palmiro Togliatti''. E il ministro annuncia l'inizio di una battaglia per la restituzione dei beni dei profughi istriani, fiumani e dalmati. Fini e Illy sono stati entrambi contestati. Il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini che e' stato fischiato da diversi esponenti delle associazioni degli esuli a Trieste, quando ha parlato della necessita' di guardare avanti e di accompagnare gli ''amici croati'', nel loro cammino verso l'Europa e, quando ha toccato il tasto dei beni abbandonati dagli esuli e del lavoro che si sta compiendo con il governo croato in tal senso. Invettive a Illy, al teatro Verdi di Trieste, in occasione del convegno mondiale delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Qualcuno ha urlato dalla platea anche ''Va a Lubiana'', riferendosi chiaramente agli stretti rapporti di collaborazione impostati dalla Regione con il governo sloveno. Illy ha pero' sottolineato che la Regione ha concesso alla Giorno del Ricordo il suo patrocinio, accanto a quello del presidente della Repubblica. Una storia che ci appartiene di Piero Fassino LE FOIBE SONO ATROCITà GIUSTIFICATE DALLA STORIA

  • Una storia che ci appartiene di Piero Fassino

    " C'è n'è voluto di tempo per farlo ammettere ma............piano piano ci siamo riusciti. Leggete questo articolo di Fassino tratto addirittura dal sito dei DS «Alla fine della seconda guerra mondiale un'intera parte d'Italia, al suo confine orientale, fu disintegrata, in larga misura svuotata di un popolo e di una cultura. Da lì partirono gli esuli istriani, fiumani e dalmati, dispersi ora in tante comunità nelle città italiane, e in altri Paesi. Bisogna ricordare l'esodo e bisogna conservare e tramandare la memoria delle sofferenze degli italiani della Venezia Giulia alla fine della seconda guerra mondiale: le foibe, il clima di terrore che il regime comunista instaurò nei luoghi occupati dagli jugoslavi, le paure, l'esodo di massa dall'Istria e dalle coste dalmate».

  • LE FOIBE SONO ATROCITà GIUSTIFICATE DALLA STORIA

    GRUPPO ALLEANZA NAZIONALE MUNICIPIO ROMA XVI COMUNE DI ROMA VIA FABIOLA, 14 00152 ROMA MUNICIPIO ROMA XVI: LE FOIBE SONO ATROCITà GIUSTIFICATE DALLA STORIA “La Giornata del Ricordo va rievocata ma nessuno se ne deve accorgere” lo denunciano con una nota i consiglieri di AN del XVI Municipio di Roma, CAROCCI, BARBIERI, BERNARDINI, D’AMBROGIO, LEONETTI e SANTORI i quali si sono opposti alla manovra della maggioranza di centrosinistra tendente ad evitare il ricordo della giornata dei valori per la giornata di oggi 10 febbraio, data scelta dal Parlamento Italiano per condividere la memoria storica nazionale. an: “CONTRORDINE COMPAGNI”

  • Il cuore nel pozzo: Saccà: Rai Fiction non è ideologica

    da cinecittà.com "Ma quante polemiche! Sui partigiani, sui campi di concentramento, ecc... ne abbiamo viste a centinaia in questi anni. Ora per questa tutte queste polemiche ridicole!""La Rai e soprattutto Rai Fiction non è pagata per seminare odio, per dividere il Paese, ma per unirlo e aiutarlo a comprendere". E' con queste parole non prive di alterazione che Agostino Saccà, direttore di Rai Fiction, risponde alle accuse rivolte dalla stampa per aver permesso la proiezione in anteprima assoluta della fiction Il cuore nel pozzo, agli "stati generali" di An svoltisi lo scorso venerdì 28 gennaio presso il Palazzo dei Congressi dell'Eur a Roma. "Il permesso - continua Saccà - è stato accordato al ministro Gasparri che ne ha fatto richiesta, proprio per dimostrare che non avevamo pregiudizi nei confronti di nessuna parte politica. Non vedo ragioni di scandalo in questa proiezione alla quale peraltro erano stati invitati tutti i partiti politici". Particolarmente orgoglioso del proprio prodotto presentato stamattina nella sede della Rai di Viale Mazzini, Saccà ha ribadito poi "lo sforzo che stiamo facendo per adempiere con onestà al nostro compito di servizio pubblico.