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Angelo Branduardi di Michelangelo Gargiulo guida dal 14-02-2005
Maurizio Fabrizio
"...Maurizio ha sempre scritto gli arrangiamenti con me; è una cosa strana, non ci diciamo quasi mai niente di musica, ma la sentiamo allo stesso modo, troviamo subito l'incastro, fra me e lui c'è sempre stata una grande intesa." A.B.
Notevole è stato l'apporto di questo grande musicista per la crescita artistica di Angelo Branduardi. Maurizio Fabrizio è compositore, musicista e, come Angelo, polistrumentista dotato di grande tecnica. I due iniziano a lavorare insieme nel 1972 per un disco che non uscirà mai, tra le canzoni la splendida versione per orchestra e clavicembalo di Confessioni di un malandrino, finalmente pubblicata, dopo oltre 30 anni, nella Platinum Collection. Nel 1975 il loro primo prodotto: La luna, in cui gli arrangiamenti curati da Maurizio Fabrizio conferisce un'atmosfera rarefatta che ne fanno certamente uno dei dischi branduardiani di maggior impatto. Ma il capolavoro si avrà nel 1976 con l'album Alla fiera dell'Est, stupendo esempio di "contaminazione" e precursore di quel genere che diventerà addirittura inflazionato negli anni a venire: La musica etnica. Motivi mitteleuropei si mescolano con strumenti medioevali, l'elettronica coi violini di chiare reminescenze arabe e orientali. Il successo sarà epocale: Alla Fiera del'Est sarà il disco più venduto in tutta Europa, insieme a Saturday night fever, dei Bee Gees. La collaborazione tra questi due Artisti continuerà fino al 1996. Da segnalare il notevole Branduardi canta Yeats 10 Ballate su liriche di William Butler Yeats. Un album completamente acustico, impregnato dal suono delle chitarre di Angelo e Maurizio e dalle percussioni di Papete, un album assolutamente anomalo per quell'epoca (parliamo degli anni '80) in cui la musica viene data in pasto ai microchips per le prime campionature di suoni elettronici della House Music che avrebbero svilito, per almeno un decennio, la musica italiana. In piena sintonia con l'effimero che perversava negli anni '80...