" When I play on my fiddle in Dooney, Folk dance like a wave of the sea..."
" Come le onde del mare, balla la gente quando suono il mio violino..."
Questi i versi, colti e tradotti da Luisa Zappa, che spinsero Branduardi a comporre un intero album sulle liriche del poeta irlandese William Butler Yeats (1865-1939).
Ed è alquanto curioso scoprire che una recensione, apparsa nel 1919 su "Times Literary Supplement", paragono' il poeta ad un violinista: "Yeats è come un suonatore di violino che prenda il suo vecchio strumento ricoperto di polvere e suoni pigramente un vecchio motivo, o quello che sembrava un vecchio motivo, ma con variazioni. Lo abbiamo sentito tante volte, eppure improvvisamente diventa nuovo come l'alba o come il lume della luna."
Una delle grandi doti di Yeats è stata, infatti, quella di riuscire ad assimilare quanto fosse possibile della sua epoca, fondendo ogni elemento in un linguaggio personale, in continua evoluzione, tanto affascinante e potente da ottenere, nel 1923, il premio Nobel per la letteratura.
Amo' la sua Irlanda in modo viscerale: "...bramavo una zolla di terra tratta da qualche campo a me noto, qualcosa di Sligo da tenere in mano..." e, nemico di ogni violenza, contribui' alla rinascita irlandese anche attraverso una nuova forma teatrale.
Una grande forza vitale e intellettiva lo accompagno' fino agli ultimi istanti e nella lettera ad un'amica, pochi giorni prima di morire, scrisse: "Mi sembra di aver trovato quello che cercavo. Se provo a mettere tutto in una frase, direi cosi' - L'uomo puo' dare un corpo alla verità, ma non puo' conoscerla- Devo darle un corpo nel resto della mia vita..."
Alessandra Mazzucco