Enrica Tedeschi, docente di Sociologia presso l’Università di "Roma Tre", affronta con un' attenta analisi il mondo dei fans, visto come fenomeno da non sottovalutare, anzi, il "fandom" viene elevato come fenomeno sociale di tutto rilievo, parte integrante del marketing da parte dei discografici. In questo breve stralcio del libro si parla di un sito branduardiano, indovinate quale..;-)
[...] Il sito performativo, infatti,
non è più dedicato in modo esclusivo al personaggio cult, che è diventato quasi
un pretesto: esso è piuttosto una vetrina e un palco, i quali accolgono
soprattutto le diverse pratiche di autorappresentazione
dell'audience. Esemplare in questa tipologia è il sito www.branduardi.info, la cui organizzazione ruota intorno a tre attività
strategiche, che hanno palesemente lo scopo di offrire al pubblico
sguardo non più l'oggetto cult, l'artista, ma coloro i quali si sono
riconosciuti in una condivisa attrazione per quell'oggetto. Il sito, in realtà,
informa soprattutto sull'audience e la mette in scena con una consumata abilità
comunicativa. I protagonisti dello spazio web sono esclusivamente i
fan, che accolgono la sfida della globalizzazione e utilizzano tutti i
mezzi linguistici,artistici, tecnologici per realizzare la più ampia visibilità
di se stessi: il pubblico pagante, l'audience diffusa, il fandom organizzato. Le
tre attività performative sono:
- il raccordo interattivo con
quasi tutti gli altri siti europei, che vanno crescendo, tramite la
costruzione di una mappa che rappresenta una rete delle reti, un club dei club,
una sorta di globalizzazione del fandom, a uso e consumo del fandom stesso;
- un prestigioso forum,
accreditato presso gli altri siti, con iscrizione formale che dà il
diritto a essere inclusi in una mega mailing list e in un mega gruppo di
discussione sovranazionale, in che significa la possibilità di manifestare le
proprie opinioni a una vastissima platea virtuale, e avviene una visibilità
garantita molto vasta, "globale";
- una
vetrina-passerella, che consiste in un discreto spazio a disposizione
nel sito, in cui ogni fan può auto-rappresentarsi con le modalità preferite e
con una grande libertà.
Per la prima volta, in questi luoghi virtuali, il
navigatore va in cerca, non delle foto di Branduardi e di
pettegolezzi biografici che lo riguardano, ma dei ritratti e dei volti
sorridenti o pensosi dei suoi fan, come anche di tutti i particolari
interessanti che riguardano le loro vite (non mancano foto infantili, del bimbo
che ogni fan è stato o dei suoi figli!). Certo ognuno racconta delle emozioni
che questa musica gli procura, di come ha cambiato la sua vita, ma lo fa in un
modo particolarmente intimo e privato. Lo fa usandola come pretesto per parlare
di sé, per narrare la sua biografia, per mostrare il suo vissuto. E nel
raccontarsi, si guarda allo specchio del web, senza forse essere consapevole
della trasformazione epocale: del fatto che, proprio come in un ritorno a un
futuro antico, si sta riappropriando di una scena mediatica perduta tanti secoli
fa. A riprova di questa lettura del sito, c'è un'immagine simbolica
che include un palco, l'artista e i suoi fan: è il logo scelto dal
webmaster e celebra i veri protagonisti della scena,
i Branduardi-ans, immortalati in un collage grafico che
ricorre in molte pagine, creando coinvolgimento e identificazione. Il logo,
simbolo eloquente della vocazione performativa di questa audience, catalizza
l'entusiasmo di chi clicca e si scopre protagonista del programma. Nella
vetrina dei Branduardi-ans è la storia del fan che fa storia, non più
quella della rockstar .[...]