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I blog della guida

San Francesco d'Assisi

La regola

A cura di Michelangelo Gargiulo

Pubblicato il 05/04/2005

"Come agnelli in mezzo ai lupi ora io vi mando. Con candore di colomba e astuzia di serpente, non portate borsa, nè mantello nè calzari, non portate pane, nè bastone nè denaro..." Ecco come ando' che una Regola tanto severa, fosse approvata dalla Chiesa.

foto intervento

Dal momento in cui Francesco scelse di abbandonare la propria casa ed ogni ricchezza, si unirono rapidamente a lui altri giovani conquistati dall'impeto delle sue parole e dei suoi gesti. Si trattava di uomini singolari, dal forte rigore morale, capaci di staccarsi da qualunque sicurezza per abbracciare una forma di vita improvvisata, senza alcuna tradizione e decisamente incerta. Inizialmente, la reazione della gente non fu del tutto benevola verso tali stranezze: qualcuno considerava quei ragazzi cenciosi, sempre pronti a lodare Dio, alla stregua di fanatici o di pazzi, c'era chi li derideva, chi li malmenava. Eppure, la mancanza di reazioni e la serenità in un modo di vivere tanto austero, turbava e incuriosiva le persone, che alla fine ne venivano attratte.
Dopo pochi anni di vita in comune e raggiunto l'emblematico numero di dodici, il Santo e i suoi compagni, sentirono la necessità di un riconoscimento ufficiale. Francesco prese il Vangelo, ne stacco' parecchi versetti disponendoli in modo da formare una Regola, poi raduno' alcuni compagni e si diresse verso Roma.
Innocenzo III, Papa in quell'epoca, era un uomo di grande cultura che aveva contribuito a restituire alla Chiesa santità e prestigio politico. Quando vide davanti a sè la misera delegazione di giovani vestiti con rozze tuniche e una proposta di vita difficilissima da attuare, li allontano'. Durante la notte, pero', sogno' una palma che cresceva rigogliosa ai suoi piedi e una voce che la identificava con il poverello ricevuto il giorno precedente. Francesco fu richiamato in S.Pietro. L'assoluta consacrazione alla povertà e ad una vita tanto aspra era pero' davvero troppo difficile da approvare: Innocenzo III congedo' Francesco dicendogli di pregare affinchè Dio manifestasse la sua volontà. Dio la manifesto' dopo qualche giorno. Il Pontefice fece un altro sogno: la Basilica di S.Giovanni in Laterano crollava spaventosamente, ma ecco il poverello di Assisi assumere proporzioni sempre più gigantesche, tanto da sostenere la costruzione sulle sue spalle.  Il Papa capi': "Dio voleva servirsi di quell'Uomo per restaurare la sua Chiesa minacciata dagli eretici e dalla cattiva condotta dei cristiani." Fu cosi' che Papa Innocenzo III approvo' la Regola di S.Francesco
 
N.B.
Il testo della Regola approvata oralmente da Innocenzo III è andato perduto.
Nel 1223 fu approvata una nuova Regola definita Bollata, in quanto convalidata dal sigillo pontificio. 
 
Alessandra Mazzucco
 
 
Testi consultati: "Vita di un uomo: Francesco d'Assisi"  C.Frugoni  Ed. Einaudi
           "Vita di S.Francesco d'Assisi. Lo sposo di Madonna Povertà"  A.Iacovelli Casa Edit. Francescana    
Dipinto: Giotto - Il sogno di Innocenzo III
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