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Sergej Esenin

Si agitava l'azzurro incendio

A cura di Michelangelo Gargiulo

Pubblicato il 09/04/2005

Esenin in una visione inconsueta. Il poeta rissoso, ubriacone, inaffidabile, non si compiace più dei suoi atteggiamenti scandalosi, anzi, li rinnega. Merito dell'amore, che quando arriva, riesce a rinnovare anche il cuore di un teppista.

Si agitava l'azzurro incendio,
Si dimenticavano gli orizzonti nativi.
Per la prima volta ho cantato l'amore,
Per la prima volta rifiuto di fare scandali.
 
Sono stato tutto come un giardino abbandonato,
Sono stato incline alle donne e ai liquori.
Non mi piace più bere e danzare
E perdere la mia vita senza voltarmi indietro.
 
Vorrei solo guardare te,
Vedere il gorgo bruno-dorato dei tuoi occhi,
Perché, senza più amare il passato,
Tu potessi non andartene con un altro.
 
Incedere tenero, lieve corpo,
Se tu conoscessi con il cuore tenace,
Come sa amare un chuligan*,
Come egli sa essere docile.
 
Io per sempre dimenticherei le bettole
E smetterei di scrivere versi,
Solo per sfiorare lievemente la tua mano
E i tuoi capelli che hanno il colore dell'autunno.
 
Per sempre io ti seguirei
Sia nei miei spazi, sia in quelli altrui...
Per la prima volta ho cantato l'amore,
Per la prima volta rifiuto di fare scandali.
 
Sergej Esenin
 
*Chuligan: Hooligan, Teppista.
 
A. Modigliani: Ritratto di Jeanne Hèbuterne (1920)  
 
FONTE: "Poesie e poemetti" Sergej A. Esenin a cura di E.Bazzarelli Ed.BUR 
 

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