Branduardi e Caparezza: "La fitta sassaiola dell'ingiuria"

"Mi agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura"... Due "Cape rezze" che si incontrano: Ne viene fuori uno strano incrocio di stile e di linguaggio, apparentemente discordante, genialmente bizzarro.

Ma cosa ci fa Angelo nei contorsionismi
lessicali del molfettiano Michele Salvemini, in arte Caparezza?
Ma poi, sarà vero che la “rezza capa” è un diretto omaggio al Maestro? Certo che
in comune questi due&#nbsp;c’hanno solo la capigliatura, ma una
“Confessioni di un malandrino” intercalata negli scioglilingua
di quel buffo personaggio fa strano, ed è&#nbsp;un strano che piace, o forse
no…almeno, non piace a tutti. Ma ben vengano questi esperimenti, ben vengano
queste “contaminazioni”, mai chiudere le proprie canzoni, anche se sono
capolavori assoluti (come&#nbsp;nel caso di questa canzone composta sui versi di
Sergej Esenin), nell’ autocelebrazione. Una canzone può essere
rimaneggiata, fatta a pezzi, ricucita e ricomposta; niente di male, l’importante
è ottenere un risultato dignitoso, e in questo caso “l’esperimento” sembra
riuscito. Quanto meno è servito a far conoscere Angelo, quello de “Alla
fiera dell’Est”,
&#nbsp;anche nel pianeta dei
rappettari

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Pubblicato il mercoledì 20 aprile 2005 in: Collaborazioni

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