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By Angelo Branduardi di Michelangelo Gargiulo
URL: http://guide.dada.net/angelo_branduardi/interventi/2005/07/217941.shtml

Angelo Branduardi di Michelangelo Gargiulo guida dal 14-02-2005

Ille mi par esse deo... Un dio mi pare

Resa e consapevolezza. Nei versi di Catullo la dinamica di un amore, di quelli non facili, ma forse proprio per questo più intenso. Poi se questo amore è mal corrisposto o non corrisposto per niente, allora le cose si complicano...

foto intervento

Non è facile musicare dei versi, non è facile nemmeno maneggiarli, soprattutto se provengono da frammenti. Luisa Zappa Branduardi non si limita a farne una traduzione, già di per sè non semplice, ma ne fa una versione ibrida, così come suggerisce il titolo della canzone, adattando alla musica i versi in latino e integrandoli con una strofa in italiano: " Mi pare un dio quello che siede accanto a te,  occhi negli occhi, dolcemente tu ridi...  Ed io mi sento morire, se ti guardo io, al mio cuore la voce manca.." Davvero niente male. Luisa non sfigura affatto nei confronti, per esempio, di Salvatore Quasimodo, la cui traduzione riporto  in calce.
Peccato che questa canzone non appaia nella recente
Platinum Collection... Non è per niente scontata: il suono è palesemente elettronico, con tanto di filtri ad effetto. Ma è di quell'elettronica che piace perchè non vuole imitare nessuno strumento musicale altrimenti preferibile originale. Poi in questo brano appare la famiglia Branduardi quasi al completo, visto che ai finti cori c'è la vera voce di Maddalena Branduardi, secondogenita. Speriamo di vederli sul palco, un giorno...

Album: Altro ed Altrove - 2003

Dipinto: "Apparenza" - Olimpia Mannino
 
 
 
Ille mi par esse deo videtur,
Ille, si fas est, superare divos,
qui sedens adversus identidem te
spectat et audit
dulce ridentem, misero quod omnis
eripit sensus mihi: nam simul te,
Lesbia, aspexi, nihil est super mi
Lingua sed torpet, tenuis sub artus
fiamma demanat, sonitu suopte
tintinant aures, gemina teguntur
lumina nocte.
Otium, Catulle, tibi molestum est,
otio exultas nimiumque gestis;
otium et reges prius et beatas
perdidit urbes.

Catullo - De Lesbia, Carmen 51
 
 

Come uno degli Dei, felice
chi a te vicino così dolce
suono ascolta mentre tu parli
e ridi amorosa. Subito a me
il cuore in petto s’agita sgomento
solo che appena ti veda, e la voce
si perde sulla lingua inerte.
Rapido fuoco affiora alle mie membra,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue alle orecchie.
E tutta in sudore e tremante
come erba patita scoloro:
e morte non pare lontana
a me rapita di mente.
 
Trad. Salvatore Quasimodo