Un'arte che verte sull'universo delle interelazioni umane e del contesto sociale in cui si svolgono e che implica la partecipazione attiva del pubblico a cui è destinata.
Arte "come forma propositiva e non distruttiva di democrazia dell' informazione e della comunicazione", libera, interattiva, al di fuori degli schemi della cultura ufficiale, senza copyright.
Il prodotto di una controcultura che cerca di diffondere nel tessuto sociale attraverso l'arte messaggi e stili di vita alternativi, in opposizione al "sistema".
Una pittura vagamente surreale permeata di luce, in cui forme fantastiche popolano rarefatti spazi siderali, con uno stile ed un contenuto che si evolvono con la tecnologia ed i progressi della scienza spaziale .
Una pittura apparentemente mal eseguita, provocatoriamente volgare, ferocemente ironica, che vuol ridicolizzare l'accademismo della pittura ufficiale e l'eccesso di intellettualismo del concettualismo degli anni '70.
Abile prodotto di marketing di un colosso della pubblicità, un movimento estremo che ha il merito di aver dato nuova spinta ad una scena artistica immota e stagnante e spazio ed audacia ad artisti giovani dalla spregiudicata creatività.
Le biotecnologie e la manipolazione genetica che stanno trasformando l'uomo in un oggetto modificabile, smontabile e riassemblabile, tema centrale di un'arte rivolta alla ricostruzione del corpo biologico
Una corrente artistica nell'ambito della ricerca cinetico-visuale degli anni '60, con sviluppi nel campo concettuale e cibernetico e spiccato interesse per la programmazione computerizzata e la tecnologia digitale.
Arte in funzione sociale, prodotto collettivo che sfrutta gli effetti cinetici ed ottici per coinvolgere l'osservatore ed assegnargli un ruolo attivo di determinante importanza.
Una corrente di energia di valenza mentale ed universale, non una dottrina, ma un atteggiamento verso la vita e verso l'arte, un'arte totale nella quale l'interdisciplinarità elimina ogni distinzione categorica.
Un movimento di impronta post- modernista, dove la citazione è finalizzata ad un corto circuito emotivo tra passato e presente, "alla ricerca di entità archetipiche annidate da sempre nel cuore dell'uomo"
Una forma d'arte della fine degli anni '60, registrata su video e resa visibile e fruibile all'osservatore attraverso uno schermo televisivo o di computer, in quelle che Gillo Dorfles definisce "nuove dimensioni della visualità"
"un'arte rivolta ai grandi temi della vita attraverso i sentimenti", che parli un linguaggio universale e recuperi il dialogo con l'uomo attraverso l'emozione
Un'arte incentrata sul binomio petrolio-plastica, che "trasforma la sintesi plastica nel racconto poetico della transizione bidirezionale dall'organico al sintetico e ritorno"