Un artista che "oscilla fra gli azzardi innovativi e sperimentali di una narrazione coraggiosa e i classicismi di un linguaggio virtuoso”. (Danilo Eccher)
Un'artista che si distacca nettamente, con un’impronta originale, dalla figurazione leggera e patinata imperante all’interno del panorama italiano, esplicitando la problematicità esistenziale di un’archetipica tribolazione dei sensi, un tormento interiore attanagliante tipicamente nordico e decisamente mitteleuropeo. Un articolo di Francesca Baboni.
" Nessuno vede i fiori- realmente - sono troppo piccoli - non abbiamo tempo - e per vedere occorre tempo, come per avere un amico... Così mi sono detta - dipingerò quello che vedo - quello che il fiore è per me, ma lo dipingerò in grande …….." (Georgia O'Keeffe)
Le ballerine, uno dei soggetti preferiti di Degas, protagoniste non solo di decine di tele ma anche di numerose statue divenute famosissime. Di Elettra Cecilia e Vilma Torselli.
Un “impressionista veneziano” di respiro europeo, ponte artistico tra la tradizione veneta, la corrente macchiaiola toscana e l'impressionismo francese.
Un botanico popolare che non dimentica le fonti classiche e i riferimenti metascientifici per ricordarci il rispetto verso la natura e le sue manifestazioni.
Il racconto di un poeta della memoria che si snoda nel contrappunto tra vita e morte, senza indulgenze sentimentalistiche, con struggente pudore dei sentimenti.
La SCultura di Marcantonio Bibbiani, un luogo dove dialogano gli spiriti ancestrali degli uomini che, inventando divinità e credenze, scoprono le condizioni dell’esistenza. A cura di Dina Pierallini.
Il 'ritratto sintomatico', dove irrompono l'inquietudine, i turbamenti, la sessualità, le passioni, la morte, senza veli e senza consolatorii edonismi.