La pittura oggi vive a dispetto di chi ne fa volentieri a meno o di chi la reputa eredità del passato, e seppure limitata in sistemi conchiusi e spesso autoreferenziali, resta un anacronismo sublime.
Cosa vede lo sguardo dell'arte? dopo l'avvento della riproducibilità tecnica del reale, chi ha più bisogno dello sguardo della pittura? che ne è delle arti visive dopo la fine della referenzialità?.... Forse lo sguardo dell'arte torna oggi ad applicarsi alla natura, ad un mondo ormai sul punto di essere consegnato all'artificialità, alla simulazione, all'esistenza vicaria, all'inautenticità dell'esperienza. In questo senso, allora, lo sguardo dell'arte può avere ancora molto da vedere.
Come il richiamo al trascendente insito nell'arte possa tradursi, attraverso l'opera artistica, in una ricerca personale di spiritualità che investe in pieno il senso del religioso calato nell'esperienza della contemporaneità.
Transavanguardia come risposta all’ondata di Neo-Espressionismo della metà degli anni Settanta, che coincide con un generale ritorno alla pittura dopo due decenni di egemonia del Concettuale e del Minimale.
Re-istituzione del nostro rapporto con il mondo attraverso un pensiero estetico-creazionale capace di riconoscere che la questione del suo rapporto col mondo si gioca tutta, oggi, nella consapevolezza della transizione di quest’ultimo a forma d’arte.