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Arte alla fine della II guerra mondiale

Nuovi modi espressivi dell'arte moderna-parte II

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 20/02/2002

Tendenza verso l'abbandono del figurativismo e nascita di vari movimenti artistici nel segno di un rinnovato rapporto fra l'arte e la realtà.

foto intervento

Si può comunque dire che tutta la produzione artistica dell'ultimo periodo dell'arte moderna denunci un definitivo abbandono del figurativismo postimpressionista a favore di un generale astrattismo e concettualismo che adotta linguaggi diversi dando origine, come osserva Gillo Dorfles ("Le ultime tendenze nell'arte d'oggi") ad alcune correnti identificabili a grandi linee: un'arte gestuale e segnica, informale, che comprende anche l'action painting e il tachisme, riconducibile a Hartung, Capogrossi, Pollok, Kline ed a molti altri, talvolta con caratteri calligrafici e riferimenti pittografici spesso di origine orientale; un'arte materica, che si avvale di materiali diversi che finiscono per diventare essi stessi tema espressivo dell'opera, come ad esempio nelle opere di Burri, Tapies, Fontana, Rothko; la pop art, che innesta nel prodotto artistico il materiale di rifiuto o l'oggetto d'uso comune, in nome di un connubio tra prodotto d'elite e prodotto di consumo, rappresentata principalmente da Jim Dine e Andy Warhol; un'arte concettualista , che ha come fine l'espressione dell'idea (anche nei modi dell'art language, della land art, della body art, dell'arte povera), privilegiando l'aspetto gnoseologico dell'attività creativa piuttosto che quello più propriamente estetico; il neo-concretismo, per un'arte quasi artigianale che utilizza effetti cromatici e formali fine a se stessi, in nome dell' arte per l'arte.

Parallelamente alla pittura, anche la scultura ha scoperto nuovi mezzi espressivi, inserendo nell'opera scultorea elementi nuovi, il colore, ad esempio, o elementi mobili (come nel caso di Alexander Calder), utilizzando materiali insoliti, oggetti di recupero, sempre volta alla rappresentazione plastica di una spazialità intrinseca alla forma, per l'affermazione del rinnovato rapporto tra mezzo espressivo e spazio racchiuso in una materialità effimera autoproliferante.

Nella estrema varietà dei linguaggi artistici che si esprimono in questo periodo di assestamento e di passaggio per tutta la realtà sociale, politica, culturale, è possibile individuare degli estremi, opere di rigorosa purezza e opere di totale contaminazione, che tuttavia rappresentano la stessa risposta alla stessa situazione: l'incertezza davanti alla possibilità dell'arte di esprimere ancora, come sempre, lo spirito del tempo.
L'artista si trova così davanti a due scelte opposte, o rituffarsi nella realtà, ricercandone la materialità e la fisicità, come farà chi utilizzerà l'assemblage, o ritirarsi in una sorta di torre d'avorio astraendosi dal mondo: la Pop Art cercherà di trovare una via d'uscita da questo vicolo cieco.

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