A cura di arch. Vilma Torselli
Pubblicato il 20/02/2002
L'arrivo in America degli artisti europei in fuga dalla guerra all'epoca della grande crisi americana degli anni '40.
"La mia è una pittura diretta. Il metodo di questa pittura è la crescita naturale di un bisogno. Quello che mi preme è esprimere le mie sensazioni piuttosto che descriverle. La tecnica non è che un mezzo per arrivare a questa espressione….."( Jackson Pollock)
Per capire quale sia il più un significativo punto d'origine per la
definizione e lo sviluppo dell'arte moderna è necessario valutare l'importanza
che l'arte americana assunse nel periodo della seconda guerra mondiale,
e subito dopo di essa, quando New York emerse come nuovo centro dell'universo
artistico.
Lì conversero molti artisti europei in fuga dalla guerra, dalle leggi razziali
e alla ricerca di libertà d'espressione, come molte personalità del movimento
surrealista, che ebbero notevoli difficoltà d'inserimento nell'ambiente culturale
d'oltre oceano e che pur tuttavia, attraverso la mediazione di vari linguaggi
artistici, dal Cubismo all'Automatismo oltre che il Surrealismo, contribuirono
in modo determinante alla nascita dell'Espressionismo
astratto in America.
L'insegnamento di Andrè Masson, le opere di Roberto
Matta e di Arshile Gorky prepararono il terreno per il passo decisivo dal
Surrealismo all'Espressionismo astratto compiuto da Jackson Pollock , in
termini espressivi fortemente personali ed innovativi, al quale si possono affiancare,
seppure in tono decisamente minore, Franz
Kline e Mark Tobey
, oltre a Willem
de Kooning.
E' interessante notare come molti degli artisti espressionisti fossero
ebrei e come il fenomeno si possa leggere, in gran parte, quale una derivazione
della tradizione russo-ebraica trapiantata da luoghi d'origine in cui
non rimaneva traccia: da ciò si possono far discendere alcune caratteristiche
tipicamente espressioniste, quali una certa avversione per la rappresentazione
specifica, la ricerca di una certa definitività del risultato, una propensione
alla ghettizzazione dei rapporti interni alla comunità artistica, per
certi versi chiusa alla società moderna che l'aveva accolta.
Ciononostante, l'Espressionismo fu un' esplosione culturale globale, potente
e di grande impatto nella cultura americana, socialmente utile in quanto paragonabile
ad una sorta di religione sostitutiva in un momento di grande crisi spirituale
e morale per tutta la società americana.
In seguito dichiarò Barnett
Newman : "……nel 1940 alcuni di noi si destarono per accorgersi che eravamo
senza speranza; che in realtà non esisteva nessuna pittura……..Fu quel risveglio
che ispirò l'aspirazione, l'elevato proposito, qualcosa di assai diverso dalla
semplice ambizione, di ripartire da zero, come se la pittura non fosse mai esistita……….."
.
L'Espressionismo astratto, quindi, scaturisce principalmente dalla disperazione
e dalla crisi dei valori creativi legata al particolare periodo storico,
l'America degli anni '40, caratterizzato in campo artistico, e non solo, da
un "enorme vuoto" che, come osserva Adolph
Gottlieb , andava colmato con uno sforzo di rifondazione della mitologia
e della simbologia primitiva.