A cura di arch. Vilma Torselli
Pubblicato il 25/02/2002
Visualizzazione ed immaginazione come mezzi di conoscenza
"Era un cammino che si doveva percorrere, diritti e soli.....L'immaginazione, liberata dalle catene della paura e della legge, diventava allora tutt'uno con la visione...."(Clyfford Still)
Alcuni processi mentali che intervengono nella rappresentazione artistica sono particolarmente evidenti nell'arte astratta, come ad esempio l'approccio fenomenologico alla realtà, che si propone di coglierne l'essenza attraverso l'analisi dei suoi molteplici profili possibili, non cristalizzata in una rappresentazione definitiva statica, ma passibile di continue variazioni conoscibili solo nella loro fenomenologia ( si vedano le teorie di Husserl sull'argomento).
Tra i numerosi i punti di contatto tra l'arte, specie quella astratta ed informale, e la filosofia fenomenologica, si può sottolineare come entrambe tendano ad una rappresentazione simbolica della realtà, ricercanone la molteplicità dei significati derivabili da una scansione logica e psicologica dell'oggetto per costruirne un'immagine mentale, esplorando da più punti di vista un concetto in tutte le sue ripetute variazioni: è significativa, sotto questo profilo, l'opera dei divisionisti, dei futuristi come Balla e Boccioni, degli spazialisti, di Fontana ed altri.
La capacità di visualizzare realtà non concrete, l'immaginazione attraverso la quale si possono "vedere" e materializzare ad esempio numeri, facce nascoste di figure, pezzi mancanti di connessioni corrette con le regole del reale, scenari travalicanti il mondo sensoriale, sono peculiari degli artisti in genere ed anche degli scienziati, in quanto tutti e due si sforzano di superare le immagini mentali frutto della memoria sensoriale, trasposizione delle sensazioni, cercando di raffigurare in termini concreti e leggibili concetti astratti e sfuggenti.
Tra i molti esempi di pittori che, partendo dall'osservazione del reale, hanno compiuto questo tentativo di rappresentazione astratta, si può citare William Turner, che, in anticipo su quello che faranno poi gli Impressionisti, cercò di rappresentare la luce, attraverso atmosfere sempre più irreali, rarefatte e trasfigurate.
Oggi, dopo la rivoluzione espressionista, è concetto comunemente diffuso che l'arte nasca non tanto da una interpretazione del reale quanto da un distanziamento da esso, ed è proprio l'arte moderna ad aver sancito definitivamente il distacco dell'arte dagli eventi naturali, facendo di questo distanziamento una delle sue caratteristiche principali.
Questo concetto di arte intesa come fuga dalla realtà, come rifugio mentale dove ciò che viene psicologicamente censurato viene estromesso dalla rappresentazione, è ribadito da Paul Klee quando afferma: "Quanto più è orrendo questo mondo, proprio come avviene oggi, tanto più è astratta l’arte, mentre un mondo felice produce soltanto un’arte immanente".
Analogamente, per Wilhelm Worringer la ricerca dell’eterno, dell’assoluto, secondo lui fine ultimo di ogni forma d'arte, è più chiaramente leggibile nella tendenza astratta, proprio perchè opera una rigorosa selezione delle forme rappresentate conservando solo ciò che è essenziale alla comunicazione.... continua>>>>>