
Ernst Ludwig Kirchner - “Ragazze che si bagnano”, 1909
Museo d’arte moderna di Lugano -
L’Espressionismo tedesco non è un movimento unitario ed omogeneo, ma si svolge attraverso diversi movimenti artistici organizzati, che si possono considerare separatamente per distinte aree geografiche.
“Die Brücke” (Il Ponte), fondato nel 1905 a Dresda, in Sassonia, contemporaneo dei francesi Fauves, è il nome che assunse il primo gruppo di artisti che venne poi assimilato al movimento Espressionista tedesco, che ritenevano loro missione costruire un ponte fra l’artista ed il mondo, un ponte simbolico che traghettasse la cultura artistica dal convenzionalismo e accademismo lassista e decadente della società contemporanea verso nuovi modi espressivi, più aderenti ad istanze ormai pressanti ed ineludibili, tese a realizzare un nuovo rapporto tra arte e condizione umana, secondo un’ideologia di matrice populista.
Lo scopo dichiarato dei componenti del gruppo era “attirare a sé tutti gli elementi rivoluzionari e in fermento”, per riuscire a sovvertire le vecchie regole convenzionali e realizzare le loro opere attraverso la “spontaneità dell’ispirazione”, ciascuno secondo il proprio temperamento, realizzando in realtà, per la vicinanza fisica tra i vari membri che lavoravano spesso gomito a gomito, una produzione sostanzialmente omogenea.
I fondatori del movimento furono quattro studenti di architettura, Kirchner, Heckel, Bleyl e Schmidt-Rottluff, ai quali si unirono, nell’anno seguente, altri artisti tra cui Nolde, Pechstein, Van Dongen e Müller.
Determinante fu, per questo gruppo di artisti, la conoscenza dell’attività di Edvard Munch, che in quel periodo dipinse un suo celebre quadro, ‘Il grido’, che ebbe subito grandi consensi.
I vari componenti del gruppo, tuttavia, non furono sempre in pieno accordo tra loro, specie sul piano ideologico, tanto che alcuni, come Nolde, Bleyl e Van Dongen, uscirono da Die Brücke con diverse motivazioni, mentre Pechstein ne venne addirittura espulso.

Emil Nolde, “Die Sünderin (Christus und die Sünderin)” 1926
olio su tela, 86 x 106 cm
arch. Vilma Torselli









Anteprima del commento