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Pablo Picasso "Les demoiselles d'Avignon" 1907, olio su tela, 119x93
Così come, in architettura, l'opera di Borromini rappresenta una rivoluzione copernicana nei confronti della prospettiva rinascimentale, analogamente la ricerca di Cezanne sconvolge le certezze dell'arte moderna attuando l'abolizione del punto focale unico ed introducendo la molteplicità del punto di vista, la prospettiva multipla: nelle sue opere, le diverse parti dell'insieme sono tutte soggette alle regole prospettiche, ma sotto diverse angolazioni visive. La lezione di Cezanne è alla base del movimento cubista, che porta alle estreme conseguenze lo spostamento del punto di vista e guarda la realtà frammentariamente, da diverse angolazioni, per ricomporla poi in una sintesi che miscela gli elementi iniziali in modo del tutto originale, per giungere ad una "totalità" della rappresentazione, completamente differente dall'esperienza visiva corrente. La mancanza di un punto di vista fisso permette di rappresentare di un oggetto anche ciò che fisicamente non appare, ma del quale si fornisce l'informazione rappresentando su vari piani, lontano da ogni regola della percezione fisica, ciò che di lui si sa.
Il Cubismo non ha un inizio dichiarato o un manifesto, come accade per altri movimenti avanguardisti, nasce dalla sperimentazione avanzata di alcuni pittori, come George Braque e, soprattutto, Pablo Picasso, che, come dichiara, lungo il cammino della sua attività pittorica, non cerca, ma, semplicemente,trova. Il Cubismo viene tradizionalmente diviso in due fasi principali, di cui la prima si definisce "Cubismo analitico" e la seconda "Cubismo sintetico".
Va premesso che i uno dei motivi per cui i quadri dei cubisti danno una visione così stravolta rispetto ai canoni tradizionali è dovuta al fatto che viene in essi introdotta la "quarta dimensione", il tempo, parallelamente introdotta anche in fisica, come quarta dimensione della realtà, attraverso la Teoria della Relatività postulata in quegli anni da Albert Einstein. In questa direzione assumono importanza notevole anche le teorie, sul tempo e la durata, del filosofo Henri Luis Bergson, formulate proprio in quegli stessi anni. L'intento dell'artista cubista diventa quindi quello di rappresentare non solo un evento, ma anche la successione delle sue varie fasi e la sua durata nel tempo, insomma il suo divenire. La contemporaneità delle due posizioni di arte e scienza, tuttavia, rimane casuale, senza un reale nesso di interelazione, per il fatto che, come sempre, gli artisti affrontano, appunto, come tali, i problemi di carattere scientifico, comunque il concetto della temporalità dell'evento raffigurato non fa, per loro, che rafforzare e giustificare l'esigenza di rappresentarlo da più punti di vista, come se fosse in movimento e venisse quindi percepito nella contemporaneità di immagini diverse. Nasce così una nuova pittura, che aspira alla tridimensionalità, unificando tempo e spazio in una stessa rappresentazione.
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