A cura di arch. Vilma Torselli
Pubblicato il 17/06/2002
Sogno, inconscio e libera associazione delle idee alla base della produzione artistica.
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Nel Manifesto di André Breton (1924), il Surrealismo viene così definito :" Automatismo psichico puro col quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente, sia per iscritto, sia in qualsiasi altro modo, il funzionamento reale del pensiero. Dettato del pensiero in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di qualsiasi preoccupazione estetica e morale. Il surrealismo si fonda sull'idea di un grado di realtà superiore connesso a certe forme di associazione finora trascurate, sull'onnipotenza del sogno, sul gioco disinteressato del pensiero." |
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------ Egli parte dalle teorie freudiane sui sogni e la loro interpretazione, chiedendosi quale possa essere il loro significato e la loro importanza, visto che rappresentano molta dell’attività di pensiero dell’uomo, in quale trascorre dormendo buona parte della sua vita. L'inconscio, afferma quindi il Surrealismo, si esprime nei sogni attraverso forme libere di associazione, lasciando cioè che un' idea segua l'altra senza la consequenzialità logica del ragionamento consueto, ma automaticamente, sulla base appunto di un "automatismo psichico" libero da qualunque controllo di tipo morale, etico, culturale: il sogno è il luogo privilegiato in cui attingere a una "surrealtà" che rappresenta il "punto supremo" in cui tutte le contraddizioni si ricompongono e trovano soluzione. L'arte, "modello puramente interiore", deve essere il risultato dell'immediata corrispondenza tra inconscio e gesto artistico, fuori dal controllo morale o razionale della coscienza e di canoni estetici prestabiliti, l'arte deve tradurre in termini plastici l'attività dell'inconscio, con linguaggi liberi, nuovi, anomali, che ammettano ogni sperimentazione ed ogni stile: saranno il collage, il frottage, la decalcomania, la pittura automatica, i quadri di sabbia, il fumage. La prima corrente, di cui Max Ernst è il rappresentante più tipico, gioca sull'accoppiamento di due realtà logicamente inconciliabili che , procedendo, con l'automatismo psichico, per libera associazione di idee, si uniscono per produrre un effetto insolito ed inedito, discendendo da questo accostamento casuale ciò che la poetica surrealista definisce "bello". Soprattutto in aderenza alle teorie marxiste, negando il principio troppo edonistico di un'arte per l'arte, i surrealisti le attribuiscono il compito di rivelare il funzionamento reale del pensiero, stabilendo un rapporto immediato tra inconscio e gesto poetico prodotto dall'automatismo psichico, dando l'avvio ad un processo critico che metta in discussione il concetto di realtà, intesa anche come realtà sociale. | |