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By Arte moderna di arch. Vilma Torselli
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Arte moderna di arch. Vilma Torselli guida dal 20-05-2002
Sintesi dell'attività visiva e di quella cognitiva nella contemplazione dell'opera d'arte
Non saprei dire se, oggi, sia possibile valutare se tra l'uomo che legge
e l'uomo che guarda ci sia una conflittualità o se si intravvedano
possibilità di integrazione tra i due, per produrre un individuo migliore
e più completo, cosa quanto mai auspicabile, dice Giovanni Sartori, sostenendo
che l'immagine vada spiegata attraverso il linguaggio, non essendo di per sè
intelleggibile solo attraverso la sua visione.
Io direi che non sempre l'immagine va spiegata, e l'esperienza artistica ne
è una prova.
L'arte è un'esperienza emozionale dominata da logiche appartenenti
al nostro mondo interiore, dell'inconscio e della soggettività, che in
seguito affiorano alla coscienza, collocando il principio su cui si fonda il
concetto di arte nell'indefinito territorio che sta tra una logica dell'inconscio
e una logica della coscienza.
L'arte visiva può anche essere sinteticamente definita come produzione
di una forma attraverso la quale trasmettere ad altri, unitamente ad una "presenza
contenutistica", un insieme di messaggi emozionali e psichici che, con l'avvento
dell'arte astratta, sono divenuti giochi e rapporti di linee, colori, forme,
liberati dalla preoccupazione di raccontare qualcosa o di rapportarsi con qualcosa
(parafrasando Nietzsche, Dino
Formaggio, scrittore, critico, docente di filosofia dell'arte, dice:"Il
racconto è morto").
Dice Gombrich
nel suo celeberrimo "Arte e illusione", straordinaria opera
della sua maturità:" Nella rappresentazione visiva.......i segni
tengono luogo di oggetti del mondo visibile e questi non possono essere resi
in sé. Ogni immagine, per sua stessa natura, resta un richiamo all'immaginazione
visiva, ha bisogno d'essere integrata, d'essere compresa".
Ciò con cui la rappresentazione visiva va integrata è l'immagine della
realtà alla quale facciamo inevitabilmente riferimento quando
guardiamo un'opera d'arte, una realtà irriproducibile nella sua
oggettività, sempre ambigua, comunque venga raffigurata, con una
sua componente di virtualità che viene decodificata ed interpretata
attraverso l'immaginazione ed il potere creativo della mente.
L'esperienza personale ed il vissuto individuale, il patrimonio culturale e
mnemonico di ognuno di noi, diverso per ognuno di noi, rendono unica e soggettiva
la interpretazione e la fruizione dell'opera d'arte, come già altrove
osservato.
In questi termini, l'arte visiva è un fenomeno che coinvolge l' "homo videns" e che non richiede nè può avere spiegazioni integrative dall' "homo sapiens": ogni opera d'arte riflette una diversa visione del mondo, sia perché ogni artista vive ed esprime una sua personale concezione ed interpretazione della realtà, sia perchè lo spettatore, il destinatario del messaggio estetico chiamato a "leggerlo" o meglio a "guardarlo", ricrea l'opera nel momento in cui la osserva e realizza una sinergia tra la visione del mondo che l'artista ha espresso nell'opera ed il suo mondo interiore, la sua cultura, la sua sensibilità, la sua capacità immaginativa ed interpretativa in modo del tutto soggettivo.
Voglio dire che il concetto di "conoscenza" del mondo dell'
"homo sapiens" e di "visione" del mondo dell' "homo
videns" non sono poi così distanti, l'ideale sarebbe che questo
argomento così interessante e complesso venisse affrontato con metodo
interdisciplinare.
E forse si potrà scoprire che proprio nell'arte è il germe di
quello che Sartori chiama, con qualche timore, il post-pensiero, un linguaggio
che integra concetto astratto e visione, percezione visiva ed intelligenza cognitiva,
l'artista, il tecnico, il filosofo, lo scienziato, l'uomo nella sua più
perfetta complessità.