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By Arte moderna di arch. Vilma Torselli
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Arte moderna di arch. Vilma Torselli guida dal 20-05-2002
Ognuno di noi costruisce in modo diverso "mappe" dello stesso territorio, la realtà che ci circonda
L'assurdità della figura, in questo caso, risiede nella sua interpretazione, e Richard Gregory ha dimostrato come tre sbarre a due a due perpendicolari (ovviamente formanti non un triangolo chiuso, ma una figura aperta) possano sembrare un triangolo impossibile, se osservate da un particolare punto di vista.
Il grafico olandese
Maurits Cornelis Escher, acuto indagatore delle singolarissime possibilità
che si nascondono nella struttura dello spazio,fu un geniale inventore di paradossi
visivi, come nella litografia "Waterfall", opera nella quale utilizza il triangolo
di Penrose per ben tre volte consecutive nella rappresentazione di un canale,
che sembra localmente in piano, mentre le colonne della struttura che attraversa
lo fanno sembrare su piani diversi e in salita: si crea così l'impressione paradossale,
l'illusione ottica di un moto perpetuo dell'acqua che scorre all'insù, contro
ogni regola dell'esperienza comune, infrangendo le leggi gravitazionali.
E' la riprova di come le percezioni sensoriali ricevute, in contrasto
con le le leggi fisiche della costruzione tridimensionale, non possano essere
corrette dall'intelletto, dato che si basano su moduli cerebrali che agiscono
in modo indipendente l'uno dall'altro, quindi non relazionabili e di come la
geometria e le sue regole applicate al disegno ci permettano di rappresentare
quello che vediamo in modo tale che il cervello lo ritenga simile alla realtà.
Talvolta, come si vede, questo metodo consente anche di ingannare il cervello
a cui l'occhio comunica percezioni falsate e di rappresentare oggetti o spazi
in false prospettive, rendendo possibile la rappresentazione dell'impossibile,
ma in definitiva gli occhi non sempre ne hanno colpa: è il cervello che imbroglia
se stesso, abituato com’è a interpretare tutto ciò che vede e quando
deve scegliere tra i suoi preconcetti, peraltro in gran parte suffragati dall'esperienza,
e la realtà, preferisce salvare i primi e scartare la realtà.
Scrive Maria
Teresa Tuccio, docente di fisica per scienze biologiche: "La percezione
é una simulazione ricostruttiva generata dal cervello, sotto il controllo di
una determinante genetica, delle interazioni tra noi e l’ambiente materiale
che ci circonda e in base alle nostre conoscenze e alle nostre esperienze precedenti:
cio' che e' percepito e' diverso dall'oggetto esterno che rappresenta. Con una
bella espressione della Programmazione NeuroLinguistica possiamo dire: la
mappa non e' il territorio, e ognuno di noi costruisce mappe diverse dello
stesso territorio e anche mappe diverse da momento a momento, in base al nostro
grado di attenzione, ai nostri bisogni, alle nostre motivazioni."
E' proprio nella sostanziale indeterminazione della visione, della percezione e della ricostruzione della realtà che prende vita l'affascinante mondo dell'inganno dei sensi, dell'illusione ottica, del paradosso visivo, al quale tante volte l'arte si è ispirata.