A cura di arch. Vilma Torselli
Pubblicato il 26/08/2002
Violento gestualismo orientalizzante in una personale versione dell'action painting, primo movimento pittorico autenticamente americano

Franz Kline, "Painting n 7", oil on canvas, 204x270
Con Jackson Pollock, Willem de Kooning, Mark Rothko, Franz Kline è stato protagonista di una stagione epocale, quella della ribellione astrattista, che segna il "rinascimento" dell'arte americana.
Fino alla vigilia della seconda guerra mondiale, l'epicentro del mondo artistico è a Parigi, indiscussa capitale dell'arte, poi, mentre il Nazismo conduce l''Europa in un baratro senza ritorno, l'America, proprio grazie alla guerra, esce dalla crisi economica ed accoglie generosamente i profughi in fuga dall'Europa sconvolta, tanto che in poco tempo a Manhattan si concentrano le famiglie più ricche del mondo.
In un generalizzato clima di ripresa economica, sociale, culturale, si assiste per la prima volta alla nascita di un movimento pittorico americano, anche se i suoi protagonisti provengono per la maggior parte dall'Europa, da cui si muovono in blocco i surrealisti, o sono originari del vecchio continente: in futuro, sempre gli espressionisti astratti americani cercheranno di accreditare al loro movimento una matrice strettamente americana, alla ricerca dell'affermazione di radici culturali autonome.
La corrente informale negli USA è rappresentata soprattutto dalla cosiddetta “New York School”, di cui Pollock, De Kooning e Franz Kline rappresentano la componente gestuale ed espressionista, che si esprime nella tecnica dell'action painting, mentre ha invece scarso seguito la corrente materica dell'informale, che sostanzialmente resta connotata come fenomeno tipicamente europeo.
La pittura gestuale, che traduce in immagine la foga creativa che passa attraverso il braccio e il pennello del pittore, pittura immediata e irruente, di forte impatto, è per Kline mezzo per esprimere una poetica personale, nell'ambito dell'action painting, a metà strada tra una interiorità di tipo zen ed un'aggressività di tipo espressionista: le ampie e marcate sciabolate che attraversano le grandi tele, l'ascetico cromatismo quasi sempre incentrato sul bianco e nero, la prorompente energia del segno calligrafico, che richiama l'ideogramma orientale, sono tutti elementi tipici di questo artista e ben evidenti nell'opera proposta.
Edward Lucie-Smith individua invece l'origine del "violento gestualismo orientalizzante" di Kline nella sua attività di disegnatore, in virtù della quale egli avrebbe desunto la sua ispirazione dalle costruzioni e dalle impalcature di ferrovie e ponti del paesaggio urbano metropolitano newyorkese, caratterizzato da vasti spazi attraversati da strutture dinamiche di grande tensione: al di là di ogni interpretazione, ciò che importa è che ne scaturisce come risultato, ben espresso nel quadro in esame, una personale versione dell'action painting, dilatata e macroscopizzata, suggestiva, intensa e possente.
Il critico Robert Goldwater definisce la pittura di Kline "la registrazione spontanea e senza ritocchi di uno stato d'animo impulsivo, annotato con larghe, confidenti pennellate", compiendo poi un'osservazione che induce ad una più approfondita riflessione sui quadri di questo artista: "Solo pochi di essi sono stati eseguiti di getto. Molte di quelle larghe pennellate direzionali, la cui forza sembra il prodotto di un singolo gesto ispirato, furono in realtà dipinte con piccoli colpi di pennello; spesso un intero quadro smisurato ha il suo modello in uno degli innumerevoli piccoli schizzi di Kline."
Qualunque sia la genesi dell'opera di Kline, appare evidente che quello che egli ha urgenza di comunicare è un sentimento di sè così pervasivo, così marcato da un bisogno di espansività fisica, che il sentimento interiore, espresso dalla minuziosa ricerca nei piccoli studi per i suoi quadri, passa in secondo piano: quella di Kline è la struttura di un discorso coerente, potente e dinamico, che richiama alla mente una definizione di Irving Sandler, autore di un famoso libro sull'Espressionismo astratto americano, su questo tipo di pittura: "un'espansiva trama di forze, sospese di fronte alla superficie passiva della tela".
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