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Un quadro alla settimana

Willem de Kooning - "Woman I" - parte I

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 14/09/2002

Figurativismo ed astrattismo nel più europeo degli espressionisti americani

Willem de Kooning, "Woman I", 1950/52, 192.7x147,3

"Tutta la pittura è illusione. Il disegno di un volto non è il volto. E' il disegno di un volto". (Willem De Kooning)

Willem de Kooning, nato in Olanda e giunto negli Stati Uniti nel 1926 già adulto, rimane il più europeo dei pittori dell'Espressionismo astratto, quello nel quale è più rintracciabile la matrice espressionista storica del movimento americano.
Artista culturalmente preparato e di spirito irrequieto, de Kooning fu attivo in una grande quantità di generi pittorici, dalla figura al nudo femminile, nei quali in genere permane il ricordo della raffigurazione, ad una nutrita serie di paesaggi al limite dell'astrattismo totale.

Con Pollock e gli altri action painters come Kline, Motherwell, Francis, Gottlieb, de Kooning frequenta a New York la cerchia del musicista John Cage, che come gli espressionisti in pittura, porta avanti un suo discorso musicale sull'idea dell'indeterminazione dei parametri di riferimento e la scissione di ogni rapporto con la concezione formale classica della musica occidentale, sviluppando un tipo di musica che, pur essendo scritta, abbia anche caratteri di estemporaneità ed improvvisazione.

Convinto sostenitore dell'astrattismo e dell'action painting, de Kooning attribuisce a Pollock il merito di aver "rotto il ghiacco", dimostrando che era possibile "andare fino in fondo" e far accettare dall'ambiente artistico e sociale di tutto il mondo il radicale cambiamento rappresentato dall'Espressionismo astratto americano, mettendo definitivamente da parte il primato delle avanguardie europee.
Si tratta di un atteggiamento tipico del movimento espressionista americano, che ha sempre cercato di rivendicare poteri e radici autonomi, rappresentando in effetti, questo movimento,uno spartiacque tra il precedente primato europeo e l'affermarsi di New York come centro del mondo artistico.
Tuttavia molti fra gli artisti americani, fra l'altro quasi tutti di origine europea, non negarono mai la loro derivazione culturale dall'Europa, come lo stesso Pollock, affascinato dal Cubismo e dal Surrealismo, dal quale mutuò molti caratteri della sua poetica dell'inconscio.

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