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By Arte moderna di arch. Vilma Torselli
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Arte moderna di arch. Vilma Torselli guida dal 20-05-2002
L'entusiasmo e le angosce legate allo sviluppo della scienza e della fisica nucleare
"L'universo è buio: noi speriamo, invece, che l'infinito sia azzurro, sia questo cielo di luce pulita senza nuvole, senza confini". (Gianni Dova)
Il Movimento Nucleare viene fondato a Milano nel 1951, ad opera
di Enrico Baj e Sergio Dangelo, ed il "Manifesto programmatico della Pittura
Nucleare" viene in seguito pubblicato a Bruxelles, con la successiva adesione
di Gianni Dova e poi Bertini, Colomba, Mariani, Preda, Tullier.
La suggestione dell'epoca nucleare aveva già in passato interessato altri
artisti per lo più solitari, dal movimento definito Eaismo ad
opera del livornese Voltolino Fontani al periodo nucleare o atomico di Salvador
Dalì, ma senza strutturarsi teoricamente come invece fà il gruppo
milanese, che fonda la sua rivista "Il gesto" ed organizza
la sua prima collettiva alla sede degli "Amici della Francia" a Milano.
Nella scia delle teorie atomiche ed einsteiniane, dei progressi scientifici
nel campo della fisica e dello studio della materia e dell'energia, i
pittori nucleari realizzano opere per lo più astratte o informali, dalle
forme vorticose, a spirali, che vogliono rappresentare lo spazio cosmico
impregnato di energia, a colori vivaci ed incandescenti, intensi, inusuali,
in una interpretazione poetica dell'esplosione nucleare della materia: ancora
una volta, vengono messi in discussione i principi tradizionali del dipingere,
la forzata razionalizzazione e geometrizzazione dell'arte, la prevalenza della
linea e dell'angolo retto, davanti alla dimostrata esistenza di fenomeni della
realtà al di fuori delle possibilità percettive dell'uomo.
E' l'inebriante scoperta di un mondo invisibile, fatto di radiazioni
cosmiche, di onde magnetiche, di universi alieni, mai prima di allora rappresentati.
Formalmente, nel nucleare convergono elementi surrealisti, simbolisti, dadaisti,
espressionisti gestuali, riecheggiati anche nei "concetti spaziali"
di Lucio Fontana e dei pittori dello Spazialismo.
In realtà i pittori nucleari finiranno per esprimere anche le proprie
nevrosi e le vane aspirazioni ad una rappresentazione di ciò che non
si può rappresentare, giungendo generalmente a posizioni critiche nei
confronti di un mondo sostanzialmente ingovernabile ed inconoscibile, pericolosamente
in bilico su un imminente disastro nucleare.