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Cubismo

Il Cubismo e lo sviluppo dell'arte moderna - parte II

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 15/12/2002

Rappresentazione da più punti di vista di una realtà che ha nella staticità il suo limite maggiore

Robert Delaunay, "Champ de Mars: La torre rossa" - 1911-1923
olio su tela - 160,7 x 128,6 cm

La componente statica di tante opere cubiste di Picasso o Braque fu fin dall'inizio recepita come un limite da artisti dello stesso movimento e probabilmente le esplorazioni di Robert Delaunay verso nuove soluzioni cromatiche e dinamiche, che lo renderanno il personaggio più rappresentativo dell'Orfismo, denunciano proprio i limiti della poetica cubista, mentre lo stesso Léger, ammiratore di Delaunay e aderente al Cubismo di Picasso, se ne discosta in seguito proprio anche per sfuggire ad un ripiegamento in senso classicista che si può invece ravvisare in certa produzione di Picasso degli anni venti.

La fondamentale innovazione del Cubismo fu quella di scartare l'uso della prospettiva tradizionalmente intesa, e con esso ogni pretesa di rappresentare illusionisticamente una realtà tridimensionale, per mostrare le possibilità della rappresentazione da punti di vista diversi di una realtà statica fermata nella sua complessità e tradotta in termini non realistici ma razionali, non naturalistici ma logici e "possibili", idealizzazione di un mondo fenomenico riorganizzato dall'attività intellettuale e sintetizzato in linguaggio artistico.

In questo senso si può dire che molti movimenti del '900, seppure in termini diversi, aspirino allo stesso risultato, quello di giungere ad una rappresentazione tutto sommato soggettiva del mondo: così fanno il Simbolismo, il Surrealismo ed in genere tutti i movimenti non naturalistici o antinaturalistici, compreso l'Espressionismo ed anche il tanto contestato Impressionismo, nel quale, loro malgrado tutte le avanguardie artistiche hanno le radici.

Oggettivamente si può forse dire addirittura che il Cubismo ebbe meno di altri movimenti influenza sui successivi sviluppi dell'arte moderna, soprattutto di quella americana, derivata sostanzialmente dal Surrealismo, dal Dadaismo e dall'Astrattismo europei, per procedere poi in direzioni del tutto differenti, pur senza negare minimamente il valore delle opere migliori del Cubismo e dei suoi rappresentanti.

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