A cura di arch. Vilma Torselli
Pubblicato il 14/12/2003
Le macchie di inchiostro del test di Rorschach e l'arte astratta, due linguaggi figurativi per svelare l'inconscio, con sorprendenti analogie
| "Ci deve essere una certa soglia al di la' della quale la percezione, l'assimilazione senza coscienza dello sforzo assimilativo, diventa interpretazione". (Hermann Rorscharch) | |||
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"Qual è il più famoso strumento di valutazione psicologica? Probabilmente il test di Rorschach, all'incrocio tra le strade del mito, della scienza e dell'arte. Le sue figure inquietanti affascinano". (Roberto Casati) | ||
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Hermann Rorschach (1884-1922), psichiatra svizzero appassionato di pittura, è l'inventore di un test diagnostico detto "Test delle macchie di inchiostro" (1921), in cui vengono sottoposte all'osservatore figure indefinite e simmetriche ottenute dalla piegatura di un foglio di carta su cui è stata deposta una certa quantità di inchiostro (sono 10 le tavole oggi utilizzate per l'analisi), richiedendo al soggetto una interpretazione del significato delle figure casualmente derivate da quest'operazione. Ho introdotto l'argomento, anche se non è strettamente attinente all'arte moderna, perché la strada che Rorschach traccia per legare l'immagine alla psiche è analoga a quella che percorre l'arte visiva, parte dalla funzione percettiva e giunge all'individuazione delle caratteristiche psichiche del soggetto, che nel caso dell'arte è rappresentato sia dal fruitore che dall'autore dell'opera (come ci ha insegnato Freud): il livello evolutivo ed i meccanismi inconsci individuali, caratterizzati da un ampio margine di variabilità dipendenti dalle caratteristiche psico-fisiche, dall'esperienza personale e dal vissuto individuale, dal patrimonio culturale e mnemonico di ognuno di noi, diverso per ognuno di noi, inducono un aggiustamento della percezione su parametri soggettivi, addivenendo ad una lettura soggettiva della visione artistica. | |||
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Anche Rorschach, si potrebbe dire con una semplificazione certamente eccessiva ma imposta dai limiti del mio argomento specifico, guarda delle macchie e vede l'inconscio, proprio come fa l'Astrattismo o l'Informale, o come fa il Surrealismo, che aspira ad indagare il mondo metafisico, e così molti altri movimenti moderni e contemporanei, con una tensione a "guardare oltre" che rappresenta il mezzo per conquistare la libertà dal controllo della ragione, dalla tirannia dell'iconicità, dal condizionamento del reale. ..... continua >>>>> | ||