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By Arte moderna di arch. Vilma Torselli
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Arte moderna di arch. Vilma Torselli guida dal 20-05-2002
Un gruppo di artisti di indirizzo astratto, per un'arte slegata sia dalla figurazione che dall'astrazione postcubista, alla ricerca di un linguaggio pittorico comune
Il critico d'arte Lionello
Venturi, nel 1952 dà l'impulso alla formazione di un gruppo artistico
che verrà nominato "Gruppo degli otto", costituito
da Birolli, Corpora, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova, Afro e Moreni : si
tratta di artisti con un comune indirizzo astratto, per un'arte
slegata sia dalla figurazione vera e propria sia dall'astrazione che ne avevano
elaborato le correnti postcubiste, prediligendo il richiamo all'Orfismo
ed ad un lirismo di impronta naturalistica con particolare attenzione alle avanguardie
francesi, senza dimenticare l'esperienza impressionista, un linguaggio complesso
per il quale Venturi conia il termine astrattismo-concreto.
Va detto che a partire dal '45, periodo dell'euforismo postbellico, l'Italia
vive un periodo di particolare libertà espressiva e
di grande curiosità intellettuale verso la cultura europea, preclusa
negli anni precedenti per motivi politici, e, in un clima di particolare fermento,
due sono le tendenze predominanti che si affermano nelle arti visive: da una
parte il filone astrattista che culminerà nella costituzione
del "Gruppo degli otto", dall'altra un filone neoespressionista-
neorealista che sfocerà nel Fronte
Nuovo delle Arti (il manifesto è del '42), dove si cercherà
una conciliazione con le istanze astrattiste attraverso una elaborazione della
forma in chiave neocubista (ciò che fa per esempio Guttuso).
Gli artisti di indirizzo più spiccatamente astratto confluiranno, dopo
la scissione del "Fronte Nuovo", nel "Gruppo degli otto",
a sua volta disperso a metà degli anni '50 per la divergenza dei linguaggi
dei vari componenti, tutte personalità forti ed impegnate, inadatte a
sottomettersi ad un programma unitario: infatti ciascuno di loro porterà
avanti una personale ed originale ricerca formale, recependo il nuovo messaggio
europeo dell'Informale
materico, dell'astrattismo americano o dell'action
painting, secondo le proprie individuali propensioni umane e culturali.
Ciò che resta in comune e che è generalizzabile a tutta la pittura
astratta, è la connessione tra impegno artistico e impegno morale, l'identificazione
tra estetica ed etica, perseguita attraverso
un linguaggio artistico rivoluzionario che, forse utopisticamente, vuole contribuire
a migliorare la condizione sociale e morale dell'umanità.
Pur avendo avuto questo movimento una vita relativamente breve, durata pochi
anni, ha un suo ben preciso significato storico nel rapporto con le grandi correnti
astrattiste mondiali, testimoniando l'apertura e la ricettività della
cultura italiana verso il neoplasticismo di "De
Stijl" e l'Espressionismo
astratto americano, dei quali tuttavia rifiuta l'idealismo metafisico e
la furia irrazionale, nella ricerca di un linguaggio che non cancelli le originarie
radici culturali.
Scrive Lionello Venturi:" Si tratta anche in Italia di accordarsi su
un linguaggio comune, in cui ciascuna personalità metta
il suo accento individuale. Costituire un linguaggio pittorico comune, ecco
il problema essenziale del gusto odierno ".
Fu un tentativo vano, ciascuno del gruppo finì per esprimersi
in toni talmente soggettivi e personali da non essere assimilabile ad alcun
altro, Emilio
Vedova e Afro
Basaldella, capisaldi dell'astrattismo italiano, parlano probabilmente il
linguaggio più alto e universale, seppure in una personale declinazione
che li pone fuori da ogni gruppo, e fuori dal coro.