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By Arte moderna di arch. Vilma Torselli
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Arte moderna di arch. Vilma Torselli guida dal 20-05-2002
I temi del volo, degli aerei e dello spazio alla base di una corrente dell'ultimo Futurismo, ispirata al mito della macchina e della velocità, con un'impronta tecnicistica che ne ridimensiona in parte il contenuto artistico.
Inquadrabile come una particolare tendenza dell'ultimo Futurismo, l'Aeropittura esordisce nel febbraio 1931con la "Prima Mostra di Aeropittura - Omaggio futurista ai trasvolatori", tenuta alla Camerata degli Artisti in Piazza di Spagna, che raggruppa per la prima volta cinquanta aeropitture di dodici artisti aeropittori ed emana poi un suo "Manifesto", sottoscritto da Balla, Benedetta Cappa, moglie di Marinetti, lo stesso Marinetti, Depero, Dottori, Fillia, Prampolini, Somenzi e Tato, nel quale traccia le linee programmatiche di quella che, sul "Giornale della Domenica"del 1° gennaio del 1931, viene definita pretenziosamente una nuova arte italiana.
Già nel '29 Fedele Azari (o "Dinamo") aviatore ed artista futurista, aveva creato un "dizionario aereo", assieme a Marinetti, mentore della nuova tendenza, ed opere di aeropittura erano già state realizzate a partire dal 1918 per mano di alcuni artisti quali Osvaldo Peruzzi, Nevinson, Fedele Azari, Luigi Colombo, Pippo Oriani, Nino Costa, per giugere alla Biennale di Venezia del 1926, in cui l'aeropittura aveva assunto i caratteri formali che le sarebbero restati propri, sintetizzati in quel "dinamismo-plastico" ispirato al mito della macchina e della velocità che sta alla base del Futurismo in generale.
L'aeropittura è un particolare tipo di rappresentazione pittorica che, con l’imporsi dell'aviazione in Italia, si ispira al volo, del quale vuole esprimere le sensazioni dinamiche, ed all'aeronautica: genere nato in un momento storico pervaso da un diffuso entusiasmo per le moderne conquiste della tecnica, è un'arte che si esprime secondo modalità e parametri codificati, di ispirazione modernista con chiara matrice futurista e con un'impronta tecnicistica che ne ridimensiona in parte il contenuto artistico.
Gli artisti di questa corrente sono giovani, ribelli e provocatori che così concludono il loro manifesto: "Ecco le nostre conclusioni recise: 1- Distruggere il culto del passato, l'ossessione dell'antico, il pedantismo ed il formalismo accademico. 2- Disprezzare profondamente ogni forma d'imitazione. 3- Esaltare ogni forma di originalità anche se temeraria, anche se violentissima. 4- Trarre coraggio ed orgoglio dalla facile traccia di pazzia con cui si sferzano e s'imbavagliano gl'innovatori. 5- Considerare i critici d'arte come inutili e dannosi. 6- Ribellarci contro la tirannia delle parole: ARMONIA E BUON GUSTO, espressioni troppo elastiche. 7- Spazzar via dal campo ideale dell'arte tutti i motivi, tutti i soggetti già sfruttati. 8- Rendere e magnificare la vita odierna, incessante e tumultuosamente trasformata dalla scienza vittoriosa.
Siano sepolti i morti dalle più profonde viscere della terra! Sia sgombra di mummie la soglia del futuro! Largo ai giovani, ai violenti, ai temerari!"
I soggetti maggiormente rappresentati si ispirano quindi al mito aviatorio, al volo, agli aerei, allo spazio, con significativi titoli quali "Trittico della velocità", di Gerardo Dottori, "Spiritualità dell’aviatore" e "Mistero aereo" di Luigi Colombo (Fillia), "Conquista dello spazio" di Pippo Oriani e "Quota 2000" di Nino Costa, sviluppando una notevole varietà di accenti espressivi, dalle intuizioni spaziali di Prampolini, vagamente surreali, allo spiritualismo di Benedetta Cappa e Dottori, al realismo documentaristico di Tato.
A conclusione della parabola futurista, l'aeropittura pare superare la stagione prettamente tecnicistica e meccanica sconfinando verso una sorta di poetica spaziale, con elementi onirici.
Come accade per il Futurismo, l'aeropittura diviene ben presto, nelle mani del consolidato regime fascista, un mezzo propagandistico per illustrare e documentare scene di guerra, combattimenti aerei, bombardamenti, con un sempre più netto realismo della rappresentazione, perdendo ogni connotazione culturale a favore di intenti dottrinali e celebrativi che, in concomitanza alla morte di Marinetti, decreteranno la fine del movimento.