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Il concetto di arte moderna

Milano - I bambini impiccati di Maurizio Cattelan

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 09/05/2004

Un'opera choc di un artista concettuale sconvolge i passanti milanesi

Giovedì 6 maggio 2004 la monumentale piazza XXIV Maggio di Milano, luogo evocativo di uno storico passato cittadino, ha ospitato, tra le sgomente reazioni della maggior parte dei passanti, l’ultima, provocatoria opera choc di Maurizio Cattelan, realizzata per la committenza della Fondazione Nicola Trussardi ed esposta su autorizzazione di tutte le competenti autorità comunali.

Si tratta di tre manichini di plastica, raffiguranti dei bimbi, impiccati ad un albero, una grande quercia, della piazza cittadina, un’immagine cruda di grande impatto emotivo ed enorme risonanza psicologica che ha sconvolto e sdegnato uno degli spettatori al punto da indurlo ad arrampicarsi e staccare i bambocci dal ramo, concludendo poi la sua missione con una rovinosa caduta che lo ha portato in fin di vita.

L’installazione en plein air, a proposito della quale Vittorio Sgarbi dichiara: ''Impedire l'esposizione dell'opera di Maurizio Cattelan e' un atto razzista'', è la messa in scena del disagio di tanti giovani, schiacciati dalle contraddizioni di una contemporaneità disincantata nella quale faticano a trovare un loro spazio, è la concretizzazione delle paure del terzo millennio, è un racconto amaro sull’infanzia urbana, è, nelle dichiarazioni degli organizzatori l'epilogo di una favola che trova i suoi precedenti tanto nelle incisioni di Goya quanto in antichi rituali popolari”.
Il Consiglio Comunale di Milano si è spaccato tra oppositori e sostenitori dell'opera, Il sindaco Albertini sorpreso dalla reazione "becera" dei milanesi, continua a difendere la libertà di espressione di ogni forma d'arte, le associazioni dei genitori sono insorte a protezione dei loro figli che possono venir choccati da una simile esibizione, il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, filosofi, opinionisti e tuttologi dicono la loro.......

Turbare le coscienze, far discutere, sollevare problemi, suscitare forti emozioni: se questo era lo scopo, mi pare raggiunto.

La reazione generale rappresenta l'ennesima occasione per rilevare la frattura profonda tra l'arte contemporanea e la società, tra artista e pubblico, tra i quali pare si sia interrotto ogni dialogo. Severino Salvemini, che dichiara tra l'altro "......ben vengano le installazioni di Cattelan e ben vengano le occasioni di discussione e di confronto.....", titola sul Corriere della Sera di sabato 8 maggio: "Una provocazione che andava spiegata".

Personalmente penso che sia stato un bene non esercitare alcuna censura su quanto esposto e che la provocazione "spiegata" avrebbe perso molto del suo potere provocatorio, convinta come sono che l’arte (ma forse in questa breve parola sta il punto debole di tutto il discorso) non debba essere necessariamente a contenuto “morale” (nel senso più tradizionale del termine).
Ne è convinto, mi pare, anche Cattelan, che non si preoccupa più di tanto di spiegare le motivazioni della sua opera, lasciando agli osservatori le reazioni e le scoperte.

A me pare che, al di là di ogni polemica, si tratti di un’opera che non può che giovare ai bambini, se ci costringe a guardarli violati e impiccati come ce li mostra Cattelan, a riflettere sulle responsabilità e le colpe che la nostra società ha nei loro confronti, a sdegnarci davanti alla loro sofferenza, anche se per farlo dobbiamo vederli, indifesi, rassegnati e quasi stupiti appesi ad un albero di piazza XXIV Maggio a Milano.

Guardarli in faccia, senza arrampicarci sul ramo per eliminare una vista insostenibile, può voler dire prendere coscienza dei nostri reali sensi di colpa, soffrendone quanto è necessario e giusto.

Le Vostre Opinioni

Cosa ne pensi...

Opinione postata il 2008-03-30 23:05:46
una tremenda falta de enxada !!!
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