A cura di arch. Vilma Torselli
Pubblicato il 19/06/2004
Il cubismo espressionista di un gruppo di artisti cechi che superano i modelli avanguardisti europei per un linguaggio radicato nella cultura spiritualista della loro nazione
Il Gruppo Manes identifica una associazione di artisti della Repubblica Cecoslovacca che diventa ben presto uno dei più importanti movimenti del paese nel periodo fra le due guerre, assecondato dal favorevole clima politico, aperto e democratico (l'Europa era invece in gran parte dominata da regimi totalitari), nel quale gli artisti hanno la possibilità di attuare in completa libertà un rinnovamento culturale tra i più intensi del '900.
Se fino ad allora l'arte ceca aveva fatto propri i modelli dei grandi movimenti europei, dapprima l'impressionismo e la sua tradizione coloristica e naturalistica, poi il Surrealismo, l'Espressionismo e soprattutto il Cubismo, per il quale si entusiasmarono molti giovani artisti (non a caso a Praga è stato inaugurato nel 2003 un "Museo del Cubismo" dedicato ai molti artisti cechi di questa tendenza), in questo periodo si struttura un linguaggio nuovo, in culturale continuità sia con precedenti esperienze nazionali dei primi anni del secolo, sia con i movimenti astrattisti europei dei primi decenni del '900, eredità raccolta anche dall'italiano Gruppo degli otto con il quale il Manes ha ideali affinità.
Principale rappresentante del Gruppo Manes è Emil Filla (1882-1953), pittore, grafico, scultore influenzato dal Cubismo, come altri artisti cechi quali Kupka, Kubista, Capek, artista di aspirazione europeista che compie i suoi studi a Vienna, soggiorna a Parigi, dove conosce Picasso, Braque, Gris, Chagall, Apollinaire, abita nei Paesi Bassi, a contatto con van Doesburg e Mondrian, dove collabora alla prima edizione di "De Stijl": personalità carismatica di grande spessore morale, Filla coagula attorno a sé il Gruppo comprendente Vaclav Spak, Rudolf Kremlicka, Bohumil Kubista, quest'ultimo anche aderente all'espressionista Die Brücke.
Fondato ufficialmente nel 1909, il Gruppo Manes subisce occasionali interruzioni organizzative forzate, a causa delle vicissitudini di Filla, la cui vita fu piuttosto movimentata, per giungere definitivamente a scioglimento nel 1951.
Nonostante il respiro internazionale e l'apertura mentale all'Europa di tutti gli artisti del Gruppo Manes, in un linguaggio di derivazione soprattutto cubista, la produzione rimane sostanzialmente ed autenticamente ceca sia nel contenuto spirituale sia per una visione dinamica dell'immagine, non indifferente alle istanze futuriste, che attuano una sorta di cubismo espressionista, sintesi tra le ricerche di scomposizione della forma delle avanguardie europee ed una percezione drammatica di stampo espressionista della vita dell'uomo e dell'artista, che non può sottrarsi ad un superiore dovere creativo ed esprimersi in nome dell'umanità tutta, come vuol intendere Emil Filla quando dice: "L'arte è il significato dell'universo, anche se l'impresa è soltanto umana".

Emil Filla, 1916