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By Arte moderna di arch. Vilma Torselli
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Arte moderna di arch. Vilma Torselli guida dal 20-05-2002

La scuola di Pont-Aven

Una corrente che inventa un sicuro ed innovativo linguaggio, antinaturalistico, antirealistico e simbolista, per uscire dalle secche dell'Impressionismo


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Paul Gauguin, La vision après le sermon, 1888
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La Scuola di Pont-Aven, così detta perchè ospitata dall'omonima località della Cornovaglia orientale, si sviluppa negli anni 1886/94, attorno alla personalità carismatica di Paul Gauguin, giunto in quei luoghi attorno al 1885 di ritorno da un suo soggiorno in Danimarca.
La località bretone, pervasa da una cultura ancora arcaica e primitiva, è particolarmente consona allo spirito del piccolo sodalizio, mosso da istanze di rinnovamento e di purezza che solo l'abbandono di un presente dalla carica ispirativa ormai esaurita può appagare.
Fanno parte del gruppo Charles Laval, Maurice Denis, Ernest de Chamaillard e Emile Bernard, che ha con Gauguin un rapporto privilegiato in virtù del comune interesse per la grafica giapponese, che grazie ai moderni mezzi di riproduzione iniziava ad essere conosciuta in occidente, e la tecnica cloisonné, impiegata per la realizzazione delle vetrate artistiche, specie gotiche, legata ad una particolare concezione della forma e della bidimensionalità della pittura: un celebre dipinto di Gauguin , "Vision après le sermon", del 1888, sintetizza con un vero colpo d'ala i punti essenziali del movimento, di cui Bernard può considerarsi il timido antesignano, e traccia con sicuro ed innovativo linguaggio la via per uscire dalle secche dell'Impressionismo, che aveva ormai dato tutto il possibile.

Proprio per reazione allo stile enfaticamente descrittivo dell'Impressionismo, alla componente empatica di una pittura ispirata all'osservazione della natura, che resta fondamentalmete il principale modello da copiare, seppure con numerose varianti interpretative, la Scuola di Pont-Aven persegue un risultato antinaturalistico, avulso dalle leggi della mimesi e della prospettiva, anche se la profondità spaziale viene comunque resa attraverso elementi in decrescente scala dimensionale, una visione della realtà soggettiva della quale l'artista coglie i significati simbolici, allegorici, metaforici: sono stretti i legami con il più vasto movimento simbolista nato in Francia all'inizio del decennio, destinato a divenire la tendenza dominante dell’arte europea dopo l’Impressionismo, che predica la necessità di abbandonare la logica e le correnti regole dell'osservazione e della percezione a beneficio di un messaggio conciso e simbolico, di estrema sintesi linguistica (il Simbolismo viene detto anche Sintetismo).

Le campiture piatte di colore puro e omogeneo,  prive di sfumature e senza alcun effetto volumetrico, il contorno netto della forma inquadrata da una precisa traccia nera che imita il piombo delle vetrate medioevali, la preoccupazione decorativistica e non contenutistica di stilizzate rappresentazioni cariche di significati simbolici al di fuori della logica narrativa sono le premesse sviluppate dalla Scuola di Pont-Aven che confluiscono nel movimento nabis, fondato nel 1888 e che ricompariranno lungo il corso del '900 in molti movimenti avanguardisti di ispirazione surrelista e metafisica.