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Arte e malattia

C'è un legame tra arte e malattia?

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 19/10/2005

La malattia serve all'artista?

L'arte è da sempre punto di incontro tra chi la produce e chi la fruisce, dimensione collettiva, terreno di scambio a valenza universale, totalità magmatica nella quale confluiscono molteplici esperienze individuali, indentità differenziate che nell'arte possono trovare  comuni matrici emozionali.

 

Se parliamo specificatamente di arte visiva, e per di più di arte moderna, poichè " il linguaggio delle immagini, data la sua natura di linguaggio analogico, si presta meglio ad esplorare, o a comunicare, con l’inconscio delle persone.... " (Francesco Morante, Novecento), e l'arte moderna ha scelto proprio di farsi  mezzo di indagine e di manifestazione dell'inconscio, si può ipotizzare come lo stato di salute, inteso come benessere psicofisico in continuo equilibrio dinamico, o al contrario di malattia, entrambi determinanti dello stato interiore individuale, possano influenzare la possibilità, la capacità e la modalità di espletare un'attività creativa, nel caso specifico legata alla produzione di immagini.

 

Ma esiste un  legame di interdipendenza tra malattia e creatività artistica,  una correlazione diretta che possa farci affermare che la malattia, e di conseguenza la sofferenza fisico-psichica che l'accompagnano, siano  condizione non sufficiente ma forse necessaria per la libera espressione delle potenzialità creative di un artista, possano essere elemento scatenante di un processo creativo destinato altrimenti a restare inespresso?

 

"Di che cosa abbiamo bisogno per produrre, secondo le nostre capacità, un’opera artistica o scientifica d’alto valore estetico e di forte impatto?": questa la domanda che si pone Luca Francesco Ticini, neurobiologo, vicepresidente fondatore del Comitato per la promozione delle neuroscienze di Trieste, membro dell’Institute of Neuroesthetics di Londra e Berkeley e della Società italiana di neuroscienze, giungendo alla conclusione che alcune patologie possono influenzare in modo determinante sia la possibilità di estrinsecazione del potenziale creativo di un individuo, sia le modalità espressive secondo le quali egli lo materializza.

 

Invito a leggere sull'argomento l'articolo di Luca Francesco Ticini, "Elogio del dolore", sulle pagine del mensile d'arte Stilearte. 

Luca Francesco Ticini, che si occupa in particolare del binomio arte-neuroscienze,  ha scritto anche di Neuroestetica, di Neuroscienze, di Sinestetica ecc....

 

Nota biografica:

Luca Francesco Ticini, neurobiologo, è vicepresidente fondatore del Comitato per la Promozione delle Neuroscienze. È membro della Società Italiana di Neuroscienze e rappresentante dell'Institute of Neuroesthetics ­ Istituto di Neuroestetica di Londra (UK) e Berkeley (California). La passione per l'arte lo ha condotto al Wellcome Department of Cognitive Neurology (University College of London), per approfondire le relazioni fra le diverse espressioni artistiche e la fisiologia del cervello. Ticini ha tenuto seminari presso l'Università di Trieste, Istituti culturali e di divulgazione scientifica e presso l'Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria.È autore di numerosi articoli e saggi sui rapporti fra l'Arte e le Neuroscienze, nonché di testi critici per artisti e stilisti di fama. È ideatore e curatore della mostra itinerante 'Genialmente, l'arte del cervello'. L¹esposizione ha il supporto di Istituti scientifici internazionali, e nel comitato scientifico vi sono Semir Zeki, Manfredo Massironi e lo stilista Ottavio Missoni. Ticini ha inoltre ottenuto l'apprezzamento per l'originalità ed il valore scientifico dell'iniziativa dal Presidente della Repubblica Italiana.

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