La questione dello spazio pubblico in rapporto al fare artistico sta diventando un tema di grande rilevanza e questo evidentemente si deve non solo al fatto che gli operatori del settore (artisti, curatori, critici) si siano scoperti una vocazione pubblica o sociale – o, come si dice oggi, una social accountability -, ma anche all’ampiezza delle problematiche che ne sono implicate, che richiedono, per la loro complessità, un approccio multidisciplinare che va molto al di là di quello che può offrire il cosiddetto sistema dell’arte.
Il progetto Trans:it. Moving Cultures through Europe promosso dalla Fondazione Olivetti declina la questione delle tematiche del rapporto fra spazi urbani e arte su scala europea, fornendo nel contempo un’indispensabile piattaforma documentaria di analisi, interventi ed indagini sul campo che hanno impegnato artisti, curatori, istituzioni pubbliche e private ma soprattutto comunità sociali locali nell’esplorazione, nella ridefinizione e nel confronto di contesti urbani e suburbani differenti (1)
La questione, dunque, è ancora una volta l’uscire fuori dell’arte dai suoi luoghi deputati verso luoghi altri, ma soprattutto dire o forse meglio fare qualcosa su questi stessi luoghi. E si tratta di luoghi, per l’appunto, non comuni, la cui rilevanza è data non solo dalla staticità di retaggi storici, ma anche dalla velocità o comunque dalla fluidità dei processi di mutamento che li hanno investiti o li stanno investendo.
Se da Baudelaire in poi la città è diventata metafora del mondo moderno, ancor di più lo è oggi che i processi di ibridazione culturale (che riguardano tanto i linguaggi comunicativi quanto i soggetti comunicanti) hanno subito un’accelerazione improvvisa tale da trasformare l’idea stessa di identità umana. Così la civitas (comunità dotata di identità) si è trasformata in urbs (mero agglomerato di bisogni) ed a livello più vastamente culturale la tradizione (l’elemento coesivo-coercitivo della società) è stata sostituita dal traffico (ove la differenza viene riconosciuta sulla base di una più o meno conflittuale negoziazione).
Si torna quindi a parlare, ancora una volta, di mutamento sociale, rispetto al quale è lecito chiedersi se i consueti sistemi di riferimento culturali ed artistici di oggi siano ancora appropriati. La questione – lo si sarà capito - non è di poco conto, perché implica di fatto ridisegnare il ruolo dell’artista nella società non sulla base di modelli o teorie precostituite, ma sulla prassi empirica stessa, sempre fluida e per questo indocile alle definizioni.
Il problema, insomma, è ancora quello di capire cosa debba fare l’artista per la società in cui vive – dando per scontato che questo fare sia comunque, se non necessario, almeno auspicabile per il bene sociale. Negli anni Ottanta e Novanta ci era passato di mente, ora si tratta di riprendere le fila di un discorso interrotto.
(1) Il progetto Trans:it si articola in quattro produzioni: la mostra NowHere, presentata nell’ambito della LI Biennale di Venezia; il volume The (Un)common place. Arte, spazio pubblico ed estetica urbana in Europa, a cura di Bartolomeo Pietromarchi; il ciclo di documentari La comunità invisibile, Rovine per il Futuro, Città Fluide, che danno conto degli interventi svolti da operatori artistici in alcune città europee (nell’ordine: Parigi, Rotterdam, Amsterdam, Roma; Berlin Bucarest, Sofia, Belgrado; Atene, Istanbul, Cipro); il sito internet www.transiteurope.org, nel quale sono contenuti tutti i dati raccolti nel corso del progetto stesso.
Trans:it è un progetto di documentazione delle diverse pratiche di intervento artistico sul territorio in Europa che indagano la questione dello spazio pubblico, del suo significato e della sua definizione attraverso l’arte, la società, le politiche urbane e culturali. Come parte integrante del progetto sono stati prodotti tre documentari in cui, nelle 11 tappe corrispondenti ad altrettante città europee, sono stati intervistati artisti, curatori, architetti, critici ed intellettuali. Inoltre nel giugno di quest’anno è uscito in libreria il libro “Il luogo (non) comune. Arte, spazio pubblico ed estetica urbana in Europa” a cura di Bartolomeo Pietromarchi, edito da ACTAR, Barcellona. Attraverso la documentazione di oltre 50 tra artisti (da Mario Airò a Lucy Orta) e progetti (da Nouveaux Commanditaires in Francia a Nuovi Committenti in Italia), emerge un sentire comune che dalla Norvegia alla Turchia , dalla Spagna alla Bulgaria , da Cipro alla Romania restituisce un contesto condiviso dove artista, istituzione e società civile sperimentano nuove relazioni entro cui ricercare forme inedite di convivenza, comprensione e visione dello spazio urbano. Trans:it è un progetto della Fondazione Adriano Olivetti in collaborazione con la European Cultural Foundation, Fondation Evens, Fondation de France e The J.F. Costopoulos Foundation.
LE PRESENTAZIONI DEL MESE DI NOVEMBRE
MATERA
fino al 7 dicembre
nell’ambito di InLuogo.
Arte e linguaggi nel territorio urbano
Fondazione SoutHeritage
MODENA
martedì 15 novembre alle 21.00
nell’ambito della V edizione di Going Public a cura di Claudia Zanfi
Cinema 7b
TORINO
mercoledì 16 novembre alle ore 18.30
nell’ambito del Corso per Responsabili di Progetti Culturali curato dalla Fondazione Fitzcarraldo
Accademia Albertina
di Belle Arti
Via Accademia Albertina, 6
MATERA
La Fondazione Adriano Olivetti è stata invitata a presentare il progetto Trans:it. Moving Culture through Europe nell’ambito della manifestazione InLuogo, arte e linguaggi nel territorio urbano promossa dalla Fondazione SoutHeritage di Matera.
INFO www.southeritage.org
MODENA
Nell’ambito della quinta edizione di Going Public, rassegna di arte pubblica curata da Claudia Zanfi, la Fondazione è stata invitata a presentare il secondo documentario del progetto Trans:it, Ruins for the Future.
TORINO
La Fondazione Fitzcarraldo in collaborazione con la Fondazione Adriano Olivetti e l’Accademia Albertina di Belle Arti ha organizzato, nell’ambito della 10° edizione del Corso per Responsabili di Progetti Culturali, la presentazione del progetto Trans:it: Moving Culture Through Europe e del libro Il luogo (non) comune. Arte Spazio pubblico ed estetica urbana in Europa. La presentazione vedrà la partecipazione di Bartolomeo Pietromarchi, direttore del progetto e curatore del libro, Ugo Bacchella, Presidente della Fondazione Fitzcarraldo e Guido Curto, docente dell’Accademia Albertina.
Per ulteriori informazioni
Fondazione Adriano Olivetti
Ufficio Stampa e Comunicazione
Francesca Limana 06 6877054
arch. Vilma Torselli









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