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Pop Art

Pop Art italiana (di Ignazio Fresu)

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 03/02/2006

L'ingiustificata sottovalutazione di un movimento artistico italiano risultato di circostanze nazionali e non semplice fenomeno di importazione della cultura anglosassone. Ignazio Fresu ci spiega perché.

Ripercorrendo un particolare periodo storico ed artistico del secolo scorso, gli anni mitici della nostra storia recente, gli anni della “dolce vita”, è oggi evidente come la Pop Art in Italia sia stata parte di un processo più vasto e decisivo della cultura artistica italiana in un paese unificato, nel bene e nel male, dalla televisione: mentre la critica ufficiale, con il suo ormai abituale ritardo, non ne comprese il significato e, ostinandosi a definire gli artisti di questo periodo per scuole artistiche locali, retaggio di una cultura ancora ottocentesca, ignorò la realtà rappresentata dalla comune ricerca degli artisti al superamento della vecchia polemica tra figurazione e astrazione che tanto influì sulla cultura italiana del decennio precedente.

 

In realtà  la Pop Art in Italia oltre ad essere il risultato di circostanze nazionali derivanti da quegli elementi unificatori così ben descritti da Pierpaolo Pasolini, fu anche il risultato, per un verso, dell’eredità del tardo futurismo - ben riconoscibile nelle opere di Enrico Baj – e per un altro verso, dei rapporti artistici internazionali - come quelli col Nouveau Realisme con Mimmo Rotella - e non come è stata considerata dalla critica, unicamente un fenomeno di importazione sostanzialmente anacronistico nei confronti delle, peraltro coeve, esperienze statunitensi e inglesi.

 

A causa di questa sottovalutazione mantenutasi anche nella letteratura critica successiva, artisti italiani degni non solo di attenzione nazionale, bensì di partecipare a pieno titolo al  panorama internazionale della Pop Art, sono stati esclusi.

 


Questo giudizio negativo oltre che mostrare la scarsa capacità del sistema artistico italiano di sostenere i propri artisti, non solo all’estero, ma anche in Italia - al contrario di quello Statunitense del quale oggi sappiamo avere coinvolto a questo scopo addirittura la CIA - ha anche la grave colpa di non essere stata in grado di riconoscere le qualità peculiari che hanno contraddistinto la pop art italiana.
Queste qualità si rilevano in una certa “pittoricità” propria degli artisti italiani, come per esempio in Mario Schifano, che anticipano per certi versi  il graffitismo fino alla pittura di  Jean-Michel Basquiat.

 

Ignazio  Fresu

 

 

 

Le Vostre Opinioni

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Opinione postata il 2007-09-19 22:59:26
....POP RITRATTI:la storia diventa divertente, fruibile e per tutti... OGNI PERSONAGGIO NELL'ESIBIZIONE TOTALE DEL PROPRIO ESSERE,NELL'INTIMITA' DEL PROPRIO LETTINO SI ESIBISCE E RACCONTA A TUTTI LA PROPRIA STORIA... Io come spesso ho ribadito chiamerei la pittura di Beatrice Feo piuttosto "histoire pop"Pop storico,perchè non si "serve"solo di storie e personaggi barocchi ma spazia a 360°tra la storia e la mitologia italiana e universale...Cosi' come ammette lo stesso Nappa in molte delle sue recensioni a proposito della corrente pittorica che sta suscitando interesse,curiosità e sta stuzzicando collezionisti galleristi e critici d'arte in Italia e oltreoceano,proprio giorni fà un sito americano ha dedicato un bellissimo articolo a Beatrice Feo(presto sarà on line) definendo il suo stile "The new pop art made in Italy"... Ma è stato Philippe Daverio ad avere la primissima geniale intuizione,ed inserire Beatrice Feo con la suprema opera"Agnello di Dio"e la misteriosa e ctonia "Ofelia"al 57°Premio Michetti tra "I barocchi" ...Poichè aveva diviso in categorie gli artisti partecipanti,dando una lucidissima e piu' che mai pertinente definizione per ciascuna di queste. Si inserisce in questa nuova corrente d'arte anche l'artista palermitano Gabriele D'Acquisto(nella foto a sinistra un suo disegno:"Semele")dotato di non comune talento grafico,che tratta invece tematiche del Sacro(Santi) o del Profano(personaggi della mitologia,come la bellissima serie dei "Bacco" in modo assolutamente affine a tutte le prerogative del "pop B".Beatrice Feo nasce a Palermo,da nobile famiglia materna,il padre,alta borghesia, avvocato,i nonni,i cugini,gli zii tutti notai,o personaggi di spicco nella medicina,una famiglia da sempre immersa nella storia della nobiltà materna, nella raffinata cultura dell'antico e nell'eleganza del contemporaneo, nonostante si voglia fare di lei un notaio o un avvocato,Beatrice tentenna tra la carriera del medico e quella dell'arte.L'ispirazione artistica prevarrà...Studierà con estremo rigore nelle scuole ed Accademie d'Arte in Italia e all'estero.Laureandosi con il massimo dei voti e con le dovute lodi. Cosi'come Beatrice inizia prestissimo a circondarsi ed accattivare le simpatie di personaggi famosi di artisti importantissimi della storia dell'arte come Gianni Dova o come l'amicizia con Ugo Nespolo,Salvatore Provino(suo maestro in accademia a Palermo) o Vittorio Sgarbi,Philippe Daverio,Paolo Levi, e tantissimi altri artisti italiani ed internazionali,molti dello spettacolo,della musica,del teatro,della televisione e della cultura...Artisti in grado di arricchire il suo bagaglio già ricchissimo.E Beatrice ama circondarsi di loro!Bisogna precisare che molti hanno conosciuto Beatrice Feo come pittrice astratta,ed in effetti per un periodo lo è stata,una vera maestra del colore(come scriveva Emilia Valenza) ma non bisogna tralasciare l'evidenza che Beatrice nasce come artista figurativa,e resta comunque tale,l'affascina e l' intriga il realismo ,ma lei va oltre creando una sua riconoscibilità marcatissima che ne fà artista di respiro internazionale.Lei stessa cita i mille o duemila disegni figurativi eseguiti tra Palermo e Salisburgo,disegni di figure perfette di rigorosissime e precisissime anatomie,(il suo insegnante era un medico legale!)ritratti di amici,di suoi amori. Eseguiti talvolta senza neanche il modello davanti,senza l'aiuto di una foto o di altro,solo con il ricordo del viso e delle espressioni che l'hanno colpita...Questa componente grafica che la distingue e che Salvo Ferlito(critico d'arte palermitano) da sempre decanta e mette in evidenze è in effetti la chiave di lettura di quest'ibrido tra figurativo,grafico ed estremamente pittorico.Una pittura fatta di strati di colore,di alchimia di tinte incantevoli,di matericità e graffiature.La contraddizione regna sovrana e ne fà capolavori...Da sempre Beatrice Feo ama la storia,legge,si documenta,ricerca,è un'esperta di semeotica,conosce perfettamente i significati arcani e non di ogni cosa e di ogni simbolo...Da qui avrà origini la voglia di rendere fruibile,di semplice lettura,di far simpatizzare ed attualizzare i suoi personaggi,talvolta con ironia ed irreverenza,altre volte con estrema drammaticità e crudezza. Con il suo temperamento che è teatrale,ironico,e passionale,ma spesso sfocia in una visione cruda,profonda,mistica ed intimista(Come nella serie dei bellissimi "letti di clochard") reminiscenze del famosissimo letto di Rauschemberg,grande artista della Pop Art Americana.NASCE UN NUOVO MODO DI RIVEDERE LA STORIA ATTRAVERSO LA SUA PITTURA...Quello che verrà chiamato da altri il "POP BAROCCO". Beatrice accoglie la definizione con grande interesse ed entusiasmo,anzi con grande ispirazione.Già la pop art americana con Warhol aveva fatto di oggetti di uso comune opere d'arte,la scuola romana poi aveva preso come icone i nostri monumenti o gli artisti come Michelangelo(vedi Tano Festa)...Beatrice attinge nella storia,nella sua cultura,per far divenire i suoi personaggi attuali e fruibili,leggibili a tutti ,senza la noia dei libri di scuola,spazia tra la rivoluzione francese,la mitologia(Ulisse) la musica (Chopin e Bach) il maestoso Federico II con tanto di falcone sul braccio,e le icone piu' popolari e sacre come (l'Agnello di Dio,foto in alto a destra) capolavoro assoluto della sua carriera fin qui,perchè è l'esatta sintesi di tutto il suo percorso artisticoumano.-Lei giura che si occuperà presto di temi attualissimi che storicizzera' attraverso il suo Pop Barocco .Frank von Wofraum by Studio Piranesi INVITO Se volete visionare le opere Pop di Beatrice Feo sabato 29 settembre 2007- 18.30 PALERMO "AMBIGUITA' DELL'ANIMA"- expo contemporary art -PAINTINGS-itinerante expo-PALERMO_MILANO _NAPOLI_ROMA Beatrice Feo artiste "THE POP BAROCCO ITALIANO" Beathttp://www.saatchi-gallery.co.uk/yourgallery/artist_profile/Beatrice+Feo/37026.htmlrice Feo Artiste Profile-saatchi gallery on line Evento promosso dalla Fondazione Minneci di Villareale con il contributo della Presidenza della Regione Siciliana Spazio Nike via Monteleone 3 -Palermo Sarà presente il Presidente della Regione Sicilia On.Salvatore Cuffaro info-l.piranesi@libero.it
  • Oggetto: La nuova stagione della Pop Art italiana con Beatrice Feo - Utente : Luigi Piranesi Studio
Opinione postata il 2007-11-02 01:26:28
eh! si l'artista Beatrice Feo che fà tanto la Pop l'alternativa e l'intellettuale è in realtà di sangue blu...discende niente di meno che dai Filangeri di Sicilia e di Cuto'.Allora perchè gioca a fare la pop e la POP che in arte vuol dire popolare...Fa la sinistroide quando invece è tutt'altro ,e in pratica non fà altro che dimostrarlo???! gli artisti devono essere estranei a certe cose,
  • Oggetto: beatrice feo di sinistra? ...coma una nobile come lei?! - Utente : anonimo veneziano

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