economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Letture di quadri

Hannah Hoch, "Dada-Rundschau"

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 13/02/2006

Fotomontaggio emblematico del dadaismo berlinese, caotica messa in scena dei fatti in un'immagine complessiva della dissoluzione beffarda del principio di razionalità.

 

 ---------------------------------------------- Hannah Hoch, "Dada-Rundschau ", 1919

 

Dopo la prima guerra mondiale e l’insurrezione spartachista, l’arte tedesca reagì in due direzioni opposte – il Dada e la Nuova Oggettività – ma con la stessa provocatoria sicurezza data dal clima rivoluzionario del momento. Il Dada, per la prima volta, mise insieme strumenti pittorici e letterari al fine di dissolvere le certezze borghesi non solo in fatto di arte, ma anche in fatto di percezione e dominio della realtà.
L’anarchia trasgressiva dei dadaisti, in specie quelli berlinesi, dette un contributo unico all’arte del secolo: il fotomontaggio critico. La sua origine sta nella natura eterogenea e dispersiva dei fatti quotidiani, la rappresentazione dei quali, sulle pagine dei quotidiani, tenta di dare un ordine logico e connesso.
Nemici dell’ordine e della rappresentazione oggettiva, i dadaisti berlinesi percorrono la via opposta, attraverso la messa in scena caotica dei fatti, la cui immagine complessiva è quella di una dissoluzione beffarda del principio di razionalità. Il nucleo del Dada berlinese fu formata da Raoul Hausmann, George Grosz, Hannah Hoch, John Heartfield, Richard Huelsenbeck e Rudolf Schlichter.
Emblematico di questo procedimento è il foto-montaggio intitolato Dada-Rundschau di Hannah Hoch, che risale al 1919. Esso prende di mira esplicitamente tutti i politici di governo di quel momento, reazionari e revisionisti, gli alti gradi dell’esercito, il principe reggente, Hinderburg e perfino Friederich Ebert e Gustav Noske, in quel momento al vertice della Repubblica di Weimar. A proposito di questi ultimi, la Hoch ne presenta ritagli fotogiornalistici in costume da bagno – mise considerata all’epoca piuttosto volgare da immortalare – con un’aria per niente imbarazzata che esalta il carattere  beffardo del tutto. Ai dadaisti il governo socialdemocratico appariva indeciso, immobilista, schiavo delle caste militari, in una parola controrivoluzionario. Il carattere apertamente militante dell’opera è riconoscibile anche dalle due scritte in caratteri giornalistici, che vi campeggiano: Donne tedesche in Parlamento e Libertà senza limiti per H.H..

 

Alessandro Tempi

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS