Arte aniconica - parte II

Esempio pefetto di arte aniconica nell'arte islamica, condizionata dalla regola religiosa dell'iconoclastia.

Come anticipato nella prima parte dell’intervento, l’esempio più pefetto di arte aniconica è rappresentato dall’arte islamica, dove l’iconoclastia imposta come norma inderogabile dalla religione ha impedito lo sviluppo di un’arte figurativa rappresentativa, generando forme decorative astratte a disegno geometrico nelle quali gli occidentali sono propensi a vedere, a causa del proprio retaggio culturale saldamente legato alla figurazione, la stilizzazione o la progressiva alterazione di forme in origine figurative, essendo l’occidente fortemente condizionato dalla propria tradizione visiva.
Si tratta in realtà di una visione globale del mondo, dell’uomo e della natura tanto lontana dalla nostra da risultare difficilmente comprensibile.

Pur in una sorta di apparente semplificazione concettuale, per l’arte aniconica a base geometrica di tutta la produzione artistica islamica vale la pena di rilevare quanto maggior sforzo immaginativo comporti la rappresentazione astratta, che non ha un referente reale e vuole trasmettere un’idea senza la mediazione della figurazione: la civiltà islamica, la più evoluta dell’oriente antico, la civiltà della matematica, della geometria, dell’alfabeto, dei numeri, di quella che ancora oggi è la base della cultura anche occidentale, esprime nell’astrattismo di una decorazione geometrica o, spesso, calligrafica, un simbolismo di impronta metafisica, realizzato con relazioni simmetriche di forme geometriche che fanno venire in mente certe opere di Escher, straordinarie immagini mentali genialmente trasferite sulla carta.

Edificio emblematico sia dell’architettura che della pittura dell’Islam, L’Alhambra, Al-hamra, la Rossa, per il colore delle sue pietre, la famosa fortezza araba che sorge sulla Colina Roja che sovrasta Granada.

Credo sia inevitabile che la complessa simbologia dell’insieme sfugga in gran parte al visitatore occidentale, sopraffatto dalla ridondanza dei cromatismi e dei motivi decorativi, dalla fantastica complessità delle strutture: non è facile capire ciò che sta alla base dell’architettura e dell’arte islamiche, il concetto assoluto di una verità trascendente, mistica, inavvicinabile se non attraverso il totale annullamento di ogni individualismo ed ogni singolarità, espressione di una civiltà fondata su una religione diversa dalla nostra, dalla quale deriva una diversa estetica ed una diversa maniera di intendere l’architettura e l’arte ……… continua

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Pubblicato il domenica 02 aprile 2006 in: Linguaggi dell'arte moderna

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