A cura di arch. Vilma Torselli
Pubblicato il 21/05/2006
Da "Frecce di luce"
Negli occhi di un cieco
Nella fonte dei tuoi occhi
fluttuo e sogno rapine.
Paul Celan
Libere catene di nubi
ai confini del cielo
riportano
fragranze di primavera.
Eterne parole, impresse
in leggere guglie di vetro,
s’ergono minacciose
in casti echi taglienti.
Rincorro nel buio
gli occhi di un cieco.
Anelli di ghiaccio
s’infuocano.
Attraverso bifore e fughe d’archi
scorgo
un bosco rapito
in un intenso sussurro.
Ultimo sussurro
Scava la mia tomba a forma di cuore
Peter Orlovsky
Facili coltelli,
tra volti rassicuranti,
sfavillano
nella cava delle maschere.
Rami dardeggianti
in una cascata d’oro e miele
proteggono
un invisibile giaciglio.
Nodosità zampillanti di brina,
pregiate impronte di destini celesti,
vulnerabili ancora ci conducono
ad aspri risvegli.
Martellante scure di luna,
mentre incidi il profilo di una lacrima,
un rivolo di sangue scuote la notte,
e un ultimo brivido concedi.
Assolato notturno
Fole o menzogne ai leggitor volgari
(Già il so) parran queste ch’io chiudo in rime
E parer denno a chi d’amor sublime
Non sa i veri sospir quanto sian rari.
Vittorio Alfieri
Annotta.
Spenti i lumi,
angeli artigliati
imprigionano le ultime libellule.
Selvagge lacrime di sangue
serpeggiano vane,
arsa e rasa ogni speranza
di un incontro salvifico.
Sogni nutriti
da stanco livore
in inesorabili castighi tramutano.
Ogni fuga è un ritorno.
Ma un sole limpido risorge.
Biancheggianti zufolate di rugiada,
su lamine venefiche,
sigillano inattese certezze.
Eterno ardore
Ei muor, qual visse, intrepido, animoso
Vittorio Alfieri
Un rapido temporale
Un raggio di sole repentino
Una nuvola passeggera
Una brezza leggera
Una cromatica esplosione
Un inatteso sorriso
Un’ombra di riflesso
Uno sprazzo d’allegria
Melodia autunnale
Cenere d’inverno
Brace estiva
Sogno primaverile
Il volo estremo
L’ultima cavalcata
Un pensiero fugace
nella tacita notte.
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