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Arte nell'Europa postbellica

Eaismo

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 15/02/2007

Un articolo costruito grazie ai contributi dei miei visitatori, che hanno voluto farci partecipi di notizie ed opinioni inedite ed interessanti. Grazie!

      
(la foto è tratta da Wikipedia)

 

L’Eaismo è stato un movimento pittorico che è nato in periferia, ovvero fuori dai principali circuiti artistici e commerciali italiani. Ma nonostante questo è stato supportato da una robusta e solida impronta teorica, testimoniata dall’esistenza di un vero e proprio “Manifesto” (dell’eaismo).
Il nucleo principale del movimento era costituito da un docente universitario, ( Favati), da un poeta di livello nazionale (Landi), e da un artista geniale come Voltolino Fontani che, oltre ad esserne il fondatore, ne era anche la testa pensante.
Erra, dunque, chi non vede in questo gruppo di artisti la presenza del necessario spessore culturale per far decollare un grande progetto. Riguardo, poi, alla figura di spicco del movimento, ossia Voltolino Fontani, vi sono le Quadriennali romane a parlare da sole.
Dobbiamo anche aggiungere che tale artista, a differenza degli altri pittori livornesi di chiara fama (Fattori, Modigliani, Nomellini, Gianfranco Ferroni e Mario Nigro, per citarne “alcuni”) non sviluppò soltanto “cromatismo”, ma diede una base teoretica alla sua produzione artistica, sfociata in scritti e pensieri originali.
Da studi recenti, infatti, ( cit. Francesca Cagianelli in “Autoritratti spirituali”) si è colta la passione di Fontani nei confronti delle opere di Rudolf Steiner, ideatore dell’antroposofia e già esponente della “Teosofia”.
Non deve stupire neanche il fatto che quest’ultimo fosse un importante traduttore dell’opera di Goethe, scrittore al quale Fontani si ispirava. La pittura nucleare nasce dunque in Provincia, ma non è per nulla provinciale.
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Nel 1954, lo scrittore italiano Carlo Cassola ("La ragazza di Bube", "Il taglio del bosco"), capitato a Livorno per una conferenza sull'arte, notò come in quella città fossero particolarmente vivi due gruppi pittorici contrari alla tradizione post-macchiaiola: gli astrattisti e gli eaisti. Si può dire pertanto che, a differenza del resto d'Italia, Livorno sostituì, nella diatriba tra figurazione e astrazione, il realismo sociale e il post-cubismo con l'eaismo. Del resto, il manifesto eaista raccomanda vivamente di non sconfinare dai moduli stilistici figurativi..
L'astrazione livornese vedeva, invece, in prima fila Mario Nigro e Ferdinando Chevrier, divenuti nel frattempo esponenti del Movimento Arte concreta (MAC). Non risulta che Fontani abbia intessuto relazioni particolarmente strette con Nigro, sebbene i due avessero frequentato la scuola di Beppe Guzzi (pittore della "scuola romana") alla "vetreria italiana", e successivamente la galleria Giraldi.
Negli anni '50 le due personalità artistiche di riferimento nella ricerca sull'arte contemporanea a Livorno, sono, dunque, Voltolino Fontani e Mario Nigro. Entrambi partecipano con alterne fortune ai due più importanti premi cittadini di quel momento (Il premio Modigliani e il premio Rotonda). Entrambi strutturano la loro poetica artistica su basi teoriche. Con una differenza fondamentale, però. Se in Nigro il pensiero scritto è un elucubrazione sulla sua arte e sulle potenzialità che questa serba a livello tecnico e funzionale, in Fontani il discorso teoretico investe il significato stesso dell'arte. E' difficile, dunque, non trovarsi d'accordo con il critico Bruno Corà, quando sottolinea "la ricchezza di strumentazione impiegata dall'artista, il quale mostra interessi e conoscenze estetiche di respiro europeo, sia dal punto di vista teorico (ne sono testimonianza i suoi "appunti visivi" dedicati a Goethe, come le riflessioni relative al cromatismo e al daltonismo, rilevate nella letteratura di Steiner) sia dal punto di vista della cultura visiva, in anni di drammatica chiusura del nostro paese ad altre realtà estetiche. (cfr. Voltolino Fontani "Autoritratti Spirituali"). La capacità di Fontani di saper cogliere lo spirito dell'arte europea e le sue avanguardie gli è pure riconosciuto dal critico d'arte Dario Durbè, che nel 1972 in coincidenza con la mostra dell'artista livornese alla Galleria d'arte moderna di Roma, così si esprime: " Tu sai infatti, perché te l'ho detto altre volte, come sia viva in me l'impressione della tua pittura, quale per la prima volta mi apparve sui miei sedici o diciassette anni, quando niente ancora sapevo dell'arte moderna; e come questa impressione abbia servito, nella mia esperienza personale, ad aprirmi al strada in questo campo.".
Il manifesto eaista non è certo tenero con avanguardie come l'astrattismo, il cubismo e il futurismo. Li accusa di non esser più in grado di cogliere lo spirito del mondo, ovvero "Il senso della nostra epoca" e "l'evoluzione storica dell'uomo", rivoluzionata dall'avvento dell'energia atomica. L'uomo da questo momento non è più lo stesso ed il suo equilibrio con l'universo, con l'ambiente esterno e finanche con la natura è definitivamente compromesso. E' necessario, dunque, modulare l'arte su questi nuovi cambiamenti, per non lasciare l'artista solo con se stesso.
Per questo piglio innovativo, Fontani finisce nella collezione Van Geluwe, insieme a Picasso e Permeke, senza muoversi mai da Livorno. Vuole essere profeta in patria nella città che il grande chansonnier livornese, Piero Ciampi, definì "la più difficile di tutte". E alla fine ci riesce, a differenza di Mario Nigro ( che se ne va via sbattendo la porta, dopo che al premio Rotonda avevano premiato tutti tranne lui)  e  Amedeo Modigliani  (Gianfranco Ferroni non è giudicabile, perché lascia la città in tenera età). Vende tanti quadri, come solo Nomellini ( e non Fattori) era riuscito a fare nella sua vita artistica.

P.S.
Alle mostre sull'eaismo parteciparono anche dei pittori indipendenti, che non aderivano, cioè, al movimento. Uno di questi è Giancarlo Cocchia, artista espressionista, e maestro conclamato di Dario Ballantini, il "trasformista" di "Striscia la notizia". Non conosco molto le sue opere, ma per quel poco che mi è capitato di vedere penso che vi siano alcune assonanze tra l'opera di quest'ultimo e quella degli eaisti, che si riscontrano nelle forme "ciclopiche" e deformate degli uomini.
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(contributo di Federico Zucchelli )

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Sono veramente lieta che, finalmente, persone giovani che non hanno conosciuto direttamente Voltolino Fontani, siano a conoscenza della sua pittura e soprattutto del suo contributo sulla pittura nucleare.
Il "Comitato per la divulgazione della figura pittorica di Voltolino Fontani" mira proprio a questo, oltre che all'archiviazione dell'opera, peraltro vastissima.
L'attualità del messaggio di Fontani è sconcertante: fu tra i primi ad allertare contro i pericoli della scoperta dell'energia atomica, a urlare il suo antimilitarismo, e la storia gli ha dato ragione. I tempi sembrano finalmente maturi, l'Eaismo merita di uscire da quella nicchia per pochi eletti in cui è stato confinato, e lo farà.
Voglio far presente che l'Eaismo sarà ampiamente divulgato nel 2008, nel sessantesimo anniversario della sua fondazione, grazie al "Comitato V. Fontani". Vorrei anche sottolineare, con una certa amarezza ,come sia difficoltoso per molti artisti labronici di valore (il primo fu Modigliani, ma ce ne sono altri) ottenere il giusto apprezzamento proprio nella loro città. Purtroppo non tutti possono cavalcare la tigre della loro notorietà televisiva come sta facendo un pittore livornese, che non nomino e che mi astengodi giudicare perché non mi compete, che è noto per le sue "gags" serali come imitatore su una emittente Mediaset...
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(contributo di Tania Faldino)
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Dal 2002 ha preso avvio una divulgazione della conoscenza dell'arte e del pensiero del pittore livornese Voltolino Fontani, che ideò il Movimento Eaista.
E' vero che tale movimento restò aderente al contesto labronico ma è indubbio che precorse , e per certi versi superò, le istanze della "pittura nucleare", termine che per primo usò Fontani, (fu annunciata una causa legale contro Baj e Dalì, che purtroppo cadde nel nulla.).
E' giunta l'ora che, dopo la tesi di laurea discussa a Pisa su tale movimento nel luglio del 2006 presso la facoltà di Lettere, le storie dell'arte inseriscano, a buon diritto, l'Eaismo tra le correnti d' avanguardia del secondo Novecento.
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(contributo anonimo) 
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L'Eaismo è un movimento di pittura e poesia che attualmente è oggi oggetto di studio. Prima che la pittura nucleare a Milano si strutturasse ad opera di Dangelo e Baj (1952) a Livorno fu pubblicato il bando di questo movimento, da una intuizione di Voltolino Fontani(1948). Questa primogenitura sui milanesi suggerì agli eaisti di intentare una causa legale, che però cadde nel nulla. Sul sito del "Comitato per la divulgazione della figura pittorica di Voltolino Fontani" si possono visualizzare opere eaiste di Fontani e avere altre notizie. Sempre su Internet è in vendita un catalogo intitolato "V.Fontani alla Galleria Giraldi. Eaismo, esplosioni nucleari e arti figurative" molto interessante.
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(contributo di Maria Grazia Fontani)
 


l
Invito i visitatori alla lettura dell'interessante dialogo sull'argomento, messo in atto da diversi interlocutori nelle opinioni postate: sono lieta che l'occasione susciti interesse attorno ad un movimento ingiustamente poco noto e lo sono ancor di più per la partecipazione numerosa ed appassionata di esperti conoscitori del fenomeno.

 

(la guida di arte moderna)

 

Le Vostre Opinioni

Cosa ne pensi...

Opinione postata il 2007-03-17 17:53:48
Conosco molto poco l'opera di Ballantini, che mi sembra improntata su un macroscopico espressionismo e su una forte influenza di Picasso. Mi sembra azzardato ed improprio avvicinarlo all'Eaismo: agli eaisti premeva calare l'arte nella realtà, renderla comprensibile e soprattutto coerente con l'epoca storica, al di là di qualsiasi soggettivismo, farne un testimone dei pericoli del progresso, primo fra tutti l'energia atomica. Mi sembra prematuro parlare di post-eaisti quando ancora devono farsi conoscere gli eaisti... Approfitto dell'occasione per segnalare che il dipinto "Natura onirica", non è strettamente eaista ma appartiene al sucessivo periodo "onirico",Voltolino Fontani" , che, comunque conserva na necessità di essenzialità proclamata dal bando programmatico dell'Eaismo.
  • Oggetto: oggetto - Utente : tania faldino
Opinione postata il 2007-03-17 12:39:03
Occorre non confinare l'eaismo nella realtà livornese. Per cui occorre tirare diritto se la città non risponde. Devo dire però che il comitato, nelle persone delle figlie dell'artista, dovrebbe procedere a donazioni di quadri veramente interessanti ai musei più importanti (i quadri di Fontani donati al museo Fattori sono di basso livello). Solo così Fontani verrebbe veramente celebrato nella giusta maniera.
  • Oggetto: eaismo - Utente : chemicalbro
Opinione postata il 2007-03-21 14:26:12
Il "Comitato per la divulgazione della figura pittorica di Voltolino Fontani" non ha effettuato "donazioni" a enti pubblici o privati di suoi dipinti per diffonderne la conoscenza, a ragion veduta. Le opere esposte presso il "Museo Civico G.Fattori" (che non sono comunque "di basso livello") sono state acquisite dal Comune di Livorno con diversi tipi di strategie (ad esempio in seguito al premio acquisto "A. Modigliani") ma sono comunque frutto di eventi episodici, senza la volontà di una ricerca adeguata sul percorso pittorico dell'artista. A nostro parere qualsiasi museo dovrebbe accogliere "dopo" e non "prima" di una attenta politica di diffusione della conoscenza di un artista sue opere significative, che magari finirebbero confinate in spazi inadeguati, o, peggio, in un magazzino. Sul nostro sito (www.comitatofontani.supereva.it) si può visionare in "Progetti ed eventi" quanto finora effettuato per dare rilievo a questo artista labronico, con il supporto di esperti del settore.
  • Oggetto: oggetto - Utente : Comitato per la divulgazione della figura pittorca di Voltol
Opinione postata il 2007-03-12 20:44:52
Nel 1954, lo scrittore italiano Carlo Cassola (“La ragazza di Bube”, “Il taglio del bosco”), capitato a Livorno per una conferenza sull’arte, notò come in quella città fossero particolarmente vivi due gruppi pittorici contrari alla tradizione post-macchiaiola: gli astrattisti e gli eaisti. Si può dire pertanto che, a differenza del resto d’Italia, Livorno sostituì, nella diatriba tra figurazione e astrazione, il realismo sociale e il post-cubismo con l’eaismo. Del resto, il manifesto eaista raccomanda vivamente di non sconfinare dai moduli stilistici figurativi…. L’astrazione livornese vedeva, invece, in prima fila Mario Nigro e Ferdinando Chevrier, divenuti nel frattempo esponenti del Movimento Arte concreta (MAC). Non risulta che Fontani abbia intessuto relazioni particolarmente strette con Nigro, sebbene i due avessero frequentato la scuola di Beppe Guzzi (pittore della “scuola romana”) alla “vetreria italiana”, e successivamente la galleria Giraldi. Negli anni ’50 le due personalità artistiche di riferimento nella ricerca sull’arte contemporanea a Livorno, sono, dunque, Voltolino Fontani e Mario Nigro. Entrambi partecipano con alterne fortune ai due più importanti premi cittadini di quel momento (Il premio Modigliani e il premio Rotonda). Entrambi strutturano la loro poetica artistica su basi teoriche. Con una differenza fondamentale, però. Se in Nigro il pensiero scritto è un elucubrazione sulla sua arte e sulle potenzialità che questa serba a livello tecnico e funzionale, in Fontani il discorso teoretico investe il significato stesso dell’arte. E’ difficile, dunque, non trovarsi d’accordo con il critico Bruno Corà, quando sottolinea “la ricchezza di strumentazione impiegata dall’artista, il quale mostra interessi e conoscenze estetiche di respiro europeo, sia dal punto di vista teorico (ne sono testimonianza i suoi “appunti visivi” dedicati a Goethe, come le riflessioni relative al cromatismo e al daltonismo, rilevate nella letteratura di Steiner) sia dal punto di vista della cultura visiva, in anni di drammatica chiusura del nostro paese ad altre realtà estetiche… (cfr. Voltolino Fontani “Autoritratti Spirituali”). La capacità di Fontani di saper cogliere lo spirito dell’arte europea e le sue avanguardie gli è pure riconosciuto dal critico d’arte Dario Durbè, che nel 1972 in coincidenza con la mostra dell’artista livornese alla Galleria d’arte moderna di Roma, così si esprime: “ Tu sai infatti, perché te l’ho detto altre volte, come sia viva in me l’impressione della tua pittura, quale per la prima volta mi apparve sui miei sedici o diciassette anni, quando niente ancora sapevo dell’arte moderna; e come questa impressione abbia servito, nella mia esperienza personale, ad aprirmi al strada in questo campo…”. Il manifesto eaista non è certo tenero con avanguardie come l’astrattismo, il cubismo e il futurismo. Li accusa di non esser più in grado di cogliere lo spirito del mondo, ovvero “Il senso della nostra epoca” e “l’evoluzione storica dell’uomo”, rivoluzionata dall’avvento dell’energia atomica. L’uomo da questo momento non è più lo stesso ed il suo equilibrio con l’universo, con l’ambiente esterno e finanche con la natura è definitivamente compromesso. E’ necessario, dunque, modulare l’arte su questi nuovi cambiamenti, per non lasciare l’artista solo con se stesso. Per questo piglio innovativo, Fontani finisce nella collezione Van Geluwe, insieme a Picasso e Permeke, senza muoversi mai da Livorno. Vuole essere profeta in patria nella città che il grande chansonnier livornese, Piero Ciampi, definì “la più difficile di tutte”. E alla fine ci riesce, a differenza di Mario Nigro ( che se ne va via sbattendo la porta, dopo che al premio Rotonda avevano premiato tutti tranne lui) e Amedeo Modigliani (Gianfranco Ferroni non è giudicabile, perché lascia la città in tenera età). Vende tanti quadri, come solo Nomellini ( e non Fattori) era riuscito a fare nella sua vita artistica. P.S. Alle mostre sull’eaismo parteciparono anche dei pittori indipendenti, che non aderivano, cioè, al movimento. Uno di questi è Giancarlo Cocchia, artista espressionista, e maestro conclamato di Dario Ballantini, il “trasformista” di “Striscia la notizia”. Non conosco molto le sue opere, ma per quel poco che mi è capitato di vedere penso che vi siano alcune assonanze tra l’opera di quest’ultimo e quella degli eaisti, che si riscontrano nelle forme “ciclopiche” e deformate degli uomini.
  • Oggetto: eaismo - Utente : federico zucchelli
Opinione postata il 2007-03-11 13:33:09
Voglio far presente che l'Eaismo sarà ampiamente divulgato nel 2008, nel sessantesimo anniversario della sua fondazione, grazie al "Comitato V. Fontani". Vorrei anche sottolineare, con una certa amarezza ,come sia difficoltoso per molti artisti labronici di valore (il primo fu Modigliani, ma ce ne sono altri) ottenere il giusto apprezzamento proprio nella loro città. Purtroppo non tutti possono cavalcare la tigre della loro notorietà televisiva come sta facendo un pittore livornese, che non nomino e che mi astengodi giudicare perché non mi compete, che è noto per le sue "gags" serali come imitatore su una emittente Mediaset...
  • Oggetto: eaismo - Utente : tania faldino
Opinione postata il 2007-03-25 12:08:13
Mi felicito per la decisione di tenere una mostra sull'eaismo. Credo che in quell'occasione sia da realizzare una sezione espositiva in cui si mettono a confronto gli eaisti con i nuclearisti. Non scordiamaci che l'eaismo ha visto partecipi più pittori ma anche un poeta famoso come Landi, dunque rappresenta un movimento ad ampio spettro. Coraggio e guardate di coinvolgere degni nomi (come fatto in passato con Corà) ed alte istituzioni (es. la Fondazione del Monte de' Paschi di Siena) nonchè i galleristi livornesi che hanno un nome nazionale ed internazionale (Peccolo, Giraldi, Athena,...)
  • Oggetto: mostra eaismo - Utente : chemicalbro
Opinione postata il 2007-07-17 15:34:23
Alcuni giorni fa scrivevo nel forum "Eaismo" su questo stessi sito: "Sono giovane e ho fatto studi tecnici. Purtroppo a scuola si studia poco anche la storia; confesso che della seconda guerra mondiale ho una conoscenza sommaria,ma certo so come finì: con il lancio della bomba atomica . Ho cercato su vari motori "Eaismo" e ho letto ilmanifesto del movimento: è veramente attuale quello che dice, e l'ha detto quasi 60 anni fa!Per certi versi mi ha ricordato "Contaminata" di Gianna Nannini!" . Ma ieri c'è stata un'ulteriore prova della lungimiranza di questo movimento, che additava con preoccupazione alla pericolosità dell'energia atomica:il terremoto in Giappone che ha danneggiato una centrale atomica con relativa fuga di fumo radioattivo. Sembra che non sia una seconda Chernobyl, per fortuna, ma il discorso è lo stesso e vecchio di anni.:perchè non si investe a livello nazionale sull'eco-energia? Uno sparuto gruppo di pittori e poeti livornesi aveva già intuito tutto, 60 anni fa! Confermo la mia piena ammirazione per gli eaisti.
  • Oggetto: oggetto - Utente : arpad83

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