Per stampare: Clicca qui oppure seleziona File » Stampa nel menù del tuo browser.

        -----------------------------------------------------------------------------------------------
        Questo intervento è stato stampato da Guide di Dada.Net
        raggiungibile a http://guide.dada.net
        -----------------------------------------------------------------------------------------------

By Arte moderna di arch. Vilma Torselli
URL: http://guide.dada.net/arte_moderna/interventi/2008/01/320240.shtml

Arte moderna di arch. Vilma Torselli guida dal 20-05-2002

Fotografia

Una disciplina che non è evoluzione della pittura, che non è clonazione della realtà, che non è riproduzione dell'esistente. E' fotografia. Un articolo in collaborazione con Gianmarco Chieregato.

"La foto mi colpisce se io la tolgo dal suo solito bla-bla: tecnica, realtà, reportage, arte, ecc.: non dire niente, chiudere gli occhi, lasciare che il particolare risalga da solo alla coscienza affettiva." (Roland Barthes).

Il cammino interiore che Barthes suggerisce per cogliere 'l'anima' dell'immagine è l'inverso di quello che il fotografo deve compiere per trasferire nell'immagine informazioni sensoriali non visive presenti sulla scena al momento dello scatto, odori, suoni, sensazioni tattili, stati d'animo ….. per fare in modo che la sua fotografia non rappresenti solo ciò che si vede, ma ciò che si 'sente', per usare parole di Ansel Adams.

Con ciò affrontando una sfida non facile, sia perché nel cervello la coscienza affettiva e quella cognitiva sono strutturate distintamente, sia perché la vista, così come l'udito, si orienta verso la coscienza rappresentativa e cognitiva, a differenza dei sensi del tatto, dell'odorato e del gusto, eminentemente 'affettivi'.
Ogni fotografo compie questo cammino a modo suo, non c'è una regola, c'è chi scatta a ripetizione, per poter poi rintracciare nella grande quantità delle immagini quella più vicina alla perfezione, c'è chi preferisce 'pensare' e pre-visualizzare l'immagine in tutte le sue successive fasi, dalla composizione allo scatto alla stampa, c'è chi, come Gianmarco Chieregato, mediando tra le due posizioni, dà modo all'inventiva e all'impulso del momento di modificare e perfezionare un'idea di massima iniziale che cresce e si sviluppa in un vero e proprio work in progress.

La possibilità di trasferire nell'unica rappresentazione possibile, quella visiva, comunicazioni di altro tipo è una delle tante sfide che la fotografia è chiamata a raccogliere nel suo annoso confronto con il reale, dal quale è tuttavia destinata ad uscire sconfitta, perché l'esperienza mediata sarà sempre e comunque ingannevole: un bravo fotografo potrà infatti mostrarci l'immagine di un'onda che si infrange così perfettamente realistica da farci sentire il rumore della risacca, ma non sarà mai il rumore di quell'onda, sarà per ognuno il rumore delle onde della sua memoria, del suo vissuto e della sua esperienza personale.
Così come la tridimensionalità, caratteristica della visione umana bi-oculare, preclusa all'obiettivo mono-oculare della macchina fotografica, simulata con l'uso chiaroscurale di luce ed ombra, con effetti di sfocatura, con l'introduzione di maglie prospettiche ed altro ancora, suggerirà una percezione spaziale certamente assai diversa da quella effettiva ....... continua>>>>>

 

Di Gianmarco Chieregato leggi anche "Universalità dei codici visivi", "Pittura e fotografia, un confronto infinito", "Conversazione con l'autore", "Gianmarco Chieregato, fotografo", "Un fotografo, oggi: Gianmarco Chieregato", "Le realtà bugiarde della fotografia"